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Come Sunday

La domenica è il giorno in cui si fermano tante cose e il tuo umore presenta il conto. La settimana è stata bella pesante, tra un esame andato male, nonostante avessi studiato come una pazza, le paranoie classiche di inizio autunno, e reazioni allergiche a caso, sono arrivata in fondo a questa domenica senza toccare quel famosissimo fondo che si tocca quando l'umore è decisamente a terra. Non so se sia un bene o un male, ma la fase che sto attraversando è una fase molto contenuta, mi spiego meglio: generalmente nei momenti di stress mi chiudo in me stessa, nei miei piantini, nei miei "tanto andrà tutto male" e cose rassicuranti del genere. Bene, adesso, nonostante la voglia immensa di abbandonarmi a queste pratiche per scaricare lo stress, non ci riesco. Non una lacrimuccia, non un secondo in più sotto le lenzuola con la playlist superdepre dell'iPod, niente di niente. La cosa non mi fa stare meglio, anzi, probabilmente è peggio, però quel punto di rottura non è arrivato. Non lo so, magari ho alzato l'asticella dello stress sopportabile. Chi lo sa, vi aggiornerò quando arriverà il punto di rottura (del mio cranio). Detto ciò, ho quasi mantenuto fede alla promessa di scrivere più spesso, infatti eccomi qui. Avrei voluto scrivere cose mentre studiavo, ma ecco, già è andata male non facendolo, figuriamoci se avessi perso le giornate a postare cose non troppo intelligenti. Tuttavia, le idee rimangono, per cui tutto ciò che avrei voluto scrivere l'ho appuntato sul santissimo Google Keep, quindi presto il feed di questo blog potrebbe ritornare un po' più movimentato, ma tanto, ogni volta che lo dico non succede.

Mind Games

Le scusanti per non scrivere da più di un anno sono tante, ma riassumibili in pochissime parole: non sapevo cosa scrivere. Sono successe circa un miliardo di cose, avrei potuto fare come la me in terzo liceo e narrare pedissequamente le mie vicende, ma non sapevo come, non sapevo se andasse bene e soprattutto, con l'articolo che ogni due giorni riciclano sul fatto che ormai i blog siano morti, mi son chiesta se ormai non fosse inutile portare avanti una cosa del genere. Tuttavia, ieri sono stata colta da un'illuminazione dopo aver finito la terza stagione di Better Call Saul: aggiorno il blog. Così, un po' a caso. Non spoilero per quei quattro cristi che ancora mi leggono e non hanno visto il suddetto finale, ma mi ha fatto capire delle cose, cose che in qualche modo sono capitate anche a me. Previously on prugna: studio giurisprudenza, non mi piace, sono andata fuoricorso e da persona convinta di avere un cervello non sottosviluppato ho vissuto la cosa come una sconfitta e non trovavo più stimoli, seppur convintissima e decisa a finire. Bene, in questo anno di clausura blogghereccia ho meditato, sofferto, deciso e pianificato (più o meno). Ho sempre saputo di aver sbagliato facoltà e percorso di studio, ma essendo la mia situazione figlia di scelte obbligate da fattori infiniti la strada era deprimiti e trova un lavoro o studia una cosa che non ami e trova, forse, un lavoro. La facoltà che ho scelto offre veramente poco (sì, ho già sentito 3455432 volte la battuta sul numero di avvocati presenti in italia, ma vi rassicuro, non farò l'avvocato), per cui gli ultimi due anni li ho impiegati a studiare di più e pianificare il mio post laurea. L'unica cosa in cui mi sento un pelino sicura, sia perché mi piace, sia perché sono bravina, è l'informatica, tanto che al liceo ero convinta che mi sarei iscritta, e invece no, sono stata cretina. Posto ciò e posto che comunque la mia laurea implica molti anni passati a studiare diritto, ho cercato il modo di combinare le cose, quindi ho trovato per il mio futuro post laurea un master in diritto informatico, in una delle poche città italiane in cui io mi sia mai trovata bene come fosse casa mia, ovvero Bologna. Tutto ciò per dire che ho di nuovo un motivo per andare avanti in questa cosa della giurista. Non contenta di tutta questa rinascita a 26 anni, ho fatto anche un'altra scelta: Erasmus Traineeship, ovvero vai all'estero, lavori un paio di mesi thanks to amazing borsa dell'università e torni a casa con il curriculum un po' più pieno del solo "Esperienza professionale: so pettinare le Barbie", forse, dobbiamo ancora capire se mi prenderanno. Insomma, ho fatto qualche scelta che per i miei canoni è abbastanza coraggiosa, perché vivere per inerzia anche no. Azzerderei a dire che sono contenta, perché pensavo che non sarei riuscita a venirne fuori da questa situazione opprimente del "non so cosa potrò fare nella vita oltre la selezione per il Mc Donald's", che poi son progetti, ma per quanto mi riguarda è un enorme passo in avanti, un cambiamento nel mio modo di pensare il futuro. Tutto questo entusiasmo ucciso dalla visione del libro di procedura civile, ma ormai son rimasti pochi mattoni, poi l'anno prossimo mi intingerò in una piscina di corone d'alloro e l'ansia per l'università finirà (e inizierà quella per qualche altra nuova magica e sbagliata avventura).
Detto ciò, tornerò a postare, anche solo di cagate, perché ho capito che devo condividere la mia stupidità, è un peccato tenerla tutta solo per me.

Rinnegare/Rinnegarsi


(via favim.com)

Quando ero ancora un'adolescente grassa ho passato buona parte della mia vita, specialmente al liceo, a rinnegare una parte di me stessa per piacere a qualcuno. Partiamo dal presupposto che ero una di quelle "strane" per un liceo di una città con una mentalità molto provinciale, quindi converse nere = satanista, magliette di gruppi musicali = cogliona, niente trucco e parrucco = cesso (beh, questo era vero), fissata con l'informatica = SEI UN MASKYO?!?1!, tanti libri = mega sfigata, musica rock/metal/indie = ODDIO MA CI SEI?!1!!. Avete capito, sì, insomma. Essendo una clone di Jabba, non curandomi molto del mio aspetto e avendo interessi normali, ma che per la fauna locale erano strani, ho attraversato una fase in cui ho pensato che facendo finta d'aver interessi uguali a quelli di alcuni ragazzi che mi piacevano o di gruppi di amici, avrei fatto di me una meno strana, una di quelle a cui ci si poteva avvicinare insomma. Ho cominciato a farmi piacere gruppi dei quali fregacazzi, ho cominciato a guardare film, telefilm e certi programmi per capire se potevo essere così. La cosa terribilmente spaventosa è che riuscivo a far finta di conoscere certe cose grazie ad uno dei miei talenti più sviluppati: la googlata strategica. Ebbene sì, nei primi anni 2000, quando voi vi facevate catfishare da questo o quello, io già scoprivo il magico mondo di Google per sembrare onniscente. Quante chat MSN piene di stronzate.
La gente ci credeva fermamente che mi piacessero quelle cose, perché dai "lei le conosce così bene", quindi strinsi qualche rapporto di pseudo - amicizia e cose così. Chiaramente ogni qual volta facevo uscire la Giorgia vera, quella che "forse Ligabue fa cagare, son meglio i Radiohead" prendeva randellate morali sui denti e presto chiudeva ogni rapporto. Finalmente quando stavo finendo il liceo è arrivata l'illuminazione: rinnegare i propri interessi è rinnegarsi. Sì, perché io aderisco alla scuola di pensiero che ognuno sia ciò che gli piace e non credo a teorie diverse, mi dispiace.
Probabilmente adesso vivo la fase più menefottista della mia intera esistenza e qualche giorno fa mi son chiesta come abbia fatto a smettere di rinnegarmi e accettarmi (quasi del tutto) scema come sono. Inizialmente ho imputato la cosa all'essermi data una sistemata, esteticamente parlando, e a quella maturità che sarà venuta fuori insieme ai denti del giudizio, cosa in parte vera, perché se non bestemmi per quelli (e per le coliche biliari) sei CERTAMENTE matura. Poi ho capito. I miei interessi sono diventati un po' un filtro con l'esterno, ogni qual volta mi rapportavo con qualcuno li mettevo al primo posto, come per dire "ehi bello, io sono i miei mille libri e telefilm, la mia fissazione con Federer, Harry Potter e i Radiohead, non devono piacerti, ma se mi vuoi conoscere, son così", che è un po' come farsi una carta d'identità emotiva, perché senza Federer che gioca il mondo è triste, senza i millanta insegnamenti di Harry Potter sarei una zoticona e perché senza i Radiohead chi mi avrebbe consolato quando ero sola come il neurone di Salvini? Di conseguenza l'illuminazione è che adesso ho accanto persone che accettano chi sono, le mie stranezze, i miei interessi, anche senza condividerli. Il fatto che poi io abbia contagiato la gente che amo con le cose che mi piacciono è un altro discorso e in alcuni casi chiamerei la cosa "accanimento terapeutico".

Incoraggiatemi.

Sad Drawings


Quello che sbaglio è cercare sempre qualcosa da dire, in relazione a un argomento specifico, che sia una serie tv, un libro, un cd o un film. Io sono più di questo e per molto tempo l'ho dimenticato. Ero arrivata a capire come fare, come gestire tutto quello che vorrei scrivere e poi, boh, nel cesso. Lo so che me lo riprometto spesso e non lo faccio MAI, ma ho voglia di scrivere, di raccontare nulla. La speranza è quella di riuscirci, senza cercare conferme, senza cancellare post perché c'è "troppo" di me. Chi se ne frega, l'ho sempre fatto. Incoraggiatemi, vi prego.

Oggi fa molto 2009


No, non lo posso accettare che questo coso riceva orde di visite solo per un post su Io e le mie mogli. Kody Brown mi perdoni, ma se devo essere uno dei primi risultati di Google voglio che sia per le mie trashate, oh. Salve, riemergo da un periodo bello-bellissimo-ops è brutto-merda-blehone. Sono stata in Inghilterra con il mio ragazzo, probabilmente la vacanza migliore di sempre, ma ovviamente allergie e morbi vari hanno un po' rovinato la mia esistenza da un mese a questa parte. Per esempio, ho scoperto che perdere 30 kg di botto, in preda a cazzate del tipo "oddio sono grassa, voglio essere una modella domani" come ho fatto io, beh, fa male sul serio, ne sanno qualcosa tutti i calcoli che hanno preso residenza nella mia colecisti, ma ignoriamo il discorso medico, ho già passato la fase paranoia e ho ripreso a mangiare pizza preoccupandomi solo cento volte al minuto, invece delle consuete mille. Sono in una fase molto 2009 della mia vita, sarà che sono stata in UK come quella volta, sarà che mi è morto il Kobo, sarà che quindi sono di nuovo sempre al pc, ho ripreso a guardare valanghe di video DIY di cose che non farò mai, ho smesso di cercare un argomento per ogni post e mi sto finalmente - spero - liberando dal blocco del cazzone, also known as blocco dello scrittore di cose di merda, tipo me insomma. I miei programmi bloggerecci prevedono un bel restauro al logo e al codice sfasato di questo blog che ha arbitrariamente deciso di mettere tutto il corpo dei post in grassetto, non che così non si possa usare, ma quando vincerò lo scema award vorrei avere un layout sistemato, ecco. Se penso che nel 2009 mi facevo un layout a settimana, sclerando su html e css, grafica e compagnia bella, possiamo ben comprendere perché la cosa che mi sia riuscita meglio agli esami di stato sia stato l'hennè sui miei capelli la notte precedente alla prima prova (in cui ho spaccato il culo a tutti, tanto per la cronaca). Lo so, sono sempre più una discarica di vocaboli e cerco di fare troppo la ribelle che non sono, visto che ero una di quelle che aveva paura di andare interrogata e prendere un brutto voto, però, dall'altro lato ero anche quella che leggeva i libri sotto il banco durante Storia, che ascoltava i The Killers durante Fisica, grazie a un sistema che presto brevetterò, senza che la prof notasse niente, che prendeva voti decenti in latino perché la versione era gentilmente offerta dalla mia migliore amica e dal suo quaderno (sì, me ne strafregavo pure di copiarla sul mio) e che durante i compiti di matematica scriveva sul foglio le canzoni degli Oasis per dare l'impressione di scrivere alla prof, in attesa che un cherubino arivasse con la soluzioni di limiti, integrali, funzioni o problemi. Storica rimarrà la mia figura di merda quando, sfornita di angeli salvatori, dovetti improvvisare la discussione di un problema su dei triangoli, alla fine del quale scrissi "PS: i trinangoli sono congruenti", cosa fondamentale per lo svolgimento che io avevo buttato lì tanto per. Sì, sì, ho fatto lo scientifico, che non si vede? Ogni tanto ci penso all'ultimo anno di liceo, in cui non vedevo l'ora di uscire, di finire, pensando che sarebbe stato meglio, che tante cose si sarebbero risolte da sole, che tante domande si sarebbero dissolte, invece eccomi qua, dopo quasi 6 anni di università a chiedermi che cosa farò se mai giurisprudenza avrà una fine. Che peso. Per fortuna non mi devasto di drammi esistenziali tutti i giorni, anche perchè diritto amministrativo non me lo consente. Comunque, per celebrare questo seghe mentale day - edizione 2009, vi ho fatto una playlist spotify (che trovate qui) ispirata a quella che ho ancora su iTunes, spero vi piaccia, che una delle cose migliori che so fare è scegliere la musica.

L'importanza di essere inconcludente

Harry che mi consiglia di fare qualcosa
Come al solito volevo fare mille cose. Tra settembre e ottobre mi ero ripromessa di fare un miliardo di  cose, ma, ovviamente, mi sono ritrovata con mille pagine di studio arretrato, nessun post, nessuna nuova chiamata dal Guardian per diventare la loro stagista sottopagata che porta il caffè e lo rovescia addosso a gente importante e senza neanche un nuovo taglio di capelli, dopo l'assalto della forbice della mia parrucchiera che ha deciso che dietro devo portare i capelli tagliati asimmetrici. Quest'ultima non è una scelta stilistica ovviamente, è che ci vado da sempre, per comodità e pigrizia, quindi ora mi merito di andare in giro conciata così fin quando non ricresceranno per tagliarli, cosa che spero accada entro sabato, ma va beh. Scrivere mi piace tanto, specialmente su questo blog, perché fondamentalmente scrivo di tutto quello che mi accade attorno e mai di cosa provo, telefilm ea parte, ovvio. E' superficiale, lo so, ma a volte è meglio così. Torniamo a noi. Finalmente ho un computer che mi concede di scrivere senza bloccarsi continuamente, ciò perché il mio amorevole ragazzo mi ha installato Elementary OS (Linux salverà le chiappe al vostro pc vetusto, fidatevi) e quindi spero di non avere più scuse per non accenderlo mai, esclusi il lunedì e il mercoledì mattina (per The Walking Dead, Homeland e Sons of Anarchy, mica si scaricano da sole eh).
La mia filosofia vita in una gif, Ron TVB
Come di consueto siamo arrivati in quel periodo dell'anno in cui la gente ammorba il mondo con articoli/post/considerazioni in fila alle poste ecc sui bilanci annuali, classifiche di cui tutti fottesega, rimpianti, rimorsi e wishlist; dal canto mio non so se anche io mi unirò a questa schiera di sfracassaneuroni e ne farò qualcuno anche io, purtroppo per voi sono in vena. Sarà pur vero che ho scritto tanto di meno perché ho passato un anno davvero tanto felice, for the first time in 23 anni di esistenza, ma vi ho già dato troppa tregua, urge rimediare con un pippone sulla felicità insita nella follia o in quella che è vera solo se condivisa e intothewildeate del caso. Vi aggiornerò su come finalmente, dopo un parto di più di 17 mesi di mancanze di pecunia, suppliche a destra e a manca, sono riuscita a concludere la prenotazione di un volo sul sito della  Ryanair dopo millenni, di come sia nato l'amore tra me e The Big Bang Theory (sì, con 50 anni di ritardo), di quanto io frema per l'ultimo film de Lo Hobbit e di quanto sia difficile e palloso il diritto amministrativo (18 cfu di prolasso dei neuroni). Insomma, vi ho avvertito, sono viva e ho tantissima voglia di tornare a scrivere regolarmente. Temete nemici dell'erede (cioè no, a me fa schifo Serpeverde, io sono Grifondoro su Pottermore, mica sciocchezze)

A dire il vero io volevo solo stare bene

Chi coglie il riferimento del titolo diventerà mio migliore amico per i prossimi cinque secondi: fatto? Cinque intensi secondi di amicizia profonda, grazie. Ho superato un esame stamattina, uno di quelli che è chiaramente una prova di sopravvivenza, ma selezione naturale, stasera offri tu, yeah. Ok, basta divagare. Non partirò svilendomi al solito, perché io non sto tediando nessuno, se siete qui e leggete è per colpa vostra, io scrivo perché non ho soldi, tempo e fantasia per cercarmi un analista, leggermi è una  vostra libera e masochista scelta. Detto ciò, inizio il mio non-ragionamento. E' estate, il sudore gronda dalle fronti e le ascelle si commuovono sotto magliette imbarazzanti e top risicati, gli esami vanno scemando,  gli studenti scemunendo, le gelaterie sempre più affollate e come queste anche il mio cervello si diletta ad affollarsi di meditazioni più o meno cretine, dettate, essenzialmente, da temperature troppo alte per i comuni livelli di sopportazione. Qualche giorno fa, mentre leggevo Virginia Woolf, ho realizzato di essere libera. La libertà, in questo caso, non dovete intenderla come poter avere una stanza tutta per me (che comunque non ho), ma perchè sono finalmente priva da qualsiasi legame vagamente amoroso/sentimentale/interessamento/infatuazione. Finalmente. Non voglio fare l'esagerata, ma non accadeva da ANNI. Non pensate a sessioni di zoccoleggiamento intensivo e cose così, non sono assolutamente il tipo, più che altro immaginate una cretina che rimane 50 anni nella friendzone in silenzio, poi si stufa, cambia e piomba in un'altra friendzone, tutto qui, figuriamoci se rendiamo concrete le cose da 'ste parti, se, ciao. Per la prima volta dopo tanto tempo son riuscita a diventare indifferente, senza però iniziare subito un'altra cosa che avrebbe avuto la stessa fine. Non so se sia perché sono di punto in bianco diventata anaffettiva o se perché finalmente il mio cervello si sia voluto ribellare a questa cosa che, periodicamente, lo annientava come nemmeno Hiroshima e Nagasaki. Più semplicemente, forse, sono cresciuta e, nonostante non abbia mai avuto una vita sentimentale degna di questo nome, ho capito che correre dietro alle persone non mi piace, per niente. Ho provato, ho fatto minchiate, cose un po' stupide, cose che BOH e, talvolta, anche cose intelligenti, ma quando a uno non piaci l'unica cosa che puoi fare, diciamocelo senza remore, è andare in villeggiatura Affanculo, perché quelli che cambiano idea sono nei film, nei manicomi e nei sogni. Non pretendo di uscire domani e trovare davanti al portone una schiera di Immacolati pronti a servirmi e amarmi, ma nemmeno voglio essere il cane da riporto del folle di turno per cui mi perdo abitualmente. Della serie, se capiterà bene, ma io ho smesso di andare in cerca di qualcosa che, almeno per il momento, sembra non "servirmi". Non fraintendetemi, "servire" (che merda le virgolette, lo so) è un'esagerazione, è per dire che ora sto bene così, non sento la necessità di complicare la mia esistenza o quella altrui. Insomma, non credo ci sia niente di sbagliato, per come la penso io, esistono momenti in cui è meglio star soli, per me è giunto questo momento; sono cambiata tanto ultimamente, non conosco bene nemmeno me stessa, prima di iniziare qualcosa, qualunque cosa, devo rimettermi a posto, per stare bene e in pace con me stessa, prima che con gli altri. Probabilmente è da egoisti, asociali, schifosi esseri umani senza nemmeno l'anima, ma gira così e sarebbe innaturale fare diversamente. Ovviamente se siete Roger Federer, Thom Yorke o Alex Turner potete liberamente ignorare questo post e inviarmi un'email piena di amore.

L'apologia di una quasi-stronza

Juno. E' uno dei miei film preferiti, ricordo che nella settimana prima dei miei esami di stato avevo il dvd consumato, giusto perchè mi fisso nei momenti meno adatti. Salve, sono qui e non per parlare dei miei film preferiti. In realtà, inizialmente, avevo deciso semplicemente di scrivere, solo dopo tre ore di pagina bianca ho capito COSA dovevo scrivere. Complice il fatto d'aver rivisto Juno qualche sera fa, ho capito, finalmente, di non sapere chi sono. Attenzione: non sono in preda a crisi d'identità, so ancora il mio nome e cognome, purtroppo. La crisi è dovuta al fatto che, ultimente, sono diventata una stronza. A dire il vero non credo di esserlo completamente, cioè, a dire il vero, non so proprio cosa sono adesso. Non sono miss bignè alla panna 2013, non lo sono mai stata, tuttavia non sono mai stata nemmeno miss ace candeggina, sono sempre stata una persona trasparente, se non altro perchè ho sempre pensato di sapere come funzionasse quella massa, non tanto abnorme, che alberga nella mia scatola cranica. Il mio pseudo-cervello ha sempre risposto come volevo, si comportava sempre nel modo giusto, seguendo delle regole che mi ero auto-imposta: non si arriva tardi ad un appuntamento, si studia tot ore al giorno, ci si comporta in modo educato con le persone che - stranamente - mi considerano, e via dicendo. Avevo delle regole. Appunto, avevo. Da qualche mese a questa parte, proprio da quando ho deciso che le regole sono mainstream e che posso usare il blog e tutto quello che mi circonda acazzodicane, tutto è un po' andato a donnine, non nel senso che non ho più una vita, ma, semplicemente, non c'è più un ordine logico, per come lo intendevo, in quello che faccio. Sono diventata una ritardataria, non rispetto alcuni impegni, studio un po' quando mi pare e non riesco a programmare nulla. L'unica certezza che avevo è che distinguevo un comportamento giusto da un comportamento da stronza emerita. Bene, sta certezza si è fottuta e con essa anche il mio umore, soprattutto negli ultimi due mesi. In fondo al mio cuore so perchè, ma ho "spento" quell'interruttore, ho razionalizzato, ma certe cose non le mandi a quel paese con tranquillità nel giro di qualche settimana, almeno, non io, quella lenta, quella che nessuno aspetta, quella che si ritrova a chiudere la porta da sola, senza nessuno che l'aspetti. Lo riconosco anche io, aspettare una come me, che non ha niente di speciale, nè particolarmente bella o simpatica, intelligente o furba, una che "uncazzodiniente" è la definizione giusta, non è piacevole e nemmeno io lo farei. Sto affrontando un periodo della mia esistenza per cui legarmi a qualcosa di tangibile mi spaventa, per questo rimando tutto, ignoro quello che potenzialmente potrebbe farmi star bene, perchè quando ho intrecciato qualche filo di troppo con un destino che non era perfettamente confinante con il mio ho ricevuto un pugno in testa, figurato, ovviamente. Son stata male perchè non ero riuscita a prevedere quello che sarebbe potuto accadere, ancora una volta. Così, adesso, sono stronza. Stronza nella misura in cui potrei costruire qualcosa e faccio di tutto per non creare neanche le basi, per non vedere crollare di nuovo la mia casetta in Canadà. E' una cosa molto infantile, lo so. Tengo a distanza tutti, mi faccio odiare, sparisco e poi mi ritrovo comunque a odiare me stessa, perchè in condizione normali non lo farei. In condizioni normali metterei anche troppo di me in tutto quello che faccio, come, del resto, ho sempre fatto fino a poco tempo fa, però, facendo così, ho perso tanti pezzetti di quella prugna allegra e spensierata, e adesso, boh, ci penso anche troppo, e non rendo concreto nulla, perchè rendendo reale qualcosa potrei perderlo, e chi lo sa se riuscirei a superare di nuovo una situazione del genere? Praticamente, ho paura di esistere.

Where did all the love go?

Proprio il giorno prima del mio 22° compleanno spunto fuori con un post liberamente ispirato ad una canzone dei Kasabian e con la foto della mia mano con un kiwi che, tagliato a metà, ricorda un po' un cuore, magari con prolasso della valvola mitrale. Praticamente è un post che mi rispecchia moltissimo. Perchè? Perchè non ha senso. In questi giorni non ho fatto altro che studiare, svegliarmi nel cuore della notte o molto presto per vedere Roger che gioca in Australia, finito Fringe, cominciato Homeland e altre piccole idiozie. Sono andata in montagna convinta di trovare la neve del Monte Bianco, invece abbiamo scalato una montagna per mendicare un po' di wannabe snow, io ho quasi vomitato per la strada piena di curve, ma nonostante tutto sono stata bene. Ho svuotato l'ipod, l'ho aggiornato, e mi son detta che avrei eliminato tutte le app, lasciato solo la musica, visto che ora ho un cellulare faigo che spacca i culi, invece ho solo perso tutta la musica e vissuto 5 giorni di agonia prima di avere la forza di fare una playlist confacente alle mie esigenze. Il fatto che io abbia infilato musica che odio perchè mi ricorda tutta la merda della mia grama esistenza, che a sua volta rivela il mio intrinseco masochismo e il fatto che io sia, perdutamente, idiota, è solo un mero dettaglio. Tutto questo per dire cosa? Che domani è un altro giorno, che domani è l'ennesima volta che penserò "chissà se cambierà qualcosa tra 365 giorni?", un altro domani, non diverso da ieri. Odio i compleanni, i miei. No, non è un complesso da ribelle cogliona, è che generalmente si accostano a catastrofi o, ancora meglio, passo la giornata a vomitare o con la febbre. Non so se sia colpa del mio cervello che ripercorre una particolare, e minchiona, via crucis della mia vita da compleannizzata, sta di fatto che questo spiega tante cose.
Faccio bilanci, cose ne sono cambiate, altre no, altre non voglio che cambino mai, di certo sono cresciuta, sono diventata più consapevole, e non solo della mia demenza o del mio problema con la punteggiatura. Certo, mia nonna chiama ancora mia sorella per sapere se ho un moroso, ho ancora dei parenti che mi chiamano "la comunista", sono ancora con più di metà degli esami da fare prima di poter anche solo sognare la laurea, ma sicuramente ho vissuto il 2012, i miei 21 anni, quasi, come volevo. Ho iniziato qualcosa di significativo, per me, un progetto privato, uno pseudo "365 project", una moleskine fucsia in cui ogni giorno raccolgo un pensiero. Oggi è stato Rimbaud, ieri riflessioni et minchiate, 365 momenti da intrappolare tra penna e carta. Non so se lo porterò a termine, è noto anche al Nyan Cat che non sono capace di portare le cose a termine, ma cercherò di impegnarmi, prendiamolo come un percorso terapeutico, che ne so, magari, l'anno prossimo, rileggendomi scoprirò anche io dove finisce tutto l'amore, l'odio, lo scazzo, la delusione, la felicità.
Where did all the love go?
I don’t know, I don’t know
I bet you can’t see it

Mangia, tassa, paga

Sono italiana. Sì, nonostante le mie sembianze da appartenente alla famiglia Robinson, come direbbe Depardieu: "tengo cuore italiano". Bene, è proprio questo mio cuore italiano (?) che l'altro giorno mi ha portato a farmi delle domande e pensare. Ultimamente, più per caso che per scelta, mi son trovata a vedere alcuni film, principalmente americani, che parlavano dell'Italia, o che comunque erano ambientati qui e, sottolineo, ai giorni nostri. Sono rimasta quasi nauseata, lammerda più totale, anche Woody Allen, che per me non ha mai sbagliato un film, ha partorito una delle più grandi cagate che l'uomo ricordi: To Rome with love. No, ma dico, l'avete visto? Woody, che minchia hai combinato? Andiamo avanti, altra regione ma altra cagata: Sotto il sole della Toscana. Stiamo scherzando, vero? Il fatto che ci sia Raoul Bova non può non far vedere l'immenso scempio che c'è dietro due occhioni azzurri, no, dai, smettiamola. E vogliamo continuare a farci male? Mangia, Prega, Ama. Julia, ti prego, vai a stare in silenzio in non mi ricordo che stato e smettila di limonare con il cucchiaino del gelato o con fette di margherita.
Sinceramente non so se il problema siano i registi che hanno idee malsane e sfruttano gli stessi quattro stereotipi, o se realmente in Italia, oltre a già tutti i problemi seri che ci sono, siamo così... naif. Non si puù negare che in alcune città un po' ci marcino su certi aspetti, Roma in primis, ma, essendoci stata di recente da turista, non mi sembra di aver colto tutte quelle cose che Allen ha voluto mettere in scena per dipingere un Italia che nemmeno nel primo dopo guerra. Complessivamente da questi film si evince che: in Italia ancora l'acqua calda corrente è una realtà per pochi,  si mangiano solo spaghetti o pizza, in strada (se sei una donna, anche di quelle con lo stesso fascino di un cesso intasato, come me) ci sono sempre provoloni che fischiano (richiamo delle pecore style) e disposti a farti la corte in modo esagerato, le donne si vestono così, siamo tutti pelosi come scimmie, cantiamo l'Opera in doccia ecc ecc. Noi italiani, con vicende a caso, ci attiriamo addosso le prese per il culo di mezzo mondo, e a questo punto credo che l'equivalente dei cinepanettoni negli USA siano i film dove ci son di mezzo Italia e italiani, però, per quanto per gli americani possa far ridere, l'Italia non è quella. Se proprio devono far film e metterci in mezzo perchè non lanciare un film verità? Una variante di "Mangia, prega,ama": Mangia, Tassa, Paga. Un film sulla nostra comica classe dirigente, così comica che ha lasciato noi poveri mangiatori di spaghetti in una situazione disastrosa, che mangia a spese nostre, più di quanto gli spetterebbe il più delle volte, e viene tassata una volta su mille. Il veleno mi esce perchè oltre alla situazione demmmerda dell'Italia, qua si aggiunge la situazione peggiore della mia città, che passerà alla storia per essere il primo capoluogo di provincia ad essere commisariata per contiguità con la mafia. Non bastava l'IMU, no, hanno alzato aliquote o quello che minchia sono, non bastava pagare acqua e spazzatura normalmente, no, per via del commissariamento gli importi verranno raddoppiati, tutto a dicembre. E quelli che hanno causato il commissariamento? Eh? Loro hanno mangiato e, grazie alle scorte "per l'inverno", continueranno a mangiare, magari in modo meno evidente. Sono stufa di vedere mio padre lavorare da secoli senza riuscire a utilizzare la tredicesima per cose che non siano tasse, e son stanca di vedere mia madre, insegnante precaria tra tre scuole ai poli opposti della città, uscire pazza per studiare per un concorso per posti in Culonia, il tutto senza concedersi mai uno sfizio. S-t-a-n-c-a. Lo so, è un post pieno di tedio e di pesantezza, ma a volte, ti rendi conto che a Natale sotto l'albero ci sarà solo un enorme STICAZZI, perchè i tuoi soldi servono per tappare qualche buco nei bilanci di chissà cosa per via di qualcuno che ha dovuto mangiare a sbafo prima e, beh, ti fa girare i coglioni. In definitiva, spero che i registi ameriGani la smettano di crederci una popolazione di dinosauri/trogloditi (quella è solo la classe dirigente), e che si riprendano, altrimenti auguri e tante esplorazioni rettali a suon di mandolino.
(Sì, il premio per Miss Finezza 2012 è già mio, lo sento)

Vogliounalternativa.it

Più oggi che mai il mondo, e sicuramente io (non che mi senta il mondo, ma insomma, mi sento di rappresentare una piccola percentuale di giovani...), ha bisogno oggi di una visione differente delle cose, di un cambiamento, di una visione diversa delle cose, di un piano B, un modo per uscire da tutto, che sia la crisi economica o una delusione amorosa/accademica/ecc ecc, un'alternativa insomma. L'alternativa a volte sembra un piano fuori portata, un'utopia lontana, un paradiso tropicale dove non pensare più a niente se non quale protezione solare adoperare per non scottarsi... Bene, per me "un'alternativa" non è niente di tutto ciò. Per me avere un piano B è un po' avere una seconda possibilità, forse in ritardo, ma è fare del proprio meglio per non fallire di nuovo con le possibilità che si hanno, con le stesse potenzialità di prima, magari sfruttate meglio, perchè un'alternativa non è scappare, ma dare il massimo, dimostrare che, se "il piano A" è fallito, c'è sempre un risvolto della medaglia, sta a noi decidere di rendere il piano B un'esperienza positiva. Giusto appunto è nata l'iniziativa di Toyota che si chiama proprio vogliounalternativa.it. Di che parlo? E' un'idea brillante, un modo per condividere tutti i vostri escamotage per il piano alternativo, qualunque esso sia. In un momento storico come questo, dove non si sa se domani alzandoci troveremo le certezze della sera prima, dal lavoro a tutta la situazione politica-economica mondiale, la forza sta proprio nel cambiamento, portare avanti un'idea, farla diventare il proprio pilastro e condividerla con gli altri, conoscere altre idee, e altre persone. Per voi cosa un'alternativa in cosa consiste? Avete già un piano B? La cosa migliore che potete fare è dar voce al vostro spirito di rivoluzione e cambiamento condividendo la vostra esperienza e i vostri piani su vogliounalternativa.it, non si sa mai che ci si possa aiutare a vicenda raccogliendo tutto in un unico sito. Insomma, datevi una mossa, siate voi stessi il cambiamento.


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