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Resoconti di luglio

Quando ero una giovane e spensierata studentessa liceale, cioè no, spensierata neanche all'asilo visto che già a 4 anni avevo l'ansia per tutto, comunque, quando iniziai il liceo avevo questa fantastica abitudine di postare ogni giorno sul mio blog, era bella perché, nonostante raccontassi minchiate, mi esercitavo a scrivere ogni santo giorno. E' andata così per cinque anni, poi è iniziato il trauma universitario e addio tempo. Ritengo inutile promettere di riprendere con lo stesso ritmo, non ho più l'età, ma vorrei scrivere in modo più assiduo di una volta al mese, ecco. Durante questo mese ho avuto varie crisi mistiche, volevo scappare da un esame, sono andata al mare con il mio amorevole ragazzo che non mi aveva permesso di scappare dal suddetto esame, poi ci son andata con i miei amici (di cui uno appena laureato in ingegneria magistrale a 23 anni freschi, ciao autostima), mi sono ustionata la schiena, sono diventata più nera della media cromatica della popolazione marocchina, ho letto qualche libro e ho capito che per la prima estate dopo secoli non smuoverò il culo dalla Terronia. Quanta gioia.
 Consolazione dell'estate: Afterhours nella mia città, che per una terrona come me è tipo un evento epocale. Mi manca l'inverno, mi mancano tutti i telefilm, mi mancano le mie sciarpe e la mia routine. Tuttavia, l'estate è l'unica pseudo-vacanza che mi spetta, quindi spero che settembre non arrivi domani a bussare alla mia finestra, ogni tanto piove, ogni tanto compaiono nuvoloni color Hodor, ma è ancora luglio. Ho fatto poche cose da quando ho finito gli esami, ma tra queste c'è stata la visione di Her, uno dei film più belli degli ultimi tempi, secondo la mia opinione di cinefila non troppo esperta. Da mesi devo vedere anche Dallas Buyers Club, ma giuro che succederà presto, se non altro perché ho scoperto Pop Corn Time, cosa che ogni computer che si rispetti dovrebbe avere, già solo per la sua fantastica icona che trasmette tenerezza e apparente legalità da ogni pixel. Per altro sono diventata una persona che può vestire le taglie di Zara, che raccoglie i soldi per fare un viaggio chissà dove e chissà quando, ma soprattutto sono una persona che dopo 23 anni di vita ha ricevuto il suo primo astuccio per le penne con ben tre scomparti. Lo so, sarebbe più emozionante se a settembre iniziassi la terza elementare, ma no, a settembre inizio a seguire Diritto Penale, quindi direi che sono fuori target, ma finalmente sono socialmente accettabile, ammesso che le mode siano le stesse di quando andavo a scuola io e i più cool giocavano a chi lo aveva più grosso, il borsellino. 


Musica per combattere l'afa

Ritorno in me, che fare la paranoica dellammerda non mi rappresenta. Ho pensato che sarebbe carino riuscire a raccontarvi della mia estate attraverso degli album (sì, musicali, non quelli Fabriano già squadrati) con cui mi sono letteralmente fissata. Badate bene: non c'è una logica, un collegamento, qualcosa di sensato, semplicemente mi sono messa ad ascoltarli e non ho smesso per quasi tre mesi, tanto che le mie scoperte musicali estive sono state veramente poche. Partiamo.

Per un passato migliore - I Ministri 
In realtà questo benedetto album l'ho cominciato ad ascoltare a fine aprile, appena uscito, con la speranza di vederli al concertone dell'1 maggio. A Roma ci sono andata, ma loro, ahimè, non li ho visti. The same old culo. Ammetto che dei Ministri, prima, conoscevo solo qualche canzone, una decina al massimo, ma quando è uscito questo album, così, a scatola chiusa e senza leggere nemmeno una recensione, ho voluto averlo. Per fortuna, aggiungerei. No, non mi pagano per dirlo e non sono una fangirl di Davide (qui una diapositiva, le ragioni non mancherebbero), semplicemente il disco è un susseguirsi di canzoni bellissime, che hanno descritto il momento che ho vissuto per tutto maggio alla perfezione, per motivazioni diverse, ma sempre quelle giuste. Se seguiste il mio account su lastfm sapreste già che la canzone con cui mi sono stordita di più è Spingere: il ritornello è diventato una specie di mantra. Li amo. Se posso, consiglio tantissimo anche Una Palude (che non è la versione album, però accontentatevi o procuratevi l'album), La nostra buona stella e Le nostre condizioni (entrambe, ancora, in versione non ufficiale, ma il tubo non ha di meglio). Anche io generalmente sono diffidente nei confronti della musica italiana, ma provate, ne vale la pena.

High Violet (Expanded Edition) - The National
Mentre l'album precedente è un'uscita del 2013, qui dobbiamo tornare indietro, fino al 2010. I The National sono un gruppo americano che ascolto solo da un annetto circa, perchè sono una capra e avrei dovuto erudirmi prima. A mio modesto parere High Violet è il loro album più bello. Giugno è passato così, ogni giorno mi fissavo con una canzone e la imparavo fino a farmela uscire dalle orecchie. La voce di Matt, il cantante, è calda, mi ha accompagnato in momenti di profondo sconforto, dovuto ai motivi più di sparati, in primis la crisi da sessione estiva e quella costante sensazione di non farcela. Ma tra una bellissima You were a kindness (che fa parte della versione expanded) e un'altrettanto bellissimissima Vanderlyle Crybaby Geeks (non vi fate intimidire dal titolo, è una delle canzoni più belle del mondo) ho tirato avanti, anche quando la sera piantavo la faccia sul cuscino per piangere come una vera ragazza wasted che non sa che cazzarola fare della propria esistenza. Consigliatissima, perché è un'altra delle canzoni che diventerà fissa nelle playlist delle vostre vite, è Bloodbuzz Ohio.

Humbug - Arctic Monkeys
Torniamo al 2009 perchè questo è un album che per lo più mi accompagna d'estate da allora, a maggior ragione in questa, dopo averli visti in concerto. Probabilmente è il loro album che apprezzo di più, non per motivazioni squisitamente tecnico/musicali (che, comunque, non capirò mai a pieno), ma perché mantiene viva la parte di me che ha ancora 18 anni. Un'altra motivazione che mi spinge a fare una statua a Humbug è una delle canzoni che adoro di più degli AM, ovvero Crying Lightning. Ovviamente non è l'unica, nella playlist delle vostre vite aggiungetevi anche Cornerstone. Altre canzoni che dovete assolutamente conoscere sono Pretty Visitors, My Propeller e Secret Door. Non mi dilungo più di tanto, do per scontato che chi mi legge conosca già questo album, lo ami e lo abbia tatuato sul cervello.

Amok - Atoms for Peace
Ritorniamo nel 2013. Se mi leggete già da un po' sapete della mia ossessione per Thom Yorke, quindi dovevate aspettarvi che l'album del suo progetto parallelo fosse qui. Non piace a tutti, molte persone che conosco, anche a chi i Radiohead piacciono, dicono che sia un po' insipido, io dico sticazzi. Che gli puoi dire a canzoni come Before your very eyes? Niente, perchè è bella così e non sarebbe bella in altri modi. Questo album mi ha aiutata a sopperire alle mancanze di nuovo materiale radioheadesco. Sono stata male per non essere riuscita a vedere il loro concerto a Roma, visto che fino a due giorni prima ero lì, ma amen, non si può far tutto. Consigli per gli acquisti: Ingenue (con video ufficiale in cui c'è Thom fighetto con una vile fellona che lo tocca ballando), Default e Judge, Jury and Executioner.

Kind of Blue - Miles Davis
Non servivo di certo io a dire che questo è uno degli album più belli che siano mai stati registrati, se non lo sapevate già è un male e dovete subito rifarvi, qui potete ascoltarlo tutto, in qualità piuttosto decente. Sì, sono una persona buona e ho pietà di quelli di voi che non conoscevano Kind of Blue. Ora la vostra vita può veramente iniziare. Che c'azzecca un disco del 1959 con la mia estate 2013? Tutto e niente. E' dalla scorsa estate che ho cominciato ad approfondire la mia relazione con Miles Davis, cioè, lo ascoltavo anche prima, da piccola mio nonno (una delle poche persone più ossessionate di me dalla musica) mi ha fatto ascoltare di tutto, a otto anni mi ha regalato i suoi cd dei The Cure, e quando rompevo i coglioni metteva su Miles Davis, John Coltrane, Ella Fitzgerald e via così, ma per me era solo la musica "della quiete", non l'avevo mai compresa a fondo. Dall'anno scorso ne sono affascinata, ne ho bisogno. A luglio il mio cuore era di Kind of blue. Non ricordo le parole, i discorsi fatti, ricordo il sole che mi scotta le spalle e Miles Davis che suona.

Where you stand - Travis
Ultimo, ma non meno importante, è il nuovo album dei miei amatissimi Travis. E' uscito da qualche giorno, ma l'ho già ascoltato un numero illegale di volte e mi piace. Ho atteso anni questo ritorno, ho ascoltato l'album da solista di Fran (il cantante), ma finalmente eccoli, con un album bellissimo e degno dei precedenti. Amore a primo ascolto per Moving, che è il secondo singolo estratto. E' stato e continua ad essere la colonna sonora di queste ultime briciole estive, credo che mi accompagnerà per tutto l'autunno e inverno, perchè i Travis son giusti in tutte le condizioni climatiche. Dovete ascoltarlo tutto (e amarlo), ma in particolare Another Guy (triste, ok, ma bella), A different room e The big screen.

In realtà ne avrei altri tre-quattro, ma ho pietà di quelli che sono riusciuti a leggere tutto il post senza sfancularmi. Grazie. Adesso sapete tutto della mia estate e potete commentare con uno sticazzi luminoso, però dai, ammettetelo, è meglio di un album di facebook intitolato con nomi coglioni improbabili con riferimenti più o meno velati alla movida estiva. Mi sto autoconvincendo, sì. Voi con cosa distruggete i vostri timpani quando fa caldo? Ricordatevi che Gigi D'Alessio non è una risposta legale.

Stavo bene, poi è capitata la vita.

Sto ascoltando Humbug e la vita sembra di qualche grammo migliore. A volte ritornano, ritornano abbronzate, con il segno del costume, testa fra le nuvole e scazzi latenti. Ebbene, sono tornata. In realtà è già qualche settimana, ma perché dedicarsi ai resoconti quando c'è casa libera? Non sia mai. Ho trascorso una settimana in casa al mare con i miei amici, settimana che è seguita da altri giorni, sempre al mare, ma con i miei. Grazie ad un inaspettato allentamento dell'amore genitoriale poi me ne son ritornata a casa sola soletta (ok, con mia sorella) per passare giorni in pace. Ho fatto finta di studiare, ho dimenticato Instabulboy/Doloboy o come minchia lo volete chiamare, mi sono fissata per altre ragioni e poi mi odio. Che strano, io, con una grande autostima (AHAH) e un grande self-control (AHAHAH), mi odio. La ragione è chiara, l'avevo esposta qualche post fa: io volevo solo stare bene e, a dirla tutta, ci stavo riuscendo. Il mio obiettivo primario nella vita non è quello di avere una vita a due, grandi scintille e cazz e mazzi, a me, probabilmente perchè ho un carattere demmerda e una visione molto malata del mondo e delle persone, basta che funzioni. Non volevo trovarmi di nuovo in una situazione di paranoia costante, non volevo avere bisogno di qualcuno o cominciare a sentirne. Volevo continuare per la mia strada, verso un punto di svolta, verso l'ignoto e invece eccomi qua, quattordicenne cogliona. E' vero, io mi stanco subito, son rare le eccezioni (diciamo solo due in 22 anni, ok), ma sia se sarà per poco, sia se sarà per molto io non voglio essere così. Lo so, sono molto vaga, ma è tutto vago, non pensate chissà cosa, sono io che nel mio paranoia world sto ingigantendo tutto. Non sono problemi seri, però io non dovevo distrarmi proprio ora, non così almeno. Il tutto è condito dalla mia salute precaria, dalla mia pressione che, come l'isola, non c'è e battiti che in geriatria dicono se debbano portarmi in obitorio, praticamente. Sì, la sto facendo tragica, ma lo faccio per esorcizzare l'enorme rottura di neuroni che oggi non vuole passare. La cosa peggiore di tutte è whatsapp, trovatevi uno che abbia il 3310, possibilmente con gli sms gratis e basta.

The stalk side of the Prugn

Nel post precedente vi avevo tediato con il racconto delle mie semi-vacanze, ma, come anticipato, il mio viaggio si è concluso con un incontro inaspettato. Ero sul treno del ritorno, ancora ferma a Termini, e di fronte a me si siede un ragazzo di nazionalità indefinita, carino, con due borse di cui una piccola con dentro solo un liquore. Ovviamente lo so perché era aperta e me ne sono accorta subito, non pensate male. Come d'abitudine (per le persone dementi e infantili, come me) comincio a dire cretinate, non sfottendolo, ma quasi, insieme alla mia fedele compagna di ipercritica, Giulia. Forte del fatto che il tipo avesse le cuffie e avendo la certezza che non fosse italiano mi sono letteralmente sbizzarrita, soprattutto dopo aver visto che leggeva "Padri e figli" di Turgenev nella versione originale. Non mi sembrava russo, però l'avevo già soprannominato "il russo". Lui, probabilmente, mi avrà rinominata "la cogliona", perché? Perché non è russo, perché vive in Italia da mesi, perché sono cretina. Il succo è che come un'undicenne ho fatto la cerebrolesa davanti ad un ragazzo che reputo figo e che poi ho scoperto essere anche interessante. Quando il viaggio stava per concludersi, non ricordo perché, ha cominciato a parlare con me e Giulia. Vi evito i miei monologhi interiori sul voler morire per via della figura demmerda, ma lui non sembrava turbato, forse perché fa il volontario e comprende i casi umani come me. Ha sganciato la sua storia come una bomba, così, in poco tempo. Ha parlato di Istanbul, dove è nato e cresciuto, di essersi trasferito in Italia in un paesino del Veneto dove dice di vivere meglio, che nella sua città natale c'era troppa gente e di come questo non gli piacesse, che scendeva agli inferi (= era in Terronia perché) e che lo aspettava un campo estivo di volontari e via così. Tutto ciò senza presentarci o nulla, abbiamo parlato perfino di quanti turisti (non) ci siano nella mia città. La sera, dopo essere scesa dal treno e averlo salutato, lasciandolo al suo destino aspettando uno sconosciuto che doveva recuperarlo in stazione, son tornata a casa e c'ho riflettuto su. MA CHE CAZZONA SEI GIORGIA? Ok, dopo questo ho pensato che avremmo potuto almeno presentarci, ma niente, il mio cervello connette solo davanti ad un barattolo di nutella, è conclamato. Il giorno dopo, complice la nullafacenza meritata di chi torna da un viaggio di otto ore in treno, mi sono chiusa nella mia camera e ho cominciato il processo di stalking. Il primo tentativo è stato con facebook: un buco nell'acqua, fb is the new anagrafe, quindi senza nome e cognome è molto difficile recuperare qualcuno, a meno che non si abbiano amici in comune, ma non era il mio caso. Ho cercato sul sito del campo estivo, ma l'ultimo aggiornamento risaliva al 2012, secondo buco nell'acqua. Ultimo tentativo: San Google. Inserendo tre parole a caso, il MIRACOLO. Trovato. Dal nome risalgo a tutti i suoi account sparsi per la rete, scopro che ascolta la stessa musica che ascolto io, che ha un blog (eh in turco), che ha account ovunque e che quindi ci possiamo amare per la vita perché l'ossessione per i social network ci accomuna. L'ho già detto che è un gran figo? Appurata la sua identità e tutti i cazzi suoi rimaneva l'interrogativo: lo aggiungo o no su faccialibro? Penserà che sono una maniaca? Emetterà un'ordinanza restrittiva che mi costringerà ad emigrare al Polo Sud a morire da sola? Ho passato una giornata a rifletterci, dopo, in seguito a un po' di pressing da parte di Giulia, lo aggiungo. Passa un giorno e ancora nulla. Passavano le ore e io già ero a richiedere il passaporto e a inventare scuse per l'abbandono della mia terra natia, ma, ad un certo punto, mentre pranzavo e rispondevo ad un messaggio su facebook, BOOM, notifica che mi annuncia la nostra amicizia facebookkiana. Vi lascio immaginare. 
Purtroppo attualmente si sta prodigando in un campo di volontari, senza internet e tecnologia perché il luogo è un po' inculato, quindi sto soffrendo e scrivendo possibili messaggi da inviargli non appena tornerà tra noi umani civilizzati. Ovviamente il tutto si concluderà con un bel sticazzi, sia perché io mi stancherò, sia perché sono una pappamolla, sia perché il destino mi fa scegliere sempre persone che stiano almeno a 454465432 km da me, ma dettagli. Se dovessero esserci risvolti degni di nota lo capirete, magari perché cancellerò questo post che potrebbe (giusto un po') compromettere il nostro amore, nel caso in cui lo scoprisse. AHAHAH SE, COME NO. Tutto ciò per dirvi che Stalking level: OVER 9000. Sono sempre più propensa a intraprendere la carriera dell'investigatrice privata, visto che ormai nessuno riesce a mantenere la propria identità privata al mio cospetto. Questa volta è proprio allucinante. Dal nulla so anche che cazzo ne pensa degli hipster, in turco, ma lo so. Direi a Ray Donovan di prendermi in considerazione come suo braccio destro. Ray, sai dove trovarmi.
Sì, sono cerebrolesa. 

Semi-vacanze romane

Ebbene sì. Silenziosamente da qualche settimana sapevo che avrei avuto una breve-intensa-meritata mini vacanza romana. I dettagli ve li risparmio, ma vi basti sapere che tutto inizia con 7 e mezzo di treno, aggravate da un consistente ritardo del treno/carro bestiame from Terronia con conseguente corsa fino all'Ippodromo delle Capannelle per "l'evento rock dell'estate" (cit. Vivo Concerti - sì, che merda di slogan) ovvero il concerto di Miles Kane, dei The Vaccines e soprattutto dei miei adorati Arctic Monkeys. Non ero sola, ero con la mia best friend ragazzatangente, grazie alla quale non abbiamo dormito alla stazione Termini ogni notte. Dopo varie vicissitudini siamo arrivate a Capannelle, affrontato una fila non disumana e scorrevole, insomma, stranamente culo a profusione. Il posto era parecchio bello e, ad onor del vero, organizzato abbastanza bene (no, non mi pagano per dirlo e non mi regalano i biglietti, cazzommerda). Qualcuno ha lamentato l'assenza di maxi schermi e cose affini, ma, personalmente, non ci ho nemmeno fatto caso, specialmente perché a tutti concerti a cui ho assistito non ne ho mai visti, e quindi sticazzi. BTW, per punti vi narrerò la sera del 10 luglio:

  • Ciao, siamo davanti: Per cause non ancora spiegate dalla scienza, nonostante il nostro arrivo nel momento dell'apertura dei cancelli, ci siamo ritrovate davanti, quasi sotto al palco. La nostra collocazione è stata laterale, attaccata alle transenne che delimitano il perimetro, di fronte a sicurezza e soccorsi, ovviamente questo sogno è durato solo per tutta la durata della performance di Miles Kane e mezza dei The Vaccines, poi una ha deciso di venire a crepare vomitando dove mi trovavo io e mi son dovuta spostare un po'.
  • La signora che sputa taralli: Ho visto vari genitori ai concerti a cui ho assistito, ma lei merita il Golden Globe, l'Oscar, il Nobel del genitore da concerto. La signora, che mentre parlava con me e ragazzatangente sputtacchiava taralli, ci ha raccontato di aver accompagnato i figli di 16 e 18 anni a ben sei concerti nel giro di un anno, ma non semplicemente fuori, lei entra con loro. I figli stavano in mezzo al casino, lei si era messa vicina, dove erano più o meno visibili per sapere che facevano. Madri cagacazzi.

  • Alex Turner ciaone.
    • Anvedi Miles Kane! Mi piaceva già prima, ma dopo il suo live ho capito che è un tipetto niente male e che dal vivo "spacca". Non sarà un innovatore, però coinvolge il pubblico, è iperattivo e simpatico. Su Come Closer ha fatto cantare anche i muri. Il mondo dice che è brutto, io dico che è figo, le solite cose.
    • The Vaccines bagnati, The Vaccines fortunati: Giustamente dopo qualche loro canzone ha cominciato a piovere e ho dovuto mettere il k-way diventando più brutta del solito, però che fomento che sono sti ragazzi. Son quasi due anni che li amo profondamente e vederli è stata una soddisfazione. Sono stati oltre le mie aspettative e sulle note di All in white, già quasi senza voce, stavo per piangere dall'emozione. Che bimbaminkia, I know. 
    • Ehi, Arctic Monkeys, vi bramavo dal 2007: Era il lontano 2007 quando quello che mi piaceva al liceo me li fece ascoltare e amare, poi lui si è sfanculato per ragioni che non ricordo, loro invece sono rimasti, sono cresciuti e si sono fatti amare. E' stato uno dei concerti più belli di sempre, hanno fatto sia pezzi più "antichi", pezzi che hanno costellato la mia vita da liceale sfigata, sia i pezzi più nuovi di Suck it and See fino al nuovo singolo (che io amo follemente) Do I wanna know. Il momento più bello, per me, è stata l'esecuzione di Crying Lightning, sia perché è uno dei miei pezzi preferiti, sia perchè boh, Alex Turner era a qualche metro da me e son ritornata una diciassettenne cogliona.
    Per il resto abbiamo trascorso altre due giornate a Roma visitando i Musei Vaticani, San Pietro, Villa Borghese (dove abbiamo essenzialmente mangiato ammirando le anatre del laghetto con culo all'aria e scommesso quanto ci avrebbero messo le coppiette in barca ad affogarsi), Trastevere by night e comprato qualche cianfrusaglia in Via del Corso, per poi, inevitabilmente, finire dentro la Feltrinelli dove Giulia mi ha convinta a comprare, finalmente Hail to the Thief a 5€, con solo 10 anni di ritardo. La terza, l'abbiamo praticamente trascorsa dentro Termini aspettando il treno quasi fino alle 17, comprando libri e facendo spese formato famiglia alla Conand del piano inferiore, emozioni forti. E nulla, mi son divertita tantissimo, come ogni concerto mi sento sempre un po' più nuova dopo, è come se un altro pezzetto di me andasse a posto, questa volta ne avevo proprio bisogno, ero stanca e bisognosa di qualcosa di bello, finalmente. Ovviamente il viaggio del ritorno si è concluso inaspettatamente (nessuna roba strana, tranquilli), ma dedicherò un post a parte per quello, spero di prepararlo prima di ripartire per le vacanze, sempre mini, al mare (eh sì, tocca, lo so, assurdo da parte mia) con i miei amici. Dai, speriamo, la speranza è l'ultima a morire, di solito.

    A dire il vero io volevo solo stare bene

    Chi coglie il riferimento del titolo diventerà mio migliore amico per i prossimi cinque secondi: fatto? Cinque intensi secondi di amicizia profonda, grazie. Ho superato un esame stamattina, uno di quelli che è chiaramente una prova di sopravvivenza, ma selezione naturale, stasera offri tu, yeah. Ok, basta divagare. Non partirò svilendomi al solito, perché io non sto tediando nessuno, se siete qui e leggete è per colpa vostra, io scrivo perché non ho soldi, tempo e fantasia per cercarmi un analista, leggermi è una  vostra libera e masochista scelta. Detto ciò, inizio il mio non-ragionamento. E' estate, il sudore gronda dalle fronti e le ascelle si commuovono sotto magliette imbarazzanti e top risicati, gli esami vanno scemando,  gli studenti scemunendo, le gelaterie sempre più affollate e come queste anche il mio cervello si diletta ad affollarsi di meditazioni più o meno cretine, dettate, essenzialmente, da temperature troppo alte per i comuni livelli di sopportazione. Qualche giorno fa, mentre leggevo Virginia Woolf, ho realizzato di essere libera. La libertà, in questo caso, non dovete intenderla come poter avere una stanza tutta per me (che comunque non ho), ma perchè sono finalmente priva da qualsiasi legame vagamente amoroso/sentimentale/interessamento/infatuazione. Finalmente. Non voglio fare l'esagerata, ma non accadeva da ANNI. Non pensate a sessioni di zoccoleggiamento intensivo e cose così, non sono assolutamente il tipo, più che altro immaginate una cretina che rimane 50 anni nella friendzone in silenzio, poi si stufa, cambia e piomba in un'altra friendzone, tutto qui, figuriamoci se rendiamo concrete le cose da 'ste parti, se, ciao. Per la prima volta dopo tanto tempo son riuscita a diventare indifferente, senza però iniziare subito un'altra cosa che avrebbe avuto la stessa fine. Non so se sia perché sono di punto in bianco diventata anaffettiva o se perché finalmente il mio cervello si sia voluto ribellare a questa cosa che, periodicamente, lo annientava come nemmeno Hiroshima e Nagasaki. Più semplicemente, forse, sono cresciuta e, nonostante non abbia mai avuto una vita sentimentale degna di questo nome, ho capito che correre dietro alle persone non mi piace, per niente. Ho provato, ho fatto minchiate, cose un po' stupide, cose che BOH e, talvolta, anche cose intelligenti, ma quando a uno non piaci l'unica cosa che puoi fare, diciamocelo senza remore, è andare in villeggiatura Affanculo, perché quelli che cambiano idea sono nei film, nei manicomi e nei sogni. Non pretendo di uscire domani e trovare davanti al portone una schiera di Immacolati pronti a servirmi e amarmi, ma nemmeno voglio essere il cane da riporto del folle di turno per cui mi perdo abitualmente. Della serie, se capiterà bene, ma io ho smesso di andare in cerca di qualcosa che, almeno per il momento, sembra non "servirmi". Non fraintendetemi, "servire" (che merda le virgolette, lo so) è un'esagerazione, è per dire che ora sto bene così, non sento la necessità di complicare la mia esistenza o quella altrui. Insomma, non credo ci sia niente di sbagliato, per come la penso io, esistono momenti in cui è meglio star soli, per me è giunto questo momento; sono cambiata tanto ultimamente, non conosco bene nemmeno me stessa, prima di iniziare qualcosa, qualunque cosa, devo rimettermi a posto, per stare bene e in pace con me stessa, prima che con gli altri. Probabilmente è da egoisti, asociali, schifosi esseri umani senza nemmeno l'anima, ma gira così e sarebbe innaturale fare diversamente. Ovviamente se siete Roger Federer, Thom Yorke o Alex Turner potete liberamente ignorare questo post e inviarmi un'email piena di amore.