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L'importanza di essere inconcludente

Harry che mi consiglia di fare qualcosa
Come al solito volevo fare mille cose. Tra settembre e ottobre mi ero ripromessa di fare un miliardo di  cose, ma, ovviamente, mi sono ritrovata con mille pagine di studio arretrato, nessun post, nessuna nuova chiamata dal Guardian per diventare la loro stagista sottopagata che porta il caffè e lo rovescia addosso a gente importante e senza neanche un nuovo taglio di capelli, dopo l'assalto della forbice della mia parrucchiera che ha deciso che dietro devo portare i capelli tagliati asimmetrici. Quest'ultima non è una scelta stilistica ovviamente, è che ci vado da sempre, per comodità e pigrizia, quindi ora mi merito di andare in giro conciata così fin quando non ricresceranno per tagliarli, cosa che spero accada entro sabato, ma va beh. Scrivere mi piace tanto, specialmente su questo blog, perché fondamentalmente scrivo di tutto quello che mi accade attorno e mai di cosa provo, telefilm ea parte, ovvio. E' superficiale, lo so, ma a volte è meglio così. Torniamo a noi. Finalmente ho un computer che mi concede di scrivere senza bloccarsi continuamente, ciò perché il mio amorevole ragazzo mi ha installato Elementary OS (Linux salverà le chiappe al vostro pc vetusto, fidatevi) e quindi spero di non avere più scuse per non accenderlo mai, esclusi il lunedì e il mercoledì mattina (per The Walking Dead, Homeland e Sons of Anarchy, mica si scaricano da sole eh).
La mia filosofia vita in una gif, Ron TVB
Come di consueto siamo arrivati in quel periodo dell'anno in cui la gente ammorba il mondo con articoli/post/considerazioni in fila alle poste ecc sui bilanci annuali, classifiche di cui tutti fottesega, rimpianti, rimorsi e wishlist; dal canto mio non so se anche io mi unirò a questa schiera di sfracassaneuroni e ne farò qualcuno anche io, purtroppo per voi sono in vena. Sarà pur vero che ho scritto tanto di meno perché ho passato un anno davvero tanto felice, for the first time in 23 anni di esistenza, ma vi ho già dato troppa tregua, urge rimediare con un pippone sulla felicità insita nella follia o in quella che è vera solo se condivisa e intothewildeate del caso. Vi aggiornerò su come finalmente, dopo un parto di più di 17 mesi di mancanze di pecunia, suppliche a destra e a manca, sono riuscita a concludere la prenotazione di un volo sul sito della  Ryanair dopo millenni, di come sia nato l'amore tra me e The Big Bang Theory (sì, con 50 anni di ritardo), di quanto io frema per l'ultimo film de Lo Hobbit e di quanto sia difficile e palloso il diritto amministrativo (18 cfu di prolasso dei neuroni). Insomma, vi ho avvertito, sono viva e ho tantissima voglia di tornare a scrivere regolarmente. Temete nemici dell'erede (cioè no, a me fa schifo Serpeverde, io sono Grifondoro su Pottermore, mica sciocchezze)

Mangia, tassa, paga

Sono italiana. Sì, nonostante le mie sembianze da appartenente alla famiglia Robinson, come direbbe Depardieu: "tengo cuore italiano". Bene, è proprio questo mio cuore italiano (?) che l'altro giorno mi ha portato a farmi delle domande e pensare. Ultimamente, più per caso che per scelta, mi son trovata a vedere alcuni film, principalmente americani, che parlavano dell'Italia, o che comunque erano ambientati qui e, sottolineo, ai giorni nostri. Sono rimasta quasi nauseata, lammerda più totale, anche Woody Allen, che per me non ha mai sbagliato un film, ha partorito una delle più grandi cagate che l'uomo ricordi: To Rome with love. No, ma dico, l'avete visto? Woody, che minchia hai combinato? Andiamo avanti, altra regione ma altra cagata: Sotto il sole della Toscana. Stiamo scherzando, vero? Il fatto che ci sia Raoul Bova non può non far vedere l'immenso scempio che c'è dietro due occhioni azzurri, no, dai, smettiamola. E vogliamo continuare a farci male? Mangia, Prega, Ama. Julia, ti prego, vai a stare in silenzio in non mi ricordo che stato e smettila di limonare con il cucchiaino del gelato o con fette di margherita.
Sinceramente non so se il problema siano i registi che hanno idee malsane e sfruttano gli stessi quattro stereotipi, o se realmente in Italia, oltre a già tutti i problemi seri che ci sono, siamo così... naif. Non si puù negare che in alcune città un po' ci marcino su certi aspetti, Roma in primis, ma, essendoci stata di recente da turista, non mi sembra di aver colto tutte quelle cose che Allen ha voluto mettere in scena per dipingere un Italia che nemmeno nel primo dopo guerra. Complessivamente da questi film si evince che: in Italia ancora l'acqua calda corrente è una realtà per pochi,  si mangiano solo spaghetti o pizza, in strada (se sei una donna, anche di quelle con lo stesso fascino di un cesso intasato, come me) ci sono sempre provoloni che fischiano (richiamo delle pecore style) e disposti a farti la corte in modo esagerato, le donne si vestono così, siamo tutti pelosi come scimmie, cantiamo l'Opera in doccia ecc ecc. Noi italiani, con vicende a caso, ci attiriamo addosso le prese per il culo di mezzo mondo, e a questo punto credo che l'equivalente dei cinepanettoni negli USA siano i film dove ci son di mezzo Italia e italiani, però, per quanto per gli americani possa far ridere, l'Italia non è quella. Se proprio devono far film e metterci in mezzo perchè non lanciare un film verità? Una variante di "Mangia, prega,ama": Mangia, Tassa, Paga. Un film sulla nostra comica classe dirigente, così comica che ha lasciato noi poveri mangiatori di spaghetti in una situazione disastrosa, che mangia a spese nostre, più di quanto gli spetterebbe il più delle volte, e viene tassata una volta su mille. Il veleno mi esce perchè oltre alla situazione demmmerda dell'Italia, qua si aggiunge la situazione peggiore della mia città, che passerà alla storia per essere il primo capoluogo di provincia ad essere commisariata per contiguità con la mafia. Non bastava l'IMU, no, hanno alzato aliquote o quello che minchia sono, non bastava pagare acqua e spazzatura normalmente, no, per via del commissariamento gli importi verranno raddoppiati, tutto a dicembre. E quelli che hanno causato il commissariamento? Eh? Loro hanno mangiato e, grazie alle scorte "per l'inverno", continueranno a mangiare, magari in modo meno evidente. Sono stufa di vedere mio padre lavorare da secoli senza riuscire a utilizzare la tredicesima per cose che non siano tasse, e son stanca di vedere mia madre, insegnante precaria tra tre scuole ai poli opposti della città, uscire pazza per studiare per un concorso per posti in Culonia, il tutto senza concedersi mai uno sfizio. S-t-a-n-c-a. Lo so, è un post pieno di tedio e di pesantezza, ma a volte, ti rendi conto che a Natale sotto l'albero ci sarà solo un enorme STICAZZI, perchè i tuoi soldi servono per tappare qualche buco nei bilanci di chissà cosa per via di qualcuno che ha dovuto mangiare a sbafo prima e, beh, ti fa girare i coglioni. In definitiva, spero che i registi ameriGani la smettano di crederci una popolazione di dinosauri/trogloditi (quella è solo la classe dirigente), e che si riprendano, altrimenti auguri e tante esplorazioni rettali a suon di mandolino.
(Sì, il premio per Miss Finezza 2012 è già mio, lo sento)

Donne sfigate: la verità

Come di rito da qualche anno a questa parte mediaset presto ci regalerà la "maratona" dei film di Bridget Jones in due giorni consecutivi, mercoledì e giovedì probabilmente, non ricordo con precisione. Inizialmente ho pensato "oh che bello, Colin Firth per due sere a casa mia in HD!" il che ci sta, è uno dei miei attori preferiti, poi in questo film si chiama Darcy, insomma, la perfezione. Cosa da non mettere in secondo piano è il fatto che i film di Bridget Jones mi spinsero a leggere il libro che mi piacque molto e mi "iniziò" al genere chick lit. Dopo tutta questa premessa, che dovrebbe farvi capire che quindi io apprezzo (seppur consapevole non sia un capolavoro) il film, gli attori, il libro e compagnia bella, vorrei giungere alla VERITA'. No, non mi sono ubriacata e no, non ho deciso di dispensare verità assolute, semplicemente vorrei chiarire una cosa: Bridget Jones non è una sfigata. Ecco, l'ho detto, mi sono liberata da questo fardello. Come avrete capito un po', sia dai miei post qui, sia (per chi lo ha) da quel che scrivo su twitter, io di sfiga me ne intendo piuttosto bene, ed essendo ormai zitella (fa più figo dire single, ma pace) da svariato tempo (ombra di mistero per non aumentare l'aura da sfigata) so benissimo che certe dinamiche esistono, sì, ma solo nei sogni o nelle fantasie ad occhi aperti. Bridget Jones ha un lavoro, e non volantinaggio o in un call center, ha un lavoro figo, con colleghi fighi, in un posto figo. Bridget Jones vive a Londra, devo aggiungere altro in merito a ciò? Bridget Jones ha una casa sua e sua madre le propone un uomo moooolto figo, seppur in quel momento abbia un maglione orripilante. Bridget Jones porta i mutandoni della nonna eppure è contesa tra due uomini per ben due film. Bridget Jones, in definitiva, non è una sfigata. Lei è fisiologicamente goffa, ma per come viene descritta, nella realtà le cose le andrebbero molto peggio e sicuramente quei due figoni non se la filerebbero di striscio. Le vere sfigate sono altre e, se permettete, mi includo anche io ovviamente: siamo noi, non brutte ma nemmeno modelle, con un cervello normodotato, tanta sana autoironia, la prestanza di una trave o di un tronco di faggio, noi che leggiamo Jane Austen e vi maciniamo gli zebedei con Mr Darcy, noi che cadiamo e non vediamo arrivare il cavaliere che ci porge la mano ma scorgiamo sotto il velo della vergogna gli amici che stanno facendo un video per ricordare per sempre quel momento demmmmerda, noi che ascoltiamo la musica che fa schifo a tutti, noi che studiamo come sceme ma prendiamo meno di quella super in tiro perchè non abbiamo avuto tempo per sistemarci perchè abbiamo passato tutta la notte sul libro e magari la mattina arriviamo in facoltà con la pagina attaccata alla faccia per colpa di un rivolo di bava. Noi siamo vere sfigate, ma non ci piangiamo addosso, non mangiamo sempre kg di gelato perché fa ingrassare e ciò accrescerebbe ancora di più il marchio della sfiga, noi accettiamo e portiamo a casa, sogniamo relazioni, ci sentiamo delle merdacce e non ci proponiamo fin quando l'uomo libero dei nostri sogni non diventa l'uomo occupato dei nostri sogni, o peggio ancora ci rifugiamo in sms pop porno con ex con l'intelligenza di un orologio a cucù. Siamo quelle sceme che in un modo o nell'altro si sistemeranno e avranno qualche storia da raccontare, aneddoti per cui ridere e farsi sfottere finché demenza senile non le separi dai ricordi.