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Playlist da 365 giorni.

Mai farsi i fighi con i progetti, perché poi questi vanno in fumo e ovviamente si appare poi come sfigati. Dovevo andare all'Home Festival, dovevo vedere gli Alt-J, ma, per una serie di motivazioni e povertà, non ci sono andata. Avevo speso soldi per prenotazioni? Certo. Ne ho recuperati un po'? Ho solo rivenduto il biglietto del concerto, per il resto ho fatto beneficenza al signor Ryanair e Trenitalia, che bello. In compenso sono stata a Napoli per assistere (prendere parte? come si dice?) a un matrimonio, cogliendo così l'occasione per sfondarmi di pizza, frittini vari, ma soprattutto del gelato (solo quello di Mennella, è da sottolineare). Comunque, l'intento del mio post non era quello di elencarvi sfighe e grasso accumulato ad agosto, ma volevo avvisare i numerosissimi avventori di questo blog, ormai dimenticato anche dalla sottoscritta, che ho comprato un'agenda giornaliera finalmente. So che alle persone normali, non ossessionate dalla cancelleria come me, ciò possa sembrare una di quelle cose per cui esclamare "esticazzi", ma volevo rendervi partecipi di questa cosa, soprattutto perché l'agenda è una non troppo sobria Mr Wonderful (fino a mesi fa ho usato sempre e solo Moleskine) che ho sempre considerato un po' da bimbaminkia, ma, si sa, sto vivendo la mia adolescenza a 27 anni. Visto che l'agenda inizia proprio da settembre, che io ho sempre considerato il capodanno degli ansiosi come me (sì, settembre, fai schifo), ho avuto la geniale idea di iniziare insieme all'agenda una playlist su Spotify in cui inserire una canzone al giorno, di cui tengo traccia anche cartacea a fine di ogni giornata. E' una cagata? Probabilmente. Sarò costante? Sicuramente no, ma ci sto provando, vi lascio il link qui, così se vedete che non si riempie un po', potete cazziarmi. Ovviamente il signor Spotify ha pensato bene di riempirla di ciarpame perché ho messo solo 3-4 canzoni, ma vedrete, tra una ventina di giorni sarà proprio come dovrebbe essere. Se volete curiosare, o semplicemente seguirla, eccola qui:


L'importanza di essere inconcludente

Harry che mi consiglia di fare qualcosa
Come al solito volevo fare mille cose. Tra settembre e ottobre mi ero ripromessa di fare un miliardo di  cose, ma, ovviamente, mi sono ritrovata con mille pagine di studio arretrato, nessun post, nessuna nuova chiamata dal Guardian per diventare la loro stagista sottopagata che porta il caffè e lo rovescia addosso a gente importante e senza neanche un nuovo taglio di capelli, dopo l'assalto della forbice della mia parrucchiera che ha deciso che dietro devo portare i capelli tagliati asimmetrici. Quest'ultima non è una scelta stilistica ovviamente, è che ci vado da sempre, per comodità e pigrizia, quindi ora mi merito di andare in giro conciata così fin quando non ricresceranno per tagliarli, cosa che spero accada entro sabato, ma va beh. Scrivere mi piace tanto, specialmente su questo blog, perché fondamentalmente scrivo di tutto quello che mi accade attorno e mai di cosa provo, telefilm ea parte, ovvio. E' superficiale, lo so, ma a volte è meglio così. Torniamo a noi. Finalmente ho un computer che mi concede di scrivere senza bloccarsi continuamente, ciò perché il mio amorevole ragazzo mi ha installato Elementary OS (Linux salverà le chiappe al vostro pc vetusto, fidatevi) e quindi spero di non avere più scuse per non accenderlo mai, esclusi il lunedì e il mercoledì mattina (per The Walking Dead, Homeland e Sons of Anarchy, mica si scaricano da sole eh).
La mia filosofia vita in una gif, Ron TVB
Come di consueto siamo arrivati in quel periodo dell'anno in cui la gente ammorba il mondo con articoli/post/considerazioni in fila alle poste ecc sui bilanci annuali, classifiche di cui tutti fottesega, rimpianti, rimorsi e wishlist; dal canto mio non so se anche io mi unirò a questa schiera di sfracassaneuroni e ne farò qualcuno anche io, purtroppo per voi sono in vena. Sarà pur vero che ho scritto tanto di meno perché ho passato un anno davvero tanto felice, for the first time in 23 anni di esistenza, ma vi ho già dato troppa tregua, urge rimediare con un pippone sulla felicità insita nella follia o in quella che è vera solo se condivisa e intothewildeate del caso. Vi aggiornerò su come finalmente, dopo un parto di più di 17 mesi di mancanze di pecunia, suppliche a destra e a manca, sono riuscita a concludere la prenotazione di un volo sul sito della  Ryanair dopo millenni, di come sia nato l'amore tra me e The Big Bang Theory (sì, con 50 anni di ritardo), di quanto io frema per l'ultimo film de Lo Hobbit e di quanto sia difficile e palloso il diritto amministrativo (18 cfu di prolasso dei neuroni). Insomma, vi ho avvertito, sono viva e ho tantissima voglia di tornare a scrivere regolarmente. Temete nemici dell'erede (cioè no, a me fa schifo Serpeverde, io sono Grifondoro su Pottermore, mica sciocchezze)

The stalk side of the Prugn

Nel post precedente vi avevo tediato con il racconto delle mie semi-vacanze, ma, come anticipato, il mio viaggio si è concluso con un incontro inaspettato. Ero sul treno del ritorno, ancora ferma a Termini, e di fronte a me si siede un ragazzo di nazionalità indefinita, carino, con due borse di cui una piccola con dentro solo un liquore. Ovviamente lo so perché era aperta e me ne sono accorta subito, non pensate male. Come d'abitudine (per le persone dementi e infantili, come me) comincio a dire cretinate, non sfottendolo, ma quasi, insieme alla mia fedele compagna di ipercritica, Giulia. Forte del fatto che il tipo avesse le cuffie e avendo la certezza che non fosse italiano mi sono letteralmente sbizzarrita, soprattutto dopo aver visto che leggeva "Padri e figli" di Turgenev nella versione originale. Non mi sembrava russo, però l'avevo già soprannominato "il russo". Lui, probabilmente, mi avrà rinominata "la cogliona", perché? Perché non è russo, perché vive in Italia da mesi, perché sono cretina. Il succo è che come un'undicenne ho fatto la cerebrolesa davanti ad un ragazzo che reputo figo e che poi ho scoperto essere anche interessante. Quando il viaggio stava per concludersi, non ricordo perché, ha cominciato a parlare con me e Giulia. Vi evito i miei monologhi interiori sul voler morire per via della figura demmerda, ma lui non sembrava turbato, forse perché fa il volontario e comprende i casi umani come me. Ha sganciato la sua storia come una bomba, così, in poco tempo. Ha parlato di Istanbul, dove è nato e cresciuto, di essersi trasferito in Italia in un paesino del Veneto dove dice di vivere meglio, che nella sua città natale c'era troppa gente e di come questo non gli piacesse, che scendeva agli inferi (= era in Terronia perché) e che lo aspettava un campo estivo di volontari e via così. Tutto ciò senza presentarci o nulla, abbiamo parlato perfino di quanti turisti (non) ci siano nella mia città. La sera, dopo essere scesa dal treno e averlo salutato, lasciandolo al suo destino aspettando uno sconosciuto che doveva recuperarlo in stazione, son tornata a casa e c'ho riflettuto su. MA CHE CAZZONA SEI GIORGIA? Ok, dopo questo ho pensato che avremmo potuto almeno presentarci, ma niente, il mio cervello connette solo davanti ad un barattolo di nutella, è conclamato. Il giorno dopo, complice la nullafacenza meritata di chi torna da un viaggio di otto ore in treno, mi sono chiusa nella mia camera e ho cominciato il processo di stalking. Il primo tentativo è stato con facebook: un buco nell'acqua, fb is the new anagrafe, quindi senza nome e cognome è molto difficile recuperare qualcuno, a meno che non si abbiano amici in comune, ma non era il mio caso. Ho cercato sul sito del campo estivo, ma l'ultimo aggiornamento risaliva al 2012, secondo buco nell'acqua. Ultimo tentativo: San Google. Inserendo tre parole a caso, il MIRACOLO. Trovato. Dal nome risalgo a tutti i suoi account sparsi per la rete, scopro che ascolta la stessa musica che ascolto io, che ha un blog (eh in turco), che ha account ovunque e che quindi ci possiamo amare per la vita perché l'ossessione per i social network ci accomuna. L'ho già detto che è un gran figo? Appurata la sua identità e tutti i cazzi suoi rimaneva l'interrogativo: lo aggiungo o no su faccialibro? Penserà che sono una maniaca? Emetterà un'ordinanza restrittiva che mi costringerà ad emigrare al Polo Sud a morire da sola? Ho passato una giornata a rifletterci, dopo, in seguito a un po' di pressing da parte di Giulia, lo aggiungo. Passa un giorno e ancora nulla. Passavano le ore e io già ero a richiedere il passaporto e a inventare scuse per l'abbandono della mia terra natia, ma, ad un certo punto, mentre pranzavo e rispondevo ad un messaggio su facebook, BOOM, notifica che mi annuncia la nostra amicizia facebookkiana. Vi lascio immaginare. 
Purtroppo attualmente si sta prodigando in un campo di volontari, senza internet e tecnologia perché il luogo è un po' inculato, quindi sto soffrendo e scrivendo possibili messaggi da inviargli non appena tornerà tra noi umani civilizzati. Ovviamente il tutto si concluderà con un bel sticazzi, sia perché io mi stancherò, sia perché sono una pappamolla, sia perché il destino mi fa scegliere sempre persone che stiano almeno a 454465432 km da me, ma dettagli. Se dovessero esserci risvolti degni di nota lo capirete, magari perché cancellerò questo post che potrebbe (giusto un po') compromettere il nostro amore, nel caso in cui lo scoprisse. AHAHAH SE, COME NO. Tutto ciò per dirvi che Stalking level: OVER 9000. Sono sempre più propensa a intraprendere la carriera dell'investigatrice privata, visto che ormai nessuno riesce a mantenere la propria identità privata al mio cospetto. Questa volta è proprio allucinante. Dal nulla so anche che cazzo ne pensa degli hipster, in turco, ma lo so. Direi a Ray Donovan di prendermi in considerazione come suo braccio destro. Ray, sai dove trovarmi.
Sì, sono cerebrolesa. 

Semi-vacanze romane

Ebbene sì. Silenziosamente da qualche settimana sapevo che avrei avuto una breve-intensa-meritata mini vacanza romana. I dettagli ve li risparmio, ma vi basti sapere che tutto inizia con 7 e mezzo di treno, aggravate da un consistente ritardo del treno/carro bestiame from Terronia con conseguente corsa fino all'Ippodromo delle Capannelle per "l'evento rock dell'estate" (cit. Vivo Concerti - sì, che merda di slogan) ovvero il concerto di Miles Kane, dei The Vaccines e soprattutto dei miei adorati Arctic Monkeys. Non ero sola, ero con la mia best friend ragazzatangente, grazie alla quale non abbiamo dormito alla stazione Termini ogni notte. Dopo varie vicissitudini siamo arrivate a Capannelle, affrontato una fila non disumana e scorrevole, insomma, stranamente culo a profusione. Il posto era parecchio bello e, ad onor del vero, organizzato abbastanza bene (no, non mi pagano per dirlo e non mi regalano i biglietti, cazzommerda). Qualcuno ha lamentato l'assenza di maxi schermi e cose affini, ma, personalmente, non ci ho nemmeno fatto caso, specialmente perché a tutti concerti a cui ho assistito non ne ho mai visti, e quindi sticazzi. BTW, per punti vi narrerò la sera del 10 luglio:

  • Ciao, siamo davanti: Per cause non ancora spiegate dalla scienza, nonostante il nostro arrivo nel momento dell'apertura dei cancelli, ci siamo ritrovate davanti, quasi sotto al palco. La nostra collocazione è stata laterale, attaccata alle transenne che delimitano il perimetro, di fronte a sicurezza e soccorsi, ovviamente questo sogno è durato solo per tutta la durata della performance di Miles Kane e mezza dei The Vaccines, poi una ha deciso di venire a crepare vomitando dove mi trovavo io e mi son dovuta spostare un po'.
  • La signora che sputa taralli: Ho visto vari genitori ai concerti a cui ho assistito, ma lei merita il Golden Globe, l'Oscar, il Nobel del genitore da concerto. La signora, che mentre parlava con me e ragazzatangente sputtacchiava taralli, ci ha raccontato di aver accompagnato i figli di 16 e 18 anni a ben sei concerti nel giro di un anno, ma non semplicemente fuori, lei entra con loro. I figli stavano in mezzo al casino, lei si era messa vicina, dove erano più o meno visibili per sapere che facevano. Madri cagacazzi.

  • Alex Turner ciaone.
    • Anvedi Miles Kane! Mi piaceva già prima, ma dopo il suo live ho capito che è un tipetto niente male e che dal vivo "spacca". Non sarà un innovatore, però coinvolge il pubblico, è iperattivo e simpatico. Su Come Closer ha fatto cantare anche i muri. Il mondo dice che è brutto, io dico che è figo, le solite cose.
    • The Vaccines bagnati, The Vaccines fortunati: Giustamente dopo qualche loro canzone ha cominciato a piovere e ho dovuto mettere il k-way diventando più brutta del solito, però che fomento che sono sti ragazzi. Son quasi due anni che li amo profondamente e vederli è stata una soddisfazione. Sono stati oltre le mie aspettative e sulle note di All in white, già quasi senza voce, stavo per piangere dall'emozione. Che bimbaminkia, I know. 
    • Ehi, Arctic Monkeys, vi bramavo dal 2007: Era il lontano 2007 quando quello che mi piaceva al liceo me li fece ascoltare e amare, poi lui si è sfanculato per ragioni che non ricordo, loro invece sono rimasti, sono cresciuti e si sono fatti amare. E' stato uno dei concerti più belli di sempre, hanno fatto sia pezzi più "antichi", pezzi che hanno costellato la mia vita da liceale sfigata, sia i pezzi più nuovi di Suck it and See fino al nuovo singolo (che io amo follemente) Do I wanna know. Il momento più bello, per me, è stata l'esecuzione di Crying Lightning, sia perché è uno dei miei pezzi preferiti, sia perchè boh, Alex Turner era a qualche metro da me e son ritornata una diciassettenne cogliona.
    Per il resto abbiamo trascorso altre due giornate a Roma visitando i Musei Vaticani, San Pietro, Villa Borghese (dove abbiamo essenzialmente mangiato ammirando le anatre del laghetto con culo all'aria e scommesso quanto ci avrebbero messo le coppiette in barca ad affogarsi), Trastevere by night e comprato qualche cianfrusaglia in Via del Corso, per poi, inevitabilmente, finire dentro la Feltrinelli dove Giulia mi ha convinta a comprare, finalmente Hail to the Thief a 5€, con solo 10 anni di ritardo. La terza, l'abbiamo praticamente trascorsa dentro Termini aspettando il treno quasi fino alle 17, comprando libri e facendo spese formato famiglia alla Conand del piano inferiore, emozioni forti. E nulla, mi son divertita tantissimo, come ogni concerto mi sento sempre un po' più nuova dopo, è come se un altro pezzetto di me andasse a posto, questa volta ne avevo proprio bisogno, ero stanca e bisognosa di qualcosa di bello, finalmente. Ovviamente il viaggio del ritorno si è concluso inaspettatamente (nessuna roba strana, tranquilli), ma dedicherò un post a parte per quello, spero di prepararlo prima di ripartire per le vacanze, sempre mini, al mare (eh sì, tocca, lo so, assurdo da parte mia) con i miei amici. Dai, speriamo, la speranza è l'ultima a morire, di solito.

    I'm not here, this isn't happening.



    Ehi, mica è passato un secolo e mezzo da quando ho scritto, mica ho risalito le vette della felicità e poi son caduta giù per essere calpestata da una mandria di gnu che facevano la maratona di Boston (???). Salve, sono Giorgia e quello accanto a tutte queste idiozie è Thom Yorke, l'uomo che alberga i miei sogni, le mie fantasie, le mie braccia e le robe che mi scrivo addosso. Alla fine, dopo non poche difficoltà, son giunta in Toscana e ho visto il concerto dei Radiohead. Gaudio. Arrivo con milioni di giorni di ritardo visto che il giorno dopo essere tornata è arrivata in patria anche la febbre che grazie al cielo si è mantenuta sul 39°-40° per circa dieci giorni, con somma gioia della sottoscritta che ci capiva meno del solito e che avrebbe  avuto esami. Sì, avevo un esame ma visto lo stato pietoso e l'ignoranza sono entrata in crisi esistenziale e non ci sono andata, adesso ne ho un altro a giorni ma mi sto sforzando più che posso per non cannarlo, anche perchè poi sarebbero i miei a cannarmi, nel senso che verrei trafitta da un esercito di panda con le loro canne di bambù (viva il nonsense). Torniamo a noi, torniamo ai ricordi felici. Ho affrontato il mio primo viaggio in solitaria e devo dire che son stata brava, prevedevo già "pianti e alti lai" (citazione colta, ogni tanto) ma niente di tutto ciò è accaduto, anzi, se non fosse stato per un ritardo di Ryanair,che ha fatto imbarcare noi povere bestiole 50 anni dopo l'atterraggio, avrei potuto prendere benissimo il treno che da Pisa mi ha portato a Siena (cioè uno dei treni, erano tre in tutto) con un'ora d'anticipo, ma pazienza. A Siena per fortuna ho usufruito del servizio di babysitteraggio made in RockoBarons (adesso noto alla autorità come Mezzanotte) che mi ha su/opportata finchè non ho preso il mio jet privato per il ritorno.


    Visto che la follia era insita in tutta questa situazione abbiamo ben pensato di partire alla volta del Parco delle Cascine (a Firenze) un po' presto, per quanto presto possa esser presto le 21,30 del giorno prima del concerto, quindi, armati di buona volontà, e probabilmente di un po' di demenza, ci siam piazzati in notturna, trascorrendo una piacevole nottata con le zanzare che sorvolavano allegramente l'Arno e con Marione, un mito d'uomo che ha la foto con Freddie Mercury, per cui non si discute. In tutto ciò vorrei chiarire che, ovviamente, i pazzi che avevano avuto questa pensata eravamo solo noi, infatti fino al mattino, intorno alle 7 passate, non s'era ancora visto nessuno. La giornata è stata devastante fisicamente, ma il concerto ha ripagato l'attesa, abbondantissimamente. La setlist non mi ha delusa, anzi, hanno fatto alcune di quelle canzoni che se avessi avuto un po' meno di vergogna avrei pianto come una cretina (quindi rivelandomi per come sono realmente) e in più alcune canzoni del nuovo album le ho rivalutate perchè dal vivo sono stupende, per dirla come i giovani: "SPACCANO". Ovviamente per la prima settimana post concerto ho sofferto per quello strano stato di incredulità; praticamente non mi capacitavo di essere stata ad un passo da uno dei miei idoli e di aver visto un concerto così bello (ecco, ora sapete il perchè della citazione nel titolo). Ho fatto un milione di foto che vi risparmierò e quasi tutti i video, chiaramente a quasi metà di una delle canzoni che amo di più, cioè There There, son morte le batterie e il video è mozzato, se lo volete vedere è qui, io non sapevo stare ferma, ogni tanto affondavo e youtube l'ha "corretto" a modo suo e quindi è peggio dell'originale, in compenso ho caricato Karma Police, uno dei momenti più emozionanti del concerto, secondo me. Il palco era enorme e stupendo, c'era tantissimissima gente e l'atmosfera che si è creata è stata incredibilmente bella, insomma, le cose belle, qualche volta, succedono anche alla sottoscritta sfigata capo! Domani farò la reporter dei poveri visto che un pezzo di Firenze verrà qui (parlo di Matteo Renzi) per far campagna elettorale in vista delle primarie del PD, e io, armata di moleskine, andrò ad ascoltarlo, vedremo un po' insomma. Vi lascio con il video che per ora sto consumando di più... Ovviamente del concerto.



    Do you remember the very first time in September?

    Do you remember the very first time in September?
    Love was changing the minds of pretenders
    While chasing the clouds away 
    Our hearts were ringing
    In the key that our souls were singing
    As we danced in the night
    Remember how the stars stole the night away 
     Così cantavano i celebri (?) Earth Wind and Fire, e io, memore di un episodio di American Dad (alte citazioni culturali), ve la ripropongo per aprire un post che nasce dal nulla e che quindi potete mettere sotto la categoria "acazzodicane". E' il nono mese dell'anno, tutti i figli dei veglioni vedranno la luce, i bambini torneranno a scuola, gli esami crolleranno come macigni sulle teste degli universitari nullafacenti per un'estate e cominceranno tutti i programmi e i telefilm del mondo; dall'altro lato è il mese in cui l'estate finisce sulla carta, la gente non esce a tutte le ore della notte per infilarsi nei lidi a fare finta di divertirsi, ed è il momento in cui tutti fanno buoni propositi, meno impegnativi di quelli che di solito si riservano a gennaio, ma che buoni propositi rimangono. Ovviamente essendo altamente anormale per me non è niente di tutto ciò. Sin da bambina ho sempre mostrato tendenze masochiste che mi portavano ad amare il ritorno a scuola e stabilire una routine meno incasinata rispetto a quella estiva. Mentre ero in vacanza ad Altrove, dove ho casa al mare, ricordo principalmente i giri nei centri commerciali a cercare tutto il materiale scolastico e quasi ci rimanevo secca dall'emozione quando compravo il diario e i colori a matita nuovi. Ora capite tante cose, lo so. Adesso mi dispero perchè i primi giorni di ottobre riservano sorpresine chiamate esami, per cui, detto tra noi, non mi sto ammazzando. Certo, ho il concerto dei Radiohead e un giorno da turista in Toscana,
    http://dreamsinmyfingertips.tumblr.com/
     ci son giorni di festa patronale cittadina e ci son i postumi di un'estate andata bene più o meno, però rimane il trauma del "ritorno". Per me il vecchio autunno/inverno è stato unammmerda, passato in solitudine a farmi un milione di seghe mentali e a deprimermi un po', quindi capirete che c'ho un po' d'ansia a rituffarmi a pesce (o a prugna?) verso l'ignoto. La cosa positiva è che non morirò di caldo, che se Zeus vorrà prenderò la patente e poi non lo so, lo scopriremo solo vivendo. Sul punto della patente son molto dubbiosa però, praticamente Pingu ubriaco guida meglio di me, ho seri problemi con lo sterzo, ho abbracciato un semaforo e un palo della luce con il muso della macchina, ma posso farcelAHAHAH. Tralasciando la mia goffaggine cronica, quello che vorrei che si capisse è che sto cambiando, l'anno scorso non vedevo l'ora di ritornare ai ritmi precedenti, adesso invece preferirei vivere svaccata sul divano come ho fatto a luglio, magari guardando Wimbledon, ecco, sì, l'apoteosi (della sfigataggine). Seriamente parlando ho fatto più cose tra luglio e agosto che tutto l'inverno, esclusa l'esperienza mistica a Roma per il concerto di Noel Gallagher. Ho visto gli Afterhours, cosa che sognavo da solo 7 anni, e il giorno dopo Caparezza, cioè, non capiterà più, come non so se mai rivedrò qualcosa di lontanamente paragonabile all'amore - con l'occhio pigro - della mia vita, anche detto Thom Yorke. Gratis e a Firenze. Capite perchè non voglio colare tra le fughe di una routine? Dopo questa parentesi deprimente consoliamoci col fatto che a) ricomincia Dexter e io perderò la dignità e lo vedrò in inglese perchè me ne sbatacchio dei sub b) esce il nuovo album dei The Killers che ho pre-ordinato su Amazon come le peggio fangirl dei bar di Caracas c) mi leverò dai maroni due esami minchioni. Insomma, per campare si deve andare avanti seguendo la filosofia dei pro e dei contro, senza non se ne esce fuori, soprattutto per chi ha una testa incasinata come la mia. Addieu.

    Sproloqui musicalmente concertiferi


    Quando parto la mia preoccupazione principale è quella di riempire l'ipod e se ho tempo di fare un ricambio generazionale di canzoni anche nell'altro lettore mp3 che mi porto dietro nell'ipotesi del "non si sa mai". Questa volta (son stata via 8 giorni) mi son dimenticata, o meglio, ho rimandato fino alle 3 del mattino del giorno della partenza e praticamente mi son addormentata sulla tastiera; ciò mi ha portato a riscoprire miliardi di canzoni che nell'ipod appena capitano cambio subito. Non so se è una cosa normale, ma il 90% delle canzoni che carico sono canzoni che non ascolto mai. Poi c'è quel 10% che potrebbe benissimo essere integrato in una playlist stile "canzoni che sanno a memoria anche le cuffiette". Ok, non ve ne frega uno straghezz, ma era per farvi sapere che "ehi ciao, sono viva" e sono anche piuttosto di buon umore in questi giorni. Sarà che ho speso poco e comprato tanto, il che rende sempre happyshallllalllà, sarà che poi alla fine prima di partire ho comprato il biglietto per i Radiohead a Firenze, sarà che l'11 e il 12 ci son prima Afterhours e poi Caparezza, sarà che ormai vivo di queste cose, boh. Se ci penso l'ultimo anno è stato un rincorrere e pianificare partenze e concerti, date da aspettare, fare il proprio lavoro (ciao, non lavoro, studio però sì, dai, avete capito) solo pensando alla ricompensa. Sicuramente in me c'è una grande componente di demenza, non l'ho mai negato e mai lo farò, ma tutto quello che ha a che fare con la musica mi fa star bene, mi fa riprendere tutti i pezzi di questa vita da prugna in frantumi per andare avanti e sentirmi meglio. Vedete, ci son le ragazze normali che si cercano un moroso e io che cerco concerti, son cretina o nonsonemmenoiocosa. Come dicevo l'altro giorno ad un mio amico, nessuno mi vedrà mai tanto me stessa quanto ad un concerto... Ovviamente non intendevo sudata, con i capelli demmmerda e senza dignità, l'avevate capito, sì? 

    Sì, viaggiare.

    Nonostante mio padre sia una sorta di mister poltrona del millennio, abbia la fobia dell'aereo, e mia madre si lamenti perennemente perchè non la porta in nessun posto io, risparmiando centesimo per centesimo, son riuscita a viaggiare un po'. Ho 21 anni quindi non ho visto quasi nulla, ma nel mio piccolo ho viaggiato spesso. Il mio primissimo viaggio fu una settimana in Grecia (no, non le isole da fighetti stile Corfù) alla scoperta di Atene, Patrasso, Corinto e compagnia bella. Un viaggio di cui ricordo in maniera molto chiara la nave, una tempesta, l'aria condizionata della cabina che mi fece perdere la voce e la mia compagna di cabina che leggeva il Cioè: erano proprio altri tempi. Avevo 13 anni e fu un'esperienza un po' traumatica anche se la ricordo con piacere. Le varie gite scolastiche mi hanno fatto per lo più girare l'Italia, fino a quando nel 2009 non decisero che era l'ora di portarci anche fuori dai confini nazionali. Prima di ciò feci il viaggio, forse, più bello e emozionante come autoregalo dei miei 18 anni. Era inverno, ero a Firenze ed ero al concerto degli Oasis con la mia migliore amica, insomma, un momento di quelli che rivangherò finchè alzheimer non mi separi dalla mia memoria da elefante (che è proprio indicato vista il mio non-essere esile). Biglietti presi più per esaltazione che per altro, ci ritrovammo ad un mese dalla partenza senza mezzi di locomozione validi in quanto in Calabrifornia in quel periodo c'era un blocco enorme nella linea ferroviaria. Insomma uscite sconfortate dalla stazione, anche grazie ad un input esterno, trovammo la Ryanair. No, non mi stanno pagando e sì, lo so che molte persone odiano questa compagnia, probabilmente io son cretina e la amo profondamente. Con un prezzo che era inferiore anche al treno arrivammo a Pisa e poi da lì giungemmo a Firenze per trascorrere la giornata del concerto e altre 3 per fare le turiste. Rimembro lacrime e sangue per mettere maglioni e cambi pesanti nel mini trolley che la compagnia fa portare come bagaglio a mano, uno stuart sosia di Brandon Flowers (cantante dei The Killers, ndr), il mio primo volo e la mia parolaccia appena decollati che per poco non crollava l'aereo per la vergogna. Cose belle, i fratelli Gallagher e cotillons. Successivamente andai a Londra e da allora sogno di tornarci e girare il Regno Unito, Liverpool in primis in quanto grandissima fissata dei Beatles. Un altro mio viaggio importante in cui mi sono letteralmente innamorata della città è stato a Parigi, con un gruppo di amici. Generalmente non mi faccio troppe aspettative per non vederle deluse, ma Parigi non deluderà mai nessuno, e come dicevano in Anastasia (alti riferimenti culturali eh) "Parigi ha la chiave del cuor". Da innamoratissima dell'aria che si respira nei musei e dell'arte (sta frase sembra banale quasi quanto "sono innamorata dell'amore", cioè, ma fanchiulo) ovviamente il mio cuore è scoppiato non appena varcata la soglia (dopo ventordici ore di fila inutili visto che essendo giovane con meno di 25 anni non dovevamo pagare alcun biglietto... ecco perchè i ragazzi hanno quell'aria molto yeah, perchè non fanno le file di anni) del Louvre. Viaggio stupendo, ricorderò per sempre tutto, segnale acustico della metro compresa, perchè a Parigi è chic anche quello. Ultimi due viaggi che sono degni di menzione sono Firenze (la capitale del mio cuore) e Roma, rispettivamente per concerto dei Beady Eye e per quello di Noel Gallagher circa un mese fa. Firenze è lei, la mia città, quella che mi adotta anche quando l'autista del bus mi scuoia viva perchè ho sbagliato a suonare fermata, Roma è la città eterna e bla bla che ho girato in pochissimo e con pochissimo grazie alle magiche tariffe mini di Trenitalia, che è un servizio pessimo, ma che con queste cose ogni tanto si può prendere qualche merito (sì anche se ti fa pagare più l'intercity dell'eurostar). Ok, non sono andata a New York, non a Tokyo, ma a parte le città che vi ho citato adesso perchè le ho visitate da sola, ho visto un bel pezzo di Italia. Viaggiare è una di quelle cose che inevitabilemte fa sparire i paraocchi, nasce il confronto che è inevitabile, certo, non è miracoloso, ci son personaggi in vista che viaggiano a giorni alterni ma che sono autentici dementi, però son convinta che vedere cose nuove, diverse in qualche modo spalanchi gli orizzonti e faccia arrivare a capire cose che prima magari non immaginavamo. La poesia di Parigi, l'organizzazione di Londra, l'arte che si respira a Firenze, per me sono tre momenti che rimarranno fissi nella mia memoria, tre paramentri di bellezza, anche se si tratta di bellezze diverse, tre ricordi a cui aggrapparsi, tre belle storie da raccontare.
    Quali sono le vostre storie da viaggiatori? Le storie che con gli amici raccontate fino allo sfinimento degli zebedei altrui solo perchè eravate altrove? Commentare è gratis, giuro eh.