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Playlist da 365 giorni.

Mai farsi i fighi con i progetti, perché poi questi vanno in fumo e ovviamente si appare poi come sfigati. Dovevo andare all'Home Festival, dovevo vedere gli Alt-J, ma, per una serie di motivazioni e povertà, non ci sono andata. Avevo speso soldi per prenotazioni? Certo. Ne ho recuperati un po'? Ho solo rivenduto il biglietto del concerto, per il resto ho fatto beneficenza al signor Ryanair e Trenitalia, che bello. In compenso sono stata a Napoli per assistere (prendere parte? come si dice?) a un matrimonio, cogliendo così l'occasione per sfondarmi di pizza, frittini vari, ma soprattutto del gelato (solo quello di Mennella, è da sottolineare). Comunque, l'intento del mio post non era quello di elencarvi sfighe e grasso accumulato ad agosto, ma volevo avvisare i numerosissimi avventori di questo blog, ormai dimenticato anche dalla sottoscritta, che ho comprato un'agenda giornaliera finalmente. So che alle persone normali, non ossessionate dalla cancelleria come me, ciò possa sembrare una di quelle cose per cui esclamare "esticazzi", ma volevo rendervi partecipi di questa cosa, soprattutto perché l'agenda è una non troppo sobria Mr Wonderful (fino a mesi fa ho usato sempre e solo Moleskine) che ho sempre considerato un po' da bimbaminkia, ma, si sa, sto vivendo la mia adolescenza a 27 anni. Visto che l'agenda inizia proprio da settembre, che io ho sempre considerato il capodanno degli ansiosi come me (sì, settembre, fai schifo), ho avuto la geniale idea di iniziare insieme all'agenda una playlist su Spotify in cui inserire una canzone al giorno, di cui tengo traccia anche cartacea a fine di ogni giornata. E' una cagata? Probabilmente. Sarò costante? Sicuramente no, ma ci sto provando, vi lascio il link qui, così se vedete che non si riempie un po', potete cazziarmi. Ovviamente il signor Spotify ha pensato bene di riempirla di ciarpame perché ho messo solo 3-4 canzoni, ma vedrete, tra una ventina di giorni sarà proprio come dovrebbe essere. Se volete curiosare, o semplicemente seguirla, eccola qui:


Ho comprato delle cuffie gialle

Stavo scrivendo una serie di scemenze senza senso, poi ha prevalso la ragione e ho deciso di cancellare ben due post. Adesso, ascoltando un po' di Ella Fitzgerald e un po' Brunori Sas, sono rinsavita. Sì, lo so che sono una coppia strana, ma da qualche mese a questa parte i miei ascolti spaziano (oltre lo zoccolo duro dei miei amati Radiohead) da tutto il jazz possibile, a Bjork, per poi passare a Levante o Brunori Sas. Potrebbe sembrare una stranezza, invece rispetto agli ultimi due anni è stato un ritorno a qualcosa di buono, ma mi spiego meglio. Negli ultimi anni, escluso qualche sporadico nuovo album, ho vissuto una fase grave di apatia musicale, ovvero ascoltavo pochissime cose in quanto a varietà, spesso, ma sempre le stesse cose. Non so perché, probabilmente avevo bisogno di una sorta di comfort zone musicale, in un periodo in cui ancora non avevo chiaro cosa fare, dove andare a parare e tutte quelle paranoie che albergano nel mio cranio. Per comfort zone musicale potete tranquillamente immaginare un mondo abitato quasi esclusivamente dai Radiohead, perché è un po' quello che è successo.
Da novembre scorso fino a questo giugno ancora di più, perché non volevo arrivare impreparata al concerto. Il concerto. Forse uno dei momenti migliori del 2017, ho pianto moltissimo, ma non era tristezza. Le canzoni dei Radiohead sono quelle che (insieme a Beatles, Oasis e Afterhours) hanno attraversato la mia vita da quando ero molto piccola, un po' mi hanno plasmata (ora sapete perché non so vivere) e che mi ricordano le varie fasi della mia esistenza. Ogni album racconta un pezzettino, un cambiamento, un rimpianto o una felicità di quelle così grandi che non si può spiegare, anche se i testi sono carichi di tristezza e la musica intrisa di malinconia, quindi capite bene che dopo 22 ore in cui non bevevo o mi servivo della toilette, a Firenze ho perso un po' il controllo, specialmente su Street Spirit, ma questa è un'altra storia.
Tornando al discorso principale, dopo anni in cui vivevo con delle cuffie bellissime e supermegaiper efficienti, ma che reggevano solo grazie a un misto di colla e silicone (sì, mi ero coricata con le cuffie e le avevo spezzate), mi son decisa a fare un investimento, comprando queste bellezze (no, non me le hanno regalate, ma sentitevi liberi di regalarmi tutto quello che volete, escluse pesche, lattughe e arachidi, che son allergica, ciao), grazie a una congiuntura astrale per cui io avevo soldi e da Mediaworld le vendevano meno che su Amazon. Ovviamente da quando le ho comprate non le tolgo quasi mai, giusto per fare la doccia. La cosa strana è che io non sono mai riuscita a uscire con cose che non fossero auricolari invisibili, quindi l'altro giorno credo di aver compiuto l'incredibile salendo su un bus con queste cuffie super gialle e super belle. Insomma, l'estetica ha prevalso sulla scheda tecnica, per cui da mesi risparmiavo per comprare delle Marshall, ma niente, il fascino del giallo ha avuto il sopravvento. La bellezza di essere scemi è essere così timidi e introversi da poter celebrare un'uscita con delle headphones con un post in cui ho ampiamente divagato. Tuttavia, ho scritto, un passo è stato compiuto verso il minimo sindacale richiesto dal partito degli incostanti come me.

Aggiornamenti: ESISTO



Ogni tanto capitano quelle serate in cui il nulla sembra la soluzione più sensata, ma di colpo mi ricordo che ho un blog. Ok, non è vero, lo so, è che sono successe un milione di cose e non ho avuto la voglia di scriverle, soprattutto perché non capisco quale direzione abbia preso questo mio spazietto nel web. Per non deludere i fedelissimi lettori (ciao mamma!), credo che non darò mai una direzione precisa, perché il casino è sempre affascinante. Non posso essere una di quelle persone che scrive solo di biscotti e torte, io scrivo di quello che mi passa per la testa, sia un episodio di Homeland o di quanto amo Thom Yorke. 
In breve vi narro che cosa è capitato negli ultimi mesi: ho fatto esami, anzi, ho fatto l'esame più obeso di sempre (18 cfu) cioè diritto amministrativo, è stato un sollievo di quelli rari, come togliersi un neo gigante dal naso, ecco. Prima di fare esami (le priorità nella vita) sono andata a Milano per il concerto dei Florence + The Machine con la mia migliore amica. E' stata una delle cose più belle mai viste, Florence Welch è una divinità per me, quindi ero quasi sempre convinta che stessi sognando. La realtà è arrivata quando, il giorno dopo, per tornare in Terronia ho impiegato più di 12 ore di treno, di cui almeno tre passate seduta al McDonald's di Roma Termini, senza mai alzare il deretano dalla sedia. Viva la gioventù. 
Nei prossimi mesi sposterò la mia faccia 52'' anche in altri posti nel mondo, ma visto che ogni volta che parto succede un cataclisma e rischio il ricovero, non ne parlerò più fin quando non avrò distribuito i souvenir di rito. 
Non ho altri aggiornamenti rilevanti, se non il fatto che adesso seguo ANCHE Vikings e Billions (le serie tv non bastano mai) e che ho di nuovo la mia molto poco folta chioma rossiccia, thanks to amazing Hennè dell'Erbolario.
Spero di scrivere presto, perché ammorbare il prossimo è una missione e io la vorrei portare a termine egregiamente. 

Resoconti di luglio

Quando ero una giovane e spensierata studentessa liceale, cioè no, spensierata neanche all'asilo visto che già a 4 anni avevo l'ansia per tutto, comunque, quando iniziai il liceo avevo questa fantastica abitudine di postare ogni giorno sul mio blog, era bella perché, nonostante raccontassi minchiate, mi esercitavo a scrivere ogni santo giorno. E' andata così per cinque anni, poi è iniziato il trauma universitario e addio tempo. Ritengo inutile promettere di riprendere con lo stesso ritmo, non ho più l'età, ma vorrei scrivere in modo più assiduo di una volta al mese, ecco. Durante questo mese ho avuto varie crisi mistiche, volevo scappare da un esame, sono andata al mare con il mio amorevole ragazzo che non mi aveva permesso di scappare dal suddetto esame, poi ci son andata con i miei amici (di cui uno appena laureato in ingegneria magistrale a 23 anni freschi, ciao autostima), mi sono ustionata la schiena, sono diventata più nera della media cromatica della popolazione marocchina, ho letto qualche libro e ho capito che per la prima estate dopo secoli non smuoverò il culo dalla Terronia. Quanta gioia.
 Consolazione dell'estate: Afterhours nella mia città, che per una terrona come me è tipo un evento epocale. Mi manca l'inverno, mi mancano tutti i telefilm, mi mancano le mie sciarpe e la mia routine. Tuttavia, l'estate è l'unica pseudo-vacanza che mi spetta, quindi spero che settembre non arrivi domani a bussare alla mia finestra, ogni tanto piove, ogni tanto compaiono nuvoloni color Hodor, ma è ancora luglio. Ho fatto poche cose da quando ho finito gli esami, ma tra queste c'è stata la visione di Her, uno dei film più belli degli ultimi tempi, secondo la mia opinione di cinefila non troppo esperta. Da mesi devo vedere anche Dallas Buyers Club, ma giuro che succederà presto, se non altro perché ho scoperto Pop Corn Time, cosa che ogni computer che si rispetti dovrebbe avere, già solo per la sua fantastica icona che trasmette tenerezza e apparente legalità da ogni pixel. Per altro sono diventata una persona che può vestire le taglie di Zara, che raccoglie i soldi per fare un viaggio chissà dove e chissà quando, ma soprattutto sono una persona che dopo 23 anni di vita ha ricevuto il suo primo astuccio per le penne con ben tre scomparti. Lo so, sarebbe più emozionante se a settembre iniziassi la terza elementare, ma no, a settembre inizio a seguire Diritto Penale, quindi direi che sono fuori target, ma finalmente sono socialmente accettabile, ammesso che le mode siano le stesse di quando andavo a scuola io e i più cool giocavano a chi lo aveva più grosso, il borsellino. 


Semi-vacanze romane

Ebbene sì. Silenziosamente da qualche settimana sapevo che avrei avuto una breve-intensa-meritata mini vacanza romana. I dettagli ve li risparmio, ma vi basti sapere che tutto inizia con 7 e mezzo di treno, aggravate da un consistente ritardo del treno/carro bestiame from Terronia con conseguente corsa fino all'Ippodromo delle Capannelle per "l'evento rock dell'estate" (cit. Vivo Concerti - sì, che merda di slogan) ovvero il concerto di Miles Kane, dei The Vaccines e soprattutto dei miei adorati Arctic Monkeys. Non ero sola, ero con la mia best friend ragazzatangente, grazie alla quale non abbiamo dormito alla stazione Termini ogni notte. Dopo varie vicissitudini siamo arrivate a Capannelle, affrontato una fila non disumana e scorrevole, insomma, stranamente culo a profusione. Il posto era parecchio bello e, ad onor del vero, organizzato abbastanza bene (no, non mi pagano per dirlo e non mi regalano i biglietti, cazzommerda). Qualcuno ha lamentato l'assenza di maxi schermi e cose affini, ma, personalmente, non ci ho nemmeno fatto caso, specialmente perché a tutti concerti a cui ho assistito non ne ho mai visti, e quindi sticazzi. BTW, per punti vi narrerò la sera del 10 luglio:

  • Ciao, siamo davanti: Per cause non ancora spiegate dalla scienza, nonostante il nostro arrivo nel momento dell'apertura dei cancelli, ci siamo ritrovate davanti, quasi sotto al palco. La nostra collocazione è stata laterale, attaccata alle transenne che delimitano il perimetro, di fronte a sicurezza e soccorsi, ovviamente questo sogno è durato solo per tutta la durata della performance di Miles Kane e mezza dei The Vaccines, poi una ha deciso di venire a crepare vomitando dove mi trovavo io e mi son dovuta spostare un po'.
  • La signora che sputa taralli: Ho visto vari genitori ai concerti a cui ho assistito, ma lei merita il Golden Globe, l'Oscar, il Nobel del genitore da concerto. La signora, che mentre parlava con me e ragazzatangente sputtacchiava taralli, ci ha raccontato di aver accompagnato i figli di 16 e 18 anni a ben sei concerti nel giro di un anno, ma non semplicemente fuori, lei entra con loro. I figli stavano in mezzo al casino, lei si era messa vicina, dove erano più o meno visibili per sapere che facevano. Madri cagacazzi.

  • Alex Turner ciaone.
    • Anvedi Miles Kane! Mi piaceva già prima, ma dopo il suo live ho capito che è un tipetto niente male e che dal vivo "spacca". Non sarà un innovatore, però coinvolge il pubblico, è iperattivo e simpatico. Su Come Closer ha fatto cantare anche i muri. Il mondo dice che è brutto, io dico che è figo, le solite cose.
    • The Vaccines bagnati, The Vaccines fortunati: Giustamente dopo qualche loro canzone ha cominciato a piovere e ho dovuto mettere il k-way diventando più brutta del solito, però che fomento che sono sti ragazzi. Son quasi due anni che li amo profondamente e vederli è stata una soddisfazione. Sono stati oltre le mie aspettative e sulle note di All in white, già quasi senza voce, stavo per piangere dall'emozione. Che bimbaminkia, I know. 
    • Ehi, Arctic Monkeys, vi bramavo dal 2007: Era il lontano 2007 quando quello che mi piaceva al liceo me li fece ascoltare e amare, poi lui si è sfanculato per ragioni che non ricordo, loro invece sono rimasti, sono cresciuti e si sono fatti amare. E' stato uno dei concerti più belli di sempre, hanno fatto sia pezzi più "antichi", pezzi che hanno costellato la mia vita da liceale sfigata, sia i pezzi più nuovi di Suck it and See fino al nuovo singolo (che io amo follemente) Do I wanna know. Il momento più bello, per me, è stata l'esecuzione di Crying Lightning, sia perché è uno dei miei pezzi preferiti, sia perchè boh, Alex Turner era a qualche metro da me e son ritornata una diciassettenne cogliona.
    Per il resto abbiamo trascorso altre due giornate a Roma visitando i Musei Vaticani, San Pietro, Villa Borghese (dove abbiamo essenzialmente mangiato ammirando le anatre del laghetto con culo all'aria e scommesso quanto ci avrebbero messo le coppiette in barca ad affogarsi), Trastevere by night e comprato qualche cianfrusaglia in Via del Corso, per poi, inevitabilmente, finire dentro la Feltrinelli dove Giulia mi ha convinta a comprare, finalmente Hail to the Thief a 5€, con solo 10 anni di ritardo. La terza, l'abbiamo praticamente trascorsa dentro Termini aspettando il treno quasi fino alle 17, comprando libri e facendo spese formato famiglia alla Conand del piano inferiore, emozioni forti. E nulla, mi son divertita tantissimo, come ogni concerto mi sento sempre un po' più nuova dopo, è come se un altro pezzetto di me andasse a posto, questa volta ne avevo proprio bisogno, ero stanca e bisognosa di qualcosa di bello, finalmente. Ovviamente il viaggio del ritorno si è concluso inaspettatamente (nessuna roba strana, tranquilli), ma dedicherò un post a parte per quello, spero di prepararlo prima di ripartire per le vacanze, sempre mini, al mare (eh sì, tocca, lo so, assurdo da parte mia) con i miei amici. Dai, speriamo, la speranza è l'ultima a morire, di solito.

    I'm not here, this isn't happening.



    Ehi, mica è passato un secolo e mezzo da quando ho scritto, mica ho risalito le vette della felicità e poi son caduta giù per essere calpestata da una mandria di gnu che facevano la maratona di Boston (???). Salve, sono Giorgia e quello accanto a tutte queste idiozie è Thom Yorke, l'uomo che alberga i miei sogni, le mie fantasie, le mie braccia e le robe che mi scrivo addosso. Alla fine, dopo non poche difficoltà, son giunta in Toscana e ho visto il concerto dei Radiohead. Gaudio. Arrivo con milioni di giorni di ritardo visto che il giorno dopo essere tornata è arrivata in patria anche la febbre che grazie al cielo si è mantenuta sul 39°-40° per circa dieci giorni, con somma gioia della sottoscritta che ci capiva meno del solito e che avrebbe  avuto esami. Sì, avevo un esame ma visto lo stato pietoso e l'ignoranza sono entrata in crisi esistenziale e non ci sono andata, adesso ne ho un altro a giorni ma mi sto sforzando più che posso per non cannarlo, anche perchè poi sarebbero i miei a cannarmi, nel senso che verrei trafitta da un esercito di panda con le loro canne di bambù (viva il nonsense). Torniamo a noi, torniamo ai ricordi felici. Ho affrontato il mio primo viaggio in solitaria e devo dire che son stata brava, prevedevo già "pianti e alti lai" (citazione colta, ogni tanto) ma niente di tutto ciò è accaduto, anzi, se non fosse stato per un ritardo di Ryanair,che ha fatto imbarcare noi povere bestiole 50 anni dopo l'atterraggio, avrei potuto prendere benissimo il treno che da Pisa mi ha portato a Siena (cioè uno dei treni, erano tre in tutto) con un'ora d'anticipo, ma pazienza. A Siena per fortuna ho usufruito del servizio di babysitteraggio made in RockoBarons (adesso noto alla autorità come Mezzanotte) che mi ha su/opportata finchè non ho preso il mio jet privato per il ritorno.


    Visto che la follia era insita in tutta questa situazione abbiamo ben pensato di partire alla volta del Parco delle Cascine (a Firenze) un po' presto, per quanto presto possa esser presto le 21,30 del giorno prima del concerto, quindi, armati di buona volontà, e probabilmente di un po' di demenza, ci siam piazzati in notturna, trascorrendo una piacevole nottata con le zanzare che sorvolavano allegramente l'Arno e con Marione, un mito d'uomo che ha la foto con Freddie Mercury, per cui non si discute. In tutto ciò vorrei chiarire che, ovviamente, i pazzi che avevano avuto questa pensata eravamo solo noi, infatti fino al mattino, intorno alle 7 passate, non s'era ancora visto nessuno. La giornata è stata devastante fisicamente, ma il concerto ha ripagato l'attesa, abbondantissimamente. La setlist non mi ha delusa, anzi, hanno fatto alcune di quelle canzoni che se avessi avuto un po' meno di vergogna avrei pianto come una cretina (quindi rivelandomi per come sono realmente) e in più alcune canzoni del nuovo album le ho rivalutate perchè dal vivo sono stupende, per dirla come i giovani: "SPACCANO". Ovviamente per la prima settimana post concerto ho sofferto per quello strano stato di incredulità; praticamente non mi capacitavo di essere stata ad un passo da uno dei miei idoli e di aver visto un concerto così bello (ecco, ora sapete il perchè della citazione nel titolo). Ho fatto un milione di foto che vi risparmierò e quasi tutti i video, chiaramente a quasi metà di una delle canzoni che amo di più, cioè There There, son morte le batterie e il video è mozzato, se lo volete vedere è qui, io non sapevo stare ferma, ogni tanto affondavo e youtube l'ha "corretto" a modo suo e quindi è peggio dell'originale, in compenso ho caricato Karma Police, uno dei momenti più emozionanti del concerto, secondo me. Il palco era enorme e stupendo, c'era tantissimissima gente e l'atmosfera che si è creata è stata incredibilmente bella, insomma, le cose belle, qualche volta, succedono anche alla sottoscritta sfigata capo! Domani farò la reporter dei poveri visto che un pezzo di Firenze verrà qui (parlo di Matteo Renzi) per far campagna elettorale in vista delle primarie del PD, e io, armata di moleskine, andrò ad ascoltarlo, vedremo un po' insomma. Vi lascio con il video che per ora sto consumando di più... Ovviamente del concerto.



    Do you remember the very first time in September?

    Do you remember the very first time in September?
    Love was changing the minds of pretenders
    While chasing the clouds away 
    Our hearts were ringing
    In the key that our souls were singing
    As we danced in the night
    Remember how the stars stole the night away 
     Così cantavano i celebri (?) Earth Wind and Fire, e io, memore di un episodio di American Dad (alte citazioni culturali), ve la ripropongo per aprire un post che nasce dal nulla e che quindi potete mettere sotto la categoria "acazzodicane". E' il nono mese dell'anno, tutti i figli dei veglioni vedranno la luce, i bambini torneranno a scuola, gli esami crolleranno come macigni sulle teste degli universitari nullafacenti per un'estate e cominceranno tutti i programmi e i telefilm del mondo; dall'altro lato è il mese in cui l'estate finisce sulla carta, la gente non esce a tutte le ore della notte per infilarsi nei lidi a fare finta di divertirsi, ed è il momento in cui tutti fanno buoni propositi, meno impegnativi di quelli che di solito si riservano a gennaio, ma che buoni propositi rimangono. Ovviamente essendo altamente anormale per me non è niente di tutto ciò. Sin da bambina ho sempre mostrato tendenze masochiste che mi portavano ad amare il ritorno a scuola e stabilire una routine meno incasinata rispetto a quella estiva. Mentre ero in vacanza ad Altrove, dove ho casa al mare, ricordo principalmente i giri nei centri commerciali a cercare tutto il materiale scolastico e quasi ci rimanevo secca dall'emozione quando compravo il diario e i colori a matita nuovi. Ora capite tante cose, lo so. Adesso mi dispero perchè i primi giorni di ottobre riservano sorpresine chiamate esami, per cui, detto tra noi, non mi sto ammazzando. Certo, ho il concerto dei Radiohead e un giorno da turista in Toscana,
    http://dreamsinmyfingertips.tumblr.com/
     ci son giorni di festa patronale cittadina e ci son i postumi di un'estate andata bene più o meno, però rimane il trauma del "ritorno". Per me il vecchio autunno/inverno è stato unammmerda, passato in solitudine a farmi un milione di seghe mentali e a deprimermi un po', quindi capirete che c'ho un po' d'ansia a rituffarmi a pesce (o a prugna?) verso l'ignoto. La cosa positiva è che non morirò di caldo, che se Zeus vorrà prenderò la patente e poi non lo so, lo scopriremo solo vivendo. Sul punto della patente son molto dubbiosa però, praticamente Pingu ubriaco guida meglio di me, ho seri problemi con lo sterzo, ho abbracciato un semaforo e un palo della luce con il muso della macchina, ma posso farcelAHAHAH. Tralasciando la mia goffaggine cronica, quello che vorrei che si capisse è che sto cambiando, l'anno scorso non vedevo l'ora di ritornare ai ritmi precedenti, adesso invece preferirei vivere svaccata sul divano come ho fatto a luglio, magari guardando Wimbledon, ecco, sì, l'apoteosi (della sfigataggine). Seriamente parlando ho fatto più cose tra luglio e agosto che tutto l'inverno, esclusa l'esperienza mistica a Roma per il concerto di Noel Gallagher. Ho visto gli Afterhours, cosa che sognavo da solo 7 anni, e il giorno dopo Caparezza, cioè, non capiterà più, come non so se mai rivedrò qualcosa di lontanamente paragonabile all'amore - con l'occhio pigro - della mia vita, anche detto Thom Yorke. Gratis e a Firenze. Capite perchè non voglio colare tra le fughe di una routine? Dopo questa parentesi deprimente consoliamoci col fatto che a) ricomincia Dexter e io perderò la dignità e lo vedrò in inglese perchè me ne sbatacchio dei sub b) esce il nuovo album dei The Killers che ho pre-ordinato su Amazon come le peggio fangirl dei bar di Caracas c) mi leverò dai maroni due esami minchioni. Insomma, per campare si deve andare avanti seguendo la filosofia dei pro e dei contro, senza non se ne esce fuori, soprattutto per chi ha una testa incasinata come la mia. Addieu.

    Sproloqui musicalmente concertiferi


    Quando parto la mia preoccupazione principale è quella di riempire l'ipod e se ho tempo di fare un ricambio generazionale di canzoni anche nell'altro lettore mp3 che mi porto dietro nell'ipotesi del "non si sa mai". Questa volta (son stata via 8 giorni) mi son dimenticata, o meglio, ho rimandato fino alle 3 del mattino del giorno della partenza e praticamente mi son addormentata sulla tastiera; ciò mi ha portato a riscoprire miliardi di canzoni che nell'ipod appena capitano cambio subito. Non so se è una cosa normale, ma il 90% delle canzoni che carico sono canzoni che non ascolto mai. Poi c'è quel 10% che potrebbe benissimo essere integrato in una playlist stile "canzoni che sanno a memoria anche le cuffiette". Ok, non ve ne frega uno straghezz, ma era per farvi sapere che "ehi ciao, sono viva" e sono anche piuttosto di buon umore in questi giorni. Sarà che ho speso poco e comprato tanto, il che rende sempre happyshallllalllà, sarà che poi alla fine prima di partire ho comprato il biglietto per i Radiohead a Firenze, sarà che l'11 e il 12 ci son prima Afterhours e poi Caparezza, sarà che ormai vivo di queste cose, boh. Se ci penso l'ultimo anno è stato un rincorrere e pianificare partenze e concerti, date da aspettare, fare il proprio lavoro (ciao, non lavoro, studio però sì, dai, avete capito) solo pensando alla ricompensa. Sicuramente in me c'è una grande componente di demenza, non l'ho mai negato e mai lo farò, ma tutto quello che ha a che fare con la musica mi fa star bene, mi fa riprendere tutti i pezzi di questa vita da prugna in frantumi per andare avanti e sentirmi meglio. Vedete, ci son le ragazze normali che si cercano un moroso e io che cerco concerti, son cretina o nonsonemmenoiocosa. Come dicevo l'altro giorno ad un mio amico, nessuno mi vedrà mai tanto me stessa quanto ad un concerto... Ovviamente non intendevo sudata, con i capelli demmmerda e senza dignità, l'avevate capito, sì? 

    Il ritorno degli assassini

    Ci sono momenti in cui la tv trash e gli stacchetti delle veline tornano utili: nel 2004 annoiata davanti al televisore mentre cenavo Striscia la Notizia mi fece uno dei favori più grandi della mia esistenza. Arriviamo al punto che non è altro un modo lungo e laborioso per dirvi che per uno stacchetto usarono "Somebody told me" dei The Killers, band che da quel momento ho venerato e seguito sempre. Loro sono probabilmente tra le mie band viventi preferite, ho amato anche Day and Age, quindi proprio una vera fan che manda giù le loro cose fatte in un momento tamarro. Ok, non sono mai stata ad un loro live perchè sono sempre state date un po' ostiche per me, e anche questa volta a Verona non li vedrò. Spero in una data romana prima o poi. Sperem. Comunque vi tedio anche oggi perchè, finalmente, dopo 4 anni di pseudo-silenzio (bisogna pur sempre tener conto dei progetti da solisti e dei singoli a Natale), si sono risvegliati dal torpore e hanno finalmente lanciato il loro nuovo singolo "Runaways" presentandolo da quell'uomo poco amabile chiamato Zane Lowe, dopo il lancio del nuovo, e figo, singolo dei Bloc Party. Ovviamente la canzone già girava su tumblr dalla mattina e come di consueto non ho saputo aspettare. Quindi mi son messa a cercare e addio dignità.

    (Ciao Andrew Garfield, poi ti dedicherò un post) Nonostante non fossi pronta mi son messa all'ascolto e ho passato 4 minuti di shock perchè non avevo capito niente (oh che novità), ma non nel senso classico della mia demenza, non capivo se mi piaceva, se mi faceva schifo o se semplicemente l'avevo ascoltata. Ascolto numero due: estasi mistica e penso "cazzarola son tornati e non fa piangere quanto Human, sono una scema felice". Al quarantesimo ascolto ho perso la dignità e mi son messa a cantare con smorfie che non vorreste scoprire mai. In definitiva mi piace, scorgo un ritorno agli antichi fasti e ne sono lieta, perchè un D&A due non lo avrei retto. Insomma ascoltatelo, compratelo, preordinate Battle Born su amazon come farò io non appena rinfresco la postepay e diffondete il verbo.Ovviamente se poi volete moltiplicarvi fate pure, l'importante è che passi il messaggio fondamentale, cioè che amo questa canzone e che mi piace.

    L'esame, l'allergia e gli Afterhours


    Finalmente posso scrivere senza sentirmi completamente una merdaccia nullafacente. Il famoso esame che avevo rimandato di due settimane, che mi tediava da oltre un anno e compagnia bella (istituzioni di diritto privato romano) è andato, piuttosto bene direi visto che è il mio secondo 30 nella storia accademica di miss me stessa. L'esame è stato ieri e nonostante non avessi dormito e fossi stanca morta ieri pomeriggio mi son recata alla posta da sola, tutta preoccupata perchè avevo anche soldi non miei, e ho caricato la postepay. Vi chiederete cosa diamine possa fregarvene, ma siate fiduciosi, perchè questa è la storia della mia sfiga odierna. Premetto che l'11 agosto a Messina, ad un passo di mare da me, ci saranno gli Aftehours in concerto e io amo Manuel Agnelli e soci, ergo ho convinto qualche amica e amico e ieri ho appunto rifornito la postepay perchè oggi era il Messina day, ovvero ho accompagnato madre in ospedale per una terapia e io mi sono messa alla disperata ricerca di rivenditori, visto che sti biglietti non ci sono su ticketone (su cui per altro ho un buono di 100 euro grazie ad un concorso vodafone) ma solo su boxol che però non spedisce un ghezz. Insomma, ieri mi son messa a letto tutta happy sciallalà, metto la sveglia e buonanotte. La sfiga. Alle 3,30 am ovviamente mi sveglio in preda al dolore causato da un'allergia random che mi aveva fatto gonfiare la palpebra costringendomi a tenere l'occhio chiuso. Lammmmerda. Stamattina la situazione, nonostante tutte le medicine ecc ecc, non era migliorata quindi armata di occhiali da sole ho girato per una Messina nuvolosa dove su tre rivenditori uno era in culo all'universo (notare la finezza), l'altro aveva la stampante fuori uso e uno non accettava la postepay. Che problema c'è direte voi, si ritira no? Bene, dopo tre banche senza disponibilità avevo meditato di gettarmi nelle acque dello stretto, fortunatamente al quarto sportello ho recuperato la pecunia e ho comprato i tickets. La mia dieta mi ha impedito di entrare in tutti i vari panifici e di finire tutte le focacce del mondo, per cui il digiuno, il caldo e lo sclero hanno contribuito generosamente a farmi crollare come una pera cotta sul letto per tutto il pomeriggio. Insomma, sono una persona che alle 19 ha detto ''buongiorno'' eh. Tornando a noi, sono molto contenta di essere riuscita a prendere i biglietti per gli Afterhours, per due anni di fila o a Cosenza o a Catania non li ho visti per ragioni diverse ed ero alquanto  scazzata, ma finalmente ci son riuscita, e il fatto che io abbia sclerato da sola per due giorni per averli mi fa sentire proud of me. Sì, la demenza, sì. Il nuovo album "Padania" (no, non è l'inno di Bossi, anzi, è l'opposto, detto finemente è una presa per il culo) mi piace, per certi versi più del precedente, anche se a I milanesi ammazzano il sabato ho legato ricordi che ovviamente non posso associare già alle nuove canzoni, anche se "Giù nei tuoi occhi", "Padania", "Metamorfosi", "La tempesta è in arrivo" e "La terra promessa si scioglie di colpo" mi hanno già preso parecchio, le canto perennemente e ricordo perfettamente i testi, sicuramente meglio di quanto non sappia la materia per l'ultimo esame della sessione. Insomma spero bene, benissimo, e sono contenta anche se ho un occhio chiuso da una giornata e la faccia simile alla sua. Si vede che ho dato un esame e comprato un biglietto concertifero.