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Playlist da 365 giorni.

Mai farsi i fighi con i progetti, perché poi questi vanno in fumo e ovviamente si appare poi come sfigati. Dovevo andare all'Home Festival, dovevo vedere gli Alt-J, ma, per una serie di motivazioni e povertà, non ci sono andata. Avevo speso soldi per prenotazioni? Certo. Ne ho recuperati un po'? Ho solo rivenduto il biglietto del concerto, per il resto ho fatto beneficenza al signor Ryanair e Trenitalia, che bello. In compenso sono stata a Napoli per assistere (prendere parte? come si dice?) a un matrimonio, cogliendo così l'occasione per sfondarmi di pizza, frittini vari, ma soprattutto del gelato (solo quello di Mennella, è da sottolineare). Comunque, l'intento del mio post non era quello di elencarvi sfighe e grasso accumulato ad agosto, ma volevo avvisare i numerosissimi avventori di questo blog, ormai dimenticato anche dalla sottoscritta, che ho comprato un'agenda giornaliera finalmente. So che alle persone normali, non ossessionate dalla cancelleria come me, ciò possa sembrare una di quelle cose per cui esclamare "esticazzi", ma volevo rendervi partecipi di questa cosa, soprattutto perché l'agenda è una non troppo sobria Mr Wonderful (fino a mesi fa ho usato sempre e solo Moleskine) che ho sempre considerato un po' da bimbaminkia, ma, si sa, sto vivendo la mia adolescenza a 27 anni. Visto che l'agenda inizia proprio da settembre, che io ho sempre considerato il capodanno degli ansiosi come me (sì, settembre, fai schifo), ho avuto la geniale idea di iniziare insieme all'agenda una playlist su Spotify in cui inserire una canzone al giorno, di cui tengo traccia anche cartacea a fine di ogni giornata. E' una cagata? Probabilmente. Sarò costante? Sicuramente no, ma ci sto provando, vi lascio il link qui, così se vedete che non si riempie un po', potete cazziarmi. Ovviamente il signor Spotify ha pensato bene di riempirla di ciarpame perché ho messo solo 3-4 canzoni, ma vedrete, tra una ventina di giorni sarà proprio come dovrebbe essere. Se volete curiosare, o semplicemente seguirla, eccola qui:


Ho comprato delle cuffie gialle

Stavo scrivendo una serie di scemenze senza senso, poi ha prevalso la ragione e ho deciso di cancellare ben due post. Adesso, ascoltando un po' di Ella Fitzgerald e un po' Brunori Sas, sono rinsavita. Sì, lo so che sono una coppia strana, ma da qualche mese a questa parte i miei ascolti spaziano (oltre lo zoccolo duro dei miei amati Radiohead) da tutto il jazz possibile, a Bjork, per poi passare a Levante o Brunori Sas. Potrebbe sembrare una stranezza, invece rispetto agli ultimi due anni è stato un ritorno a qualcosa di buono, ma mi spiego meglio. Negli ultimi anni, escluso qualche sporadico nuovo album, ho vissuto una fase grave di apatia musicale, ovvero ascoltavo pochissime cose in quanto a varietà, spesso, ma sempre le stesse cose. Non so perché, probabilmente avevo bisogno di una sorta di comfort zone musicale, in un periodo in cui ancora non avevo chiaro cosa fare, dove andare a parare e tutte quelle paranoie che albergano nel mio cranio. Per comfort zone musicale potete tranquillamente immaginare un mondo abitato quasi esclusivamente dai Radiohead, perché è un po' quello che è successo.
Da novembre scorso fino a questo giugno ancora di più, perché non volevo arrivare impreparata al concerto. Il concerto. Forse uno dei momenti migliori del 2017, ho pianto moltissimo, ma non era tristezza. Le canzoni dei Radiohead sono quelle che (insieme a Beatles, Oasis e Afterhours) hanno attraversato la mia vita da quando ero molto piccola, un po' mi hanno plasmata (ora sapete perché non so vivere) e che mi ricordano le varie fasi della mia esistenza. Ogni album racconta un pezzettino, un cambiamento, un rimpianto o una felicità di quelle così grandi che non si può spiegare, anche se i testi sono carichi di tristezza e la musica intrisa di malinconia, quindi capite bene che dopo 22 ore in cui non bevevo o mi servivo della toilette, a Firenze ho perso un po' il controllo, specialmente su Street Spirit, ma questa è un'altra storia.
Tornando al discorso principale, dopo anni in cui vivevo con delle cuffie bellissime e supermegaiper efficienti, ma che reggevano solo grazie a un misto di colla e silicone (sì, mi ero coricata con le cuffie e le avevo spezzate), mi son decisa a fare un investimento, comprando queste bellezze (no, non me le hanno regalate, ma sentitevi liberi di regalarmi tutto quello che volete, escluse pesche, lattughe e arachidi, che son allergica, ciao), grazie a una congiuntura astrale per cui io avevo soldi e da Mediaworld le vendevano meno che su Amazon. Ovviamente da quando le ho comprate non le tolgo quasi mai, giusto per fare la doccia. La cosa strana è che io non sono mai riuscita a uscire con cose che non fossero auricolari invisibili, quindi l'altro giorno credo di aver compiuto l'incredibile salendo su un bus con queste cuffie super gialle e super belle. Insomma, l'estetica ha prevalso sulla scheda tecnica, per cui da mesi risparmiavo per comprare delle Marshall, ma niente, il fascino del giallo ha avuto il sopravvento. La bellezza di essere scemi è essere così timidi e introversi da poter celebrare un'uscita con delle headphones con un post in cui ho ampiamente divagato. Tuttavia, ho scritto, un passo è stato compiuto verso il minimo sindacale richiesto dal partito degli incostanti come me.

Come ci poniamo: i cd di seconda mano

Stranamente non vi parlerò di telefilm. In realtà ho già un post in testa per narrarvi del mio winter telefilmico che is coming, ma per oggi vi risparmierò, promesso. Visto che non parlo di una delle mie due fissazioni, parlo dell'altra, ovvio. Da qualche mese, avventurandomi meglio nei meandri di Amazon, ho scoperto un simpaticissimo fenomeno, ovvero quello della gente pazza che vende cd praticamente nuovi a pochissimi euro per far felici le ragazze fissate e poverelle come me. Detta in termini meno astrusi, ho scoperto dopo anni di acquisti in cui il rivenditore era il signor Amazon in persona, il mondo degli altri rivenditori. Avete presente quando sotto il prezzo dell'oggetto dei vostri desideri (spesso) c'è scritto "nuovo e usato a partire da..." seguito da un prezzo bellissimo, ma che, ahimè, io non avevo mai notato? ECCO. Qualche mese fa, quando ancora la mia postepay non era vuota, ho colto l'occasione e, felice di questa scoperta, ho quasi completato la discografia dei miei amorevoli Radiohead. Con la modica cifra di nemmeno sei eurI ho comprato tre album. Dove sta l'inganno? Sulla carta questi cd risultano "usati". Non so se la fama del mio account Amazon mi preceda o se ho semplicemente ho avuto fortuna, ma tutti gli album che ho comprato sono praticamente nuovi. Certo, sono appartenuti a non meglio identificati inglesi o tedeschi, ma chissene? Ieri ho addirittura trovato un album dei Travis a 1 centesimo, capite che non potevo lasciarlo lì e l'ho comprato, eh sì. Se le condizioni sono queste, cioè cd in ottimissimimissimissimo stato, tanta resa e poca spesa direi che d'ora in poi, eccezion fatta per le nuove uscite che devo avere subito, gli acquisti musicali si possono fare anche così. Se voi avevate già tratto queste conclusioni, non mi odiate, grazie. Posso fare a meno di scartare la plastica trasparente che avvolge un cd nuovo se questo mi consente di comprarne tre al prezzo di uno, non lo dico per tirchieria, ma ultimamente compravo pochissimi cd per mancanza di risorse monetarie, questo mi sembra un buon compromesso. Adesso, mi chiedo: voi, come vi ponete di fronte ai cd di seconda mano? Siete i puristi del cd nuovo? Vi fa schifo pensare che la gente si sia scaccolata mentre ascoltava The Bends? Fate sapere alla Prugna Pagnoncelli, ho bisogno di opinioni per far un bellissimo grafico a torta.

Musica per combattere l'afa

Ritorno in me, che fare la paranoica dellammerda non mi rappresenta. Ho pensato che sarebbe carino riuscire a raccontarvi della mia estate attraverso degli album (sì, musicali, non quelli Fabriano già squadrati) con cui mi sono letteralmente fissata. Badate bene: non c'è una logica, un collegamento, qualcosa di sensato, semplicemente mi sono messa ad ascoltarli e non ho smesso per quasi tre mesi, tanto che le mie scoperte musicali estive sono state veramente poche. Partiamo.

Per un passato migliore - I Ministri 
In realtà questo benedetto album l'ho cominciato ad ascoltare a fine aprile, appena uscito, con la speranza di vederli al concertone dell'1 maggio. A Roma ci sono andata, ma loro, ahimè, non li ho visti. The same old culo. Ammetto che dei Ministri, prima, conoscevo solo qualche canzone, una decina al massimo, ma quando è uscito questo album, così, a scatola chiusa e senza leggere nemmeno una recensione, ho voluto averlo. Per fortuna, aggiungerei. No, non mi pagano per dirlo e non sono una fangirl di Davide (qui una diapositiva, le ragioni non mancherebbero), semplicemente il disco è un susseguirsi di canzoni bellissime, che hanno descritto il momento che ho vissuto per tutto maggio alla perfezione, per motivazioni diverse, ma sempre quelle giuste. Se seguiste il mio account su lastfm sapreste già che la canzone con cui mi sono stordita di più è Spingere: il ritornello è diventato una specie di mantra. Li amo. Se posso, consiglio tantissimo anche Una Palude (che non è la versione album, però accontentatevi o procuratevi l'album), La nostra buona stella e Le nostre condizioni (entrambe, ancora, in versione non ufficiale, ma il tubo non ha di meglio). Anche io generalmente sono diffidente nei confronti della musica italiana, ma provate, ne vale la pena.

High Violet (Expanded Edition) - The National
Mentre l'album precedente è un'uscita del 2013, qui dobbiamo tornare indietro, fino al 2010. I The National sono un gruppo americano che ascolto solo da un annetto circa, perchè sono una capra e avrei dovuto erudirmi prima. A mio modesto parere High Violet è il loro album più bello. Giugno è passato così, ogni giorno mi fissavo con una canzone e la imparavo fino a farmela uscire dalle orecchie. La voce di Matt, il cantante, è calda, mi ha accompagnato in momenti di profondo sconforto, dovuto ai motivi più di sparati, in primis la crisi da sessione estiva e quella costante sensazione di non farcela. Ma tra una bellissima You were a kindness (che fa parte della versione expanded) e un'altrettanto bellissimissima Vanderlyle Crybaby Geeks (non vi fate intimidire dal titolo, è una delle canzoni più belle del mondo) ho tirato avanti, anche quando la sera piantavo la faccia sul cuscino per piangere come una vera ragazza wasted che non sa che cazzarola fare della propria esistenza. Consigliatissima, perché è un'altra delle canzoni che diventerà fissa nelle playlist delle vostre vite, è Bloodbuzz Ohio.

Humbug - Arctic Monkeys
Torniamo al 2009 perchè questo è un album che per lo più mi accompagna d'estate da allora, a maggior ragione in questa, dopo averli visti in concerto. Probabilmente è il loro album che apprezzo di più, non per motivazioni squisitamente tecnico/musicali (che, comunque, non capirò mai a pieno), ma perché mantiene viva la parte di me che ha ancora 18 anni. Un'altra motivazione che mi spinge a fare una statua a Humbug è una delle canzoni che adoro di più degli AM, ovvero Crying Lightning. Ovviamente non è l'unica, nella playlist delle vostre vite aggiungetevi anche Cornerstone. Altre canzoni che dovete assolutamente conoscere sono Pretty Visitors, My Propeller e Secret Door. Non mi dilungo più di tanto, do per scontato che chi mi legge conosca già questo album, lo ami e lo abbia tatuato sul cervello.

Amok - Atoms for Peace
Ritorniamo nel 2013. Se mi leggete già da un po' sapete della mia ossessione per Thom Yorke, quindi dovevate aspettarvi che l'album del suo progetto parallelo fosse qui. Non piace a tutti, molte persone che conosco, anche a chi i Radiohead piacciono, dicono che sia un po' insipido, io dico sticazzi. Che gli puoi dire a canzoni come Before your very eyes? Niente, perchè è bella così e non sarebbe bella in altri modi. Questo album mi ha aiutata a sopperire alle mancanze di nuovo materiale radioheadesco. Sono stata male per non essere riuscita a vedere il loro concerto a Roma, visto che fino a due giorni prima ero lì, ma amen, non si può far tutto. Consigli per gli acquisti: Ingenue (con video ufficiale in cui c'è Thom fighetto con una vile fellona che lo tocca ballando), Default e Judge, Jury and Executioner.

Kind of Blue - Miles Davis
Non servivo di certo io a dire che questo è uno degli album più belli che siano mai stati registrati, se non lo sapevate già è un male e dovete subito rifarvi, qui potete ascoltarlo tutto, in qualità piuttosto decente. Sì, sono una persona buona e ho pietà di quelli di voi che non conoscevano Kind of Blue. Ora la vostra vita può veramente iniziare. Che c'azzecca un disco del 1959 con la mia estate 2013? Tutto e niente. E' dalla scorsa estate che ho cominciato ad approfondire la mia relazione con Miles Davis, cioè, lo ascoltavo anche prima, da piccola mio nonno (una delle poche persone più ossessionate di me dalla musica) mi ha fatto ascoltare di tutto, a otto anni mi ha regalato i suoi cd dei The Cure, e quando rompevo i coglioni metteva su Miles Davis, John Coltrane, Ella Fitzgerald e via così, ma per me era solo la musica "della quiete", non l'avevo mai compresa a fondo. Dall'anno scorso ne sono affascinata, ne ho bisogno. A luglio il mio cuore era di Kind of blue. Non ricordo le parole, i discorsi fatti, ricordo il sole che mi scotta le spalle e Miles Davis che suona.

Where you stand - Travis
Ultimo, ma non meno importante, è il nuovo album dei miei amatissimi Travis. E' uscito da qualche giorno, ma l'ho già ascoltato un numero illegale di volte e mi piace. Ho atteso anni questo ritorno, ho ascoltato l'album da solista di Fran (il cantante), ma finalmente eccoli, con un album bellissimo e degno dei precedenti. Amore a primo ascolto per Moving, che è il secondo singolo estratto. E' stato e continua ad essere la colonna sonora di queste ultime briciole estive, credo che mi accompagnerà per tutto l'autunno e inverno, perchè i Travis son giusti in tutte le condizioni climatiche. Dovete ascoltarlo tutto (e amarlo), ma in particolare Another Guy (triste, ok, ma bella), A different room e The big screen.

In realtà ne avrei altri tre-quattro, ma ho pietà di quelli che sono riusciuti a leggere tutto il post senza sfancularmi. Grazie. Adesso sapete tutto della mia estate e potete commentare con uno sticazzi luminoso, però dai, ammettetelo, è meglio di un album di facebook intitolato con nomi coglioni improbabili con riferimenti più o meno velati alla movida estiva. Mi sto autoconvincendo, sì. Voi con cosa distruggete i vostri timpani quando fa caldo? Ricordatevi che Gigi D'Alessio non è una risposta legale.

Semi-vacanze romane

Ebbene sì. Silenziosamente da qualche settimana sapevo che avrei avuto una breve-intensa-meritata mini vacanza romana. I dettagli ve li risparmio, ma vi basti sapere che tutto inizia con 7 e mezzo di treno, aggravate da un consistente ritardo del treno/carro bestiame from Terronia con conseguente corsa fino all'Ippodromo delle Capannelle per "l'evento rock dell'estate" (cit. Vivo Concerti - sì, che merda di slogan) ovvero il concerto di Miles Kane, dei The Vaccines e soprattutto dei miei adorati Arctic Monkeys. Non ero sola, ero con la mia best friend ragazzatangente, grazie alla quale non abbiamo dormito alla stazione Termini ogni notte. Dopo varie vicissitudini siamo arrivate a Capannelle, affrontato una fila non disumana e scorrevole, insomma, stranamente culo a profusione. Il posto era parecchio bello e, ad onor del vero, organizzato abbastanza bene (no, non mi pagano per dirlo e non mi regalano i biglietti, cazzommerda). Qualcuno ha lamentato l'assenza di maxi schermi e cose affini, ma, personalmente, non ci ho nemmeno fatto caso, specialmente perché a tutti concerti a cui ho assistito non ne ho mai visti, e quindi sticazzi. BTW, per punti vi narrerò la sera del 10 luglio:

  • Ciao, siamo davanti: Per cause non ancora spiegate dalla scienza, nonostante il nostro arrivo nel momento dell'apertura dei cancelli, ci siamo ritrovate davanti, quasi sotto al palco. La nostra collocazione è stata laterale, attaccata alle transenne che delimitano il perimetro, di fronte a sicurezza e soccorsi, ovviamente questo sogno è durato solo per tutta la durata della performance di Miles Kane e mezza dei The Vaccines, poi una ha deciso di venire a crepare vomitando dove mi trovavo io e mi son dovuta spostare un po'.
  • La signora che sputa taralli: Ho visto vari genitori ai concerti a cui ho assistito, ma lei merita il Golden Globe, l'Oscar, il Nobel del genitore da concerto. La signora, che mentre parlava con me e ragazzatangente sputtacchiava taralli, ci ha raccontato di aver accompagnato i figli di 16 e 18 anni a ben sei concerti nel giro di un anno, ma non semplicemente fuori, lei entra con loro. I figli stavano in mezzo al casino, lei si era messa vicina, dove erano più o meno visibili per sapere che facevano. Madri cagacazzi.

  • Alex Turner ciaone.
    • Anvedi Miles Kane! Mi piaceva già prima, ma dopo il suo live ho capito che è un tipetto niente male e che dal vivo "spacca". Non sarà un innovatore, però coinvolge il pubblico, è iperattivo e simpatico. Su Come Closer ha fatto cantare anche i muri. Il mondo dice che è brutto, io dico che è figo, le solite cose.
    • The Vaccines bagnati, The Vaccines fortunati: Giustamente dopo qualche loro canzone ha cominciato a piovere e ho dovuto mettere il k-way diventando più brutta del solito, però che fomento che sono sti ragazzi. Son quasi due anni che li amo profondamente e vederli è stata una soddisfazione. Sono stati oltre le mie aspettative e sulle note di All in white, già quasi senza voce, stavo per piangere dall'emozione. Che bimbaminkia, I know. 
    • Ehi, Arctic Monkeys, vi bramavo dal 2007: Era il lontano 2007 quando quello che mi piaceva al liceo me li fece ascoltare e amare, poi lui si è sfanculato per ragioni che non ricordo, loro invece sono rimasti, sono cresciuti e si sono fatti amare. E' stato uno dei concerti più belli di sempre, hanno fatto sia pezzi più "antichi", pezzi che hanno costellato la mia vita da liceale sfigata, sia i pezzi più nuovi di Suck it and See fino al nuovo singolo (che io amo follemente) Do I wanna know. Il momento più bello, per me, è stata l'esecuzione di Crying Lightning, sia perché è uno dei miei pezzi preferiti, sia perchè boh, Alex Turner era a qualche metro da me e son ritornata una diciassettenne cogliona.
    Per il resto abbiamo trascorso altre due giornate a Roma visitando i Musei Vaticani, San Pietro, Villa Borghese (dove abbiamo essenzialmente mangiato ammirando le anatre del laghetto con culo all'aria e scommesso quanto ci avrebbero messo le coppiette in barca ad affogarsi), Trastevere by night e comprato qualche cianfrusaglia in Via del Corso, per poi, inevitabilmente, finire dentro la Feltrinelli dove Giulia mi ha convinta a comprare, finalmente Hail to the Thief a 5€, con solo 10 anni di ritardo. La terza, l'abbiamo praticamente trascorsa dentro Termini aspettando il treno quasi fino alle 17, comprando libri e facendo spese formato famiglia alla Conand del piano inferiore, emozioni forti. E nulla, mi son divertita tantissimo, come ogni concerto mi sento sempre un po' più nuova dopo, è come se un altro pezzetto di me andasse a posto, questa volta ne avevo proprio bisogno, ero stanca e bisognosa di qualcosa di bello, finalmente. Ovviamente il viaggio del ritorno si è concluso inaspettatamente (nessuna roba strana, tranquilli), ma dedicherò un post a parte per quello, spero di prepararlo prima di ripartire per le vacanze, sempre mini, al mare (eh sì, tocca, lo so, assurdo da parte mia) con i miei amici. Dai, speriamo, la speranza è l'ultima a morire, di solito.

    12000 parole

    Mi devo impegnare. Vedere il mio blog alla deriva del nulla mi fa star male. Sì, basta così poco. Salve, sono Giorgia e non so mantenere un impegno neanche con me stessa. I livelli di benessere o di malessere della mia esistenza sono cose con cui cerco di discolparmi, per cui stavolta dirò solo che essendo quasi tutti i giorni in università mi scazzava parecchio scrivere. Moltissimo. E' che ho capito che se è un periodo di merda, scriverne, mi fa pensare a tutti i dettagli in maniera minuziosa, quindi NO. Se il periodo è bello, beh, che devo scrivere? Insomma, secondo questa logica acazzo, non dovrei scrivere mai. Molti di voi sarebbero felicissimi di ciò, la scrittrice fallita che vive nella mia testa un po' meno. Detto ciò, hey oh let's go, e inventiamoci qualcosa che m'impegni almeno una volta la settimana. Una sorta di rubrica dei poveri. Visto che vi ammorbo dicendo che sono tutta musica-libri-film/telefilm, questa volta, ve lo dimostrerò. Pensavo (ODDIO) che magari in un giorno random della settimana potrei scrivere (consigliare mi pare troppo, io scrivo, poi fate quel che vi pare) di tre cose: un album (non di questi, intendo un cd, un lp, come menghia volete chiamarlo), un libro e o un film o un telefilm. Quindi, presto, preparatevi. Magari con la scusa dell'impegno potrei scrivere con più costanza, illudiamoci. Spero di non diludervi. Per altro? Niente, la pru-life è sempre la stessa da un po', seguo una materia in cui seguono solo altre due persone e sono molto felice, ovviamente solo perchè c'azzecca poco con giurisprummerda ed è insegnata dal mio ex prof di informatica che è un ingegnere, insomma Pasqua. Il mio programma di studio è fermo da quando ho fatto esami, studio poco e male, cosa non molto producente, soprattutto a fronte di eventuali ricatti nei confronti dei miei se vorrò muovere il muso da casa mia per un po' in estate. Io auspico a tre esami, al solito ne farò solo uno ("l'ottimismo è il profumo delle ascelle" cit. andre30111), ma io auspico. Le feste sono trascorse tranquillamente, con poche uova di Pasqua e molta influenza, la solita fortunella. La mia vita sentimentale va a gonfie vele, soprattutto da quando mi sono fidanzata con Thom Yorke, siamo una coppia molto affiatata, lui ha l'occhio per le tipe giuste, sì, l'occhio pigro.
    E il resto? Eh boh. Ho un progetto, molto molto molto segreto, robe che se dovesse andare in porto (MA FIGURATE!) potrebbe cambiare, sicuramente, i miei prossimi 2-3 anni, ma sono sfigata e rassegnata al fatto che una cosa del genere non capiterà a me. Dopo che avrò concluso il progetto - tecnicamente - potrei anche parlarvene, a patto che non lo diciate ai miei, che forse mi diserederebbero, ma pazienza. Ci separano 12000 parole però, insomma, ho poco tempo e tante parole da dire, prima. Vedremo. Vi terrò aggiornati. Adesso vado a godermi la giornata di festa, non si sa mai che domani me ne spunti con un post di consigli inutili.

    Ossessioni vs fotteseghismo

     Sì, ciao, buon anno e figli maschi. Ok, mi sa che non era proprio così. Salve, è 2013, me ne sono accorta perchè si è aggiornata la data sul display del mio cellulare e perchè ho potuto finalmente inaugurare la moleskine color prugna slavata (dopo molti giri in lavatrice) del 2013, che avevo comprato la notte in cui sono tornata dal concerto dei Radiohead, giusto perchè volevo che mi ricordasse quanto sono idiota. Niente feste alcoliche o in discoteca a rimpiangere di essere nata, nessun piano speciale, nessun cambiamento significativo come la decisione di diventare ambidestra o amenità simili; in definitiva, lo dico serenamente, non feci una beata minchia (cioè, se non contiamo la cioccolata calda). Comunque non vi sto tediando per raccontarvi, di nuovo, di quanto io sia una sfigata, o meglio, non proprio. Oggi vorrei parlarvi di quanto male funzioni il mio cervello. Lo so, sembra una spiegazione superflua, l'avevate capito tutti, ma non vi sto per fare un trattato di psichiatria, bensì vi parlerò di come io vada avanti a ossessioni vs fotteseghismo. Per quelli che si sono persi le puntate precedenti la corrente filosofica (o forse è una dottrina?) del fotteseghismo è il pensiero per cui io me ne fotto di una cosa/persona, ma non nel modo canonico, praticamente me ne disinteresso per sempre e per davvero (non come fa il 90% della gente che dice di non pensare al proprio ecs, cioè io son seria). Ultimamente le mie fissazioni sono poche, ma sono tutte belle radicate che nemmeno gli alberi secolari del lungomare della mia monnezza-town. Comincerei col parlarvi del reparto tecnocazziemazzi. Sarà perchè ho un cellulare che ormai sta morendo, che mi dice d'avere troppe applicazioni aperte (pur non ne avendone nessuna installata...), sarà che tutti si sentono un po' il padre di Gesù in terra con i propri telefoni, ho deciso che non volevo essere da meno. Il momento era propizio perchè avevo pecunia da parte, così decisi che avrei comprato lui. L'amore della mia cyber-vita da sfigata. Ovviamente, (e qui sottolineo con un evidenziatore giallo ovviamente) nel momento in cui ho deciso che sarebbe stato lui, il mondo ha deciso che non poteva rimanere in commercio un secondo di più, così ho dovuto sudare sangue e tediare il mondo, ma alla fine ne ho trovato uno. Cioè uno. Hanno chiuso negozi, hanno detto minchiate, lo hanno messo a prezzi/reni online, tutto perchè volevo cambiare il mio telefono. Sono sicura che sotto ci sia un complotto della Nokia, di cui ero la cliente più affezionata da eoni. Domani, spero, di averlo tra le mie mani, accendete un cero, son sicura che ci sarà una tromba d'aria sul negozio o cose così. Seconda fissazione, che porto avanti dall'estate, è quella delle headphones più grandi del mondo. Qui sto tergiversando perchè mi chiedo se le userei davvero al di fuori della mia casetta in Canadà. Dopo mesi di ricerche, ho capito che BOH, ma che nel caso vorrei queste qui. Probabilmente in bianco fanno tanto fighetta che non sarò mai, ma nere sono meno carine, so anche che forse ce ne sono di meglio in giro, però sono cretina e penso che, se devo portarmi addosso 2 kg di cuffie, devono piacermi moltissimo esteticamente, ecco. Praticamente a giorni alterni controllo che Amazon non alzi il prezzo, e ogni volta che vado al Mediaworld e le vedo mi lamento da sola del fatto che siano più beige di quanto non sembrino in foto. , come le vecchiette che ordinano da Postalmarket e poi si lamentano perchè il vestito non è come sembrava in foto. Potrei parlarvi anche del fatto che gioco quasi sempre a Ruzzle, ma in realtà non è vero, è stata un'ossessione di due giorni, poi son rinsavita. Per il reparto musicale ho fatto questa playlist per farvi capire quali siano le canzoni che ho in testa perennemente in questi giorni, non c'azzeccano niente l'una con l'altra, ma non ho mai affermato che ci sarebbero stati nessi logici (nè nella playlist, nè altrove). Per quanto riguarda le cose inutili e che, pur ragionandoci ere, veramente non mi servono, ci sono questi Super o questi occhiali di Marc Jacobs (nonostante io ami follemente i miei wayfarer neri che mi son autoregalata secoli fa), le dr. Martens bordeaux (così mia madre mi manderà definitivamente in qualche risaia sperduta a lavorare), o questo portafoglio di Ted Baker che non comprerò mai. Ora però passiamo al lato del fotteseghismo. Questo aspetto per ora riguarda per lo più persone di cui ho parlato qualche post fa, assegnando gli ambiti Sticazzi Awards, quelle che proprio ci penso e mi rispondo da sola che fottesega is DA way. Fottesega anche al continuo controllare le mail, perchè ho capito che non mi arriverà mai una dichiarazione d'amore da parte di uno sceicco, e, probabilmente, nemmeno da uno scecco. Lo stesso ragionamento fatto per le mail vale per whatsapp, noto stumento demoniaco, che sto cercando di adoperare il meno possibile, solo per non controllare l'ultimo fottuto accesso di icudsrbciejmorsfkrerhu. Che peccato che abbia picchiato la testa sulla tastiera invece di scrivere di cosa parlavo. In conclusione (che due coglioni di post, lungo più del discorso di Giorgio) quello che mi preme specificare è che tra queste due fasi per me non c'è niente. Nada, nisba, tabula rasa, Mufasa. Per esempio, dovrei studiare, ma vuoi che me ne importi dei contratti e dell'epigrafia giuridica? Ho cose più minchione a cui pensare, per favore, libri di giurisprummmerda, andate via.

    Due stronzi semiseri ed ammorbati

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    Un giorno di ottobre andre30111 e Prugna incontrano un'afta per caso, poi finita un'afta Andrea incontra l'herpes e così... Ok, no, è una merda. Volevo fare una sorta di new edizione demente della sigla di Kiss me Licia. Ciao, sono Giorgia e sono un'incapace, ma, escluso questo, oggi volevo rendermi utile e portare la luce nelle vostre tenebrose giornate semi-invernali. Dalle menti di fratelloHerpes (il suddetto Andrea) e da quella di sorellaAfta (cioè me medesima) è nata una collaborazione (LA collaborazione, cioè Tom&Jerry son due dilettanti) degna di essere resa nota al pubblico del grande schermo dei 15 pollici del vostro computer. Il progetto di cui vi parlo è questo: sorellaAfta&fratelloHerpes. No, non è un progetto di educazione sessuale su come evitare l'herpes e nemmeno uno spazio in cui vi consigliamo come combattere le stomatiti, è un fantasticostramegafigocool spazio dove condividere con voi, praline di cocco adorate e stalker aficionados, la nostra musica, non nel senso che siamo artisti musicisti &co., semplicemente la musica che ci passa per la testa, quella che ci sta devastando i neuroni e ci aiuta/affossa nei momenti in cui la luce più viva è quella spenta o quella che ci illumina stile sole ad agosto prima di una simpatica insolazione. Non siamo proprio mainstream, però dai, nemmeno hipster. Siamo per l'appunto "due stronzi semiseri ed ammorbati che hanno la musica come passione". Per cui adesso, prendete il vostro mouse, cliccate qua e vivete felicemente. Ovviamente se non avete tumblr dovete farlo anche solo per seguire noi menti del male, mi pare scontato. Ricordate: vota e fai votare (ma dove?) sorellaAfta&fratelloHerpes

    I'm not here, this isn't happening.



    Ehi, mica è passato un secolo e mezzo da quando ho scritto, mica ho risalito le vette della felicità e poi son caduta giù per essere calpestata da una mandria di gnu che facevano la maratona di Boston (???). Salve, sono Giorgia e quello accanto a tutte queste idiozie è Thom Yorke, l'uomo che alberga i miei sogni, le mie fantasie, le mie braccia e le robe che mi scrivo addosso. Alla fine, dopo non poche difficoltà, son giunta in Toscana e ho visto il concerto dei Radiohead. Gaudio. Arrivo con milioni di giorni di ritardo visto che il giorno dopo essere tornata è arrivata in patria anche la febbre che grazie al cielo si è mantenuta sul 39°-40° per circa dieci giorni, con somma gioia della sottoscritta che ci capiva meno del solito e che avrebbe  avuto esami. Sì, avevo un esame ma visto lo stato pietoso e l'ignoranza sono entrata in crisi esistenziale e non ci sono andata, adesso ne ho un altro a giorni ma mi sto sforzando più che posso per non cannarlo, anche perchè poi sarebbero i miei a cannarmi, nel senso che verrei trafitta da un esercito di panda con le loro canne di bambù (viva il nonsense). Torniamo a noi, torniamo ai ricordi felici. Ho affrontato il mio primo viaggio in solitaria e devo dire che son stata brava, prevedevo già "pianti e alti lai" (citazione colta, ogni tanto) ma niente di tutto ciò è accaduto, anzi, se non fosse stato per un ritardo di Ryanair,che ha fatto imbarcare noi povere bestiole 50 anni dopo l'atterraggio, avrei potuto prendere benissimo il treno che da Pisa mi ha portato a Siena (cioè uno dei treni, erano tre in tutto) con un'ora d'anticipo, ma pazienza. A Siena per fortuna ho usufruito del servizio di babysitteraggio made in RockoBarons (adesso noto alla autorità come Mezzanotte) che mi ha su/opportata finchè non ho preso il mio jet privato per il ritorno.


    Visto che la follia era insita in tutta questa situazione abbiamo ben pensato di partire alla volta del Parco delle Cascine (a Firenze) un po' presto, per quanto presto possa esser presto le 21,30 del giorno prima del concerto, quindi, armati di buona volontà, e probabilmente di un po' di demenza, ci siam piazzati in notturna, trascorrendo una piacevole nottata con le zanzare che sorvolavano allegramente l'Arno e con Marione, un mito d'uomo che ha la foto con Freddie Mercury, per cui non si discute. In tutto ciò vorrei chiarire che, ovviamente, i pazzi che avevano avuto questa pensata eravamo solo noi, infatti fino al mattino, intorno alle 7 passate, non s'era ancora visto nessuno. La giornata è stata devastante fisicamente, ma il concerto ha ripagato l'attesa, abbondantissimamente. La setlist non mi ha delusa, anzi, hanno fatto alcune di quelle canzoni che se avessi avuto un po' meno di vergogna avrei pianto come una cretina (quindi rivelandomi per come sono realmente) e in più alcune canzoni del nuovo album le ho rivalutate perchè dal vivo sono stupende, per dirla come i giovani: "SPACCANO". Ovviamente per la prima settimana post concerto ho sofferto per quello strano stato di incredulità; praticamente non mi capacitavo di essere stata ad un passo da uno dei miei idoli e di aver visto un concerto così bello (ecco, ora sapete il perchè della citazione nel titolo). Ho fatto un milione di foto che vi risparmierò e quasi tutti i video, chiaramente a quasi metà di una delle canzoni che amo di più, cioè There There, son morte le batterie e il video è mozzato, se lo volete vedere è qui, io non sapevo stare ferma, ogni tanto affondavo e youtube l'ha "corretto" a modo suo e quindi è peggio dell'originale, in compenso ho caricato Karma Police, uno dei momenti più emozionanti del concerto, secondo me. Il palco era enorme e stupendo, c'era tantissimissima gente e l'atmosfera che si è creata è stata incredibilmente bella, insomma, le cose belle, qualche volta, succedono anche alla sottoscritta sfigata capo! Domani farò la reporter dei poveri visto che un pezzo di Firenze verrà qui (parlo di Matteo Renzi) per far campagna elettorale in vista delle primarie del PD, e io, armata di moleskine, andrò ad ascoltarlo, vedremo un po' insomma. Vi lascio con il video che per ora sto consumando di più... Ovviamente del concerto.



    Do you remember the very first time in September?

    Do you remember the very first time in September?
    Love was changing the minds of pretenders
    While chasing the clouds away 
    Our hearts were ringing
    In the key that our souls were singing
    As we danced in the night
    Remember how the stars stole the night away 
     Così cantavano i celebri (?) Earth Wind and Fire, e io, memore di un episodio di American Dad (alte citazioni culturali), ve la ripropongo per aprire un post che nasce dal nulla e che quindi potete mettere sotto la categoria "acazzodicane". E' il nono mese dell'anno, tutti i figli dei veglioni vedranno la luce, i bambini torneranno a scuola, gli esami crolleranno come macigni sulle teste degli universitari nullafacenti per un'estate e cominceranno tutti i programmi e i telefilm del mondo; dall'altro lato è il mese in cui l'estate finisce sulla carta, la gente non esce a tutte le ore della notte per infilarsi nei lidi a fare finta di divertirsi, ed è il momento in cui tutti fanno buoni propositi, meno impegnativi di quelli che di solito si riservano a gennaio, ma che buoni propositi rimangono. Ovviamente essendo altamente anormale per me non è niente di tutto ciò. Sin da bambina ho sempre mostrato tendenze masochiste che mi portavano ad amare il ritorno a scuola e stabilire una routine meno incasinata rispetto a quella estiva. Mentre ero in vacanza ad Altrove, dove ho casa al mare, ricordo principalmente i giri nei centri commerciali a cercare tutto il materiale scolastico e quasi ci rimanevo secca dall'emozione quando compravo il diario e i colori a matita nuovi. Ora capite tante cose, lo so. Adesso mi dispero perchè i primi giorni di ottobre riservano sorpresine chiamate esami, per cui, detto tra noi, non mi sto ammazzando. Certo, ho il concerto dei Radiohead e un giorno da turista in Toscana,
    http://dreamsinmyfingertips.tumblr.com/
     ci son giorni di festa patronale cittadina e ci son i postumi di un'estate andata bene più o meno, però rimane il trauma del "ritorno". Per me il vecchio autunno/inverno è stato unammmerda, passato in solitudine a farmi un milione di seghe mentali e a deprimermi un po', quindi capirete che c'ho un po' d'ansia a rituffarmi a pesce (o a prugna?) verso l'ignoto. La cosa positiva è che non morirò di caldo, che se Zeus vorrà prenderò la patente e poi non lo so, lo scopriremo solo vivendo. Sul punto della patente son molto dubbiosa però, praticamente Pingu ubriaco guida meglio di me, ho seri problemi con lo sterzo, ho abbracciato un semaforo e un palo della luce con il muso della macchina, ma posso farcelAHAHAH. Tralasciando la mia goffaggine cronica, quello che vorrei che si capisse è che sto cambiando, l'anno scorso non vedevo l'ora di ritornare ai ritmi precedenti, adesso invece preferirei vivere svaccata sul divano come ho fatto a luglio, magari guardando Wimbledon, ecco, sì, l'apoteosi (della sfigataggine). Seriamente parlando ho fatto più cose tra luglio e agosto che tutto l'inverno, esclusa l'esperienza mistica a Roma per il concerto di Noel Gallagher. Ho visto gli Afterhours, cosa che sognavo da solo 7 anni, e il giorno dopo Caparezza, cioè, non capiterà più, come non so se mai rivedrò qualcosa di lontanamente paragonabile all'amore - con l'occhio pigro - della mia vita, anche detto Thom Yorke. Gratis e a Firenze. Capite perchè non voglio colare tra le fughe di una routine? Dopo questa parentesi deprimente consoliamoci col fatto che a) ricomincia Dexter e io perderò la dignità e lo vedrò in inglese perchè me ne sbatacchio dei sub b) esce il nuovo album dei The Killers che ho pre-ordinato su Amazon come le peggio fangirl dei bar di Caracas c) mi leverò dai maroni due esami minchioni. Insomma, per campare si deve andare avanti seguendo la filosofia dei pro e dei contro, senza non se ne esce fuori, soprattutto per chi ha una testa incasinata come la mia. Addieu.

    Sproloqui musicalmente concertiferi


    Quando parto la mia preoccupazione principale è quella di riempire l'ipod e se ho tempo di fare un ricambio generazionale di canzoni anche nell'altro lettore mp3 che mi porto dietro nell'ipotesi del "non si sa mai". Questa volta (son stata via 8 giorni) mi son dimenticata, o meglio, ho rimandato fino alle 3 del mattino del giorno della partenza e praticamente mi son addormentata sulla tastiera; ciò mi ha portato a riscoprire miliardi di canzoni che nell'ipod appena capitano cambio subito. Non so se è una cosa normale, ma il 90% delle canzoni che carico sono canzoni che non ascolto mai. Poi c'è quel 10% che potrebbe benissimo essere integrato in una playlist stile "canzoni che sanno a memoria anche le cuffiette". Ok, non ve ne frega uno straghezz, ma era per farvi sapere che "ehi ciao, sono viva" e sono anche piuttosto di buon umore in questi giorni. Sarà che ho speso poco e comprato tanto, il che rende sempre happyshallllalllà, sarà che poi alla fine prima di partire ho comprato il biglietto per i Radiohead a Firenze, sarà che l'11 e il 12 ci son prima Afterhours e poi Caparezza, sarà che ormai vivo di queste cose, boh. Se ci penso l'ultimo anno è stato un rincorrere e pianificare partenze e concerti, date da aspettare, fare il proprio lavoro (ciao, non lavoro, studio però sì, dai, avete capito) solo pensando alla ricompensa. Sicuramente in me c'è una grande componente di demenza, non l'ho mai negato e mai lo farò, ma tutto quello che ha a che fare con la musica mi fa star bene, mi fa riprendere tutti i pezzi di questa vita da prugna in frantumi per andare avanti e sentirmi meglio. Vedete, ci son le ragazze normali che si cercano un moroso e io che cerco concerti, son cretina o nonsonemmenoiocosa. Come dicevo l'altro giorno ad un mio amico, nessuno mi vedrà mai tanto me stessa quanto ad un concerto... Ovviamente non intendevo sudata, con i capelli demmmerda e senza dignità, l'avevate capito, sì? 

    Il ritorno degli assassini

    Ci sono momenti in cui la tv trash e gli stacchetti delle veline tornano utili: nel 2004 annoiata davanti al televisore mentre cenavo Striscia la Notizia mi fece uno dei favori più grandi della mia esistenza. Arriviamo al punto che non è altro un modo lungo e laborioso per dirvi che per uno stacchetto usarono "Somebody told me" dei The Killers, band che da quel momento ho venerato e seguito sempre. Loro sono probabilmente tra le mie band viventi preferite, ho amato anche Day and Age, quindi proprio una vera fan che manda giù le loro cose fatte in un momento tamarro. Ok, non sono mai stata ad un loro live perchè sono sempre state date un po' ostiche per me, e anche questa volta a Verona non li vedrò. Spero in una data romana prima o poi. Sperem. Comunque vi tedio anche oggi perchè, finalmente, dopo 4 anni di pseudo-silenzio (bisogna pur sempre tener conto dei progetti da solisti e dei singoli a Natale), si sono risvegliati dal torpore e hanno finalmente lanciato il loro nuovo singolo "Runaways" presentandolo da quell'uomo poco amabile chiamato Zane Lowe, dopo il lancio del nuovo, e figo, singolo dei Bloc Party. Ovviamente la canzone già girava su tumblr dalla mattina e come di consueto non ho saputo aspettare. Quindi mi son messa a cercare e addio dignità.

    (Ciao Andrew Garfield, poi ti dedicherò un post) Nonostante non fossi pronta mi son messa all'ascolto e ho passato 4 minuti di shock perchè non avevo capito niente (oh che novità), ma non nel senso classico della mia demenza, non capivo se mi piaceva, se mi faceva schifo o se semplicemente l'avevo ascoltata. Ascolto numero due: estasi mistica e penso "cazzarola son tornati e non fa piangere quanto Human, sono una scema felice". Al quarantesimo ascolto ho perso la dignità e mi son messa a cantare con smorfie che non vorreste scoprire mai. In definitiva mi piace, scorgo un ritorno agli antichi fasti e ne sono lieta, perchè un D&A due non lo avrei retto. Insomma ascoltatelo, compratelo, preordinate Battle Born su amazon come farò io non appena rinfresco la postepay e diffondete il verbo.Ovviamente se poi volete moltiplicarvi fate pure, l'importante è che passi il messaggio fondamentale, cioè che amo questa canzone e che mi piace.

    L'esame, l'allergia e gli Afterhours


    Finalmente posso scrivere senza sentirmi completamente una merdaccia nullafacente. Il famoso esame che avevo rimandato di due settimane, che mi tediava da oltre un anno e compagnia bella (istituzioni di diritto privato romano) è andato, piuttosto bene direi visto che è il mio secondo 30 nella storia accademica di miss me stessa. L'esame è stato ieri e nonostante non avessi dormito e fossi stanca morta ieri pomeriggio mi son recata alla posta da sola, tutta preoccupata perchè avevo anche soldi non miei, e ho caricato la postepay. Vi chiederete cosa diamine possa fregarvene, ma siate fiduciosi, perchè questa è la storia della mia sfiga odierna. Premetto che l'11 agosto a Messina, ad un passo di mare da me, ci saranno gli Aftehours in concerto e io amo Manuel Agnelli e soci, ergo ho convinto qualche amica e amico e ieri ho appunto rifornito la postepay perchè oggi era il Messina day, ovvero ho accompagnato madre in ospedale per una terapia e io mi sono messa alla disperata ricerca di rivenditori, visto che sti biglietti non ci sono su ticketone (su cui per altro ho un buono di 100 euro grazie ad un concorso vodafone) ma solo su boxol che però non spedisce un ghezz. Insomma, ieri mi son messa a letto tutta happy sciallalà, metto la sveglia e buonanotte. La sfiga. Alle 3,30 am ovviamente mi sveglio in preda al dolore causato da un'allergia random che mi aveva fatto gonfiare la palpebra costringendomi a tenere l'occhio chiuso. Lammmmerda. Stamattina la situazione, nonostante tutte le medicine ecc ecc, non era migliorata quindi armata di occhiali da sole ho girato per una Messina nuvolosa dove su tre rivenditori uno era in culo all'universo (notare la finezza), l'altro aveva la stampante fuori uso e uno non accettava la postepay. Che problema c'è direte voi, si ritira no? Bene, dopo tre banche senza disponibilità avevo meditato di gettarmi nelle acque dello stretto, fortunatamente al quarto sportello ho recuperato la pecunia e ho comprato i tickets. La mia dieta mi ha impedito di entrare in tutti i vari panifici e di finire tutte le focacce del mondo, per cui il digiuno, il caldo e lo sclero hanno contribuito generosamente a farmi crollare come una pera cotta sul letto per tutto il pomeriggio. Insomma, sono una persona che alle 19 ha detto ''buongiorno'' eh. Tornando a noi, sono molto contenta di essere riuscita a prendere i biglietti per gli Afterhours, per due anni di fila o a Cosenza o a Catania non li ho visti per ragioni diverse ed ero alquanto  scazzata, ma finalmente ci son riuscita, e il fatto che io abbia sclerato da sola per due giorni per averli mi fa sentire proud of me. Sì, la demenza, sì. Il nuovo album "Padania" (no, non è l'inno di Bossi, anzi, è l'opposto, detto finemente è una presa per il culo) mi piace, per certi versi più del precedente, anche se a I milanesi ammazzano il sabato ho legato ricordi che ovviamente non posso associare già alle nuove canzoni, anche se "Giù nei tuoi occhi", "Padania", "Metamorfosi", "La tempesta è in arrivo" e "La terra promessa si scioglie di colpo" mi hanno già preso parecchio, le canto perennemente e ricordo perfettamente i testi, sicuramente meglio di quanto non sappia la materia per l'ultimo esame della sessione. Insomma spero bene, benissimo, e sono contenta anche se ho un occhio chiuso da una giornata e la faccia simile alla sua. Si vede che ho dato un esame e comprato un biglietto concertifero. 

    Rimedi musicali

    Era una tranquilla sera di maggio, Giorgia se ne stava a casa a rotolarsi sul letto dolorante e depressa perchè i dolori molesti le avevano precluso una cena al ristorante cinese con gli amici. Preso l'ipod e messe le cuffiette (rispettando scrupolosamente il ruolo di quella di destra e di quella di sinistra) i pensieri assurdi dell'ultimo periodo presero una forma strana, una forma detta anche: "e se sta cosa la sistemassi per farne un post sul blog?". Ecco, questa è la storia del perchè sono qui, nuovamente sui vostri schermi per ammorbarvi. Il periodo è quello che è, la mia testa è quella che è, e il mondo è purtroppo sempre quello che è, insomma tutte ottime premesse per riempire il proprio lettore mp3 (ok, nel mio caso due perchè lo spazio dell'ipod non mi basta e carico anche il mio vecchio samsung s3 ROSA, sì, me lo regalarono. A me. Rosa. Vabbbbè  torniamo a noi...) ed evadere, seppur cerebralmente, dalla realtà e dalle proprie teste. Forse è proprio questo periodo. Ogni anno verso fine maggio (ne ho la certezza perchè è il periodo subito prima dell'inizio del Roland Garros) il mio cervello comincia a popolarsi di strane idee, anzi, direi più idee malsane da ricovero, ma non farò l'errore di spiacciacarvele qui, farò la persona matura e cercherò di tenerle per me finchè realtà non ci separi (io mi son già giocata svariati patrimoni inesistenti sul mio crollo la prossima settimana, per puntare anche voi fatevi vivi presso Osvaldo il neurone pr, via del Tormento, Testa di Giorgia, Calabrifornia, Italia). Dopo una divagazione di sei mesi arriviamo al dunque: l'evasione. Non vi parlerò di come nascondere limette nelle torte, di cucchiai per scavare tunnel o altri segreti di Alcatraz o Guantanamo, vi parlerò del sempre utile rimedio musicale. L'unica cosa che è riuscita veramente a curare (o comunque dare un prezioso contributo) certe ferite, a far passare alcuni momenti, a far fermare le lacrime al momento giusto è proprio la musica, di qualsiasi genere, di chiunque, dovunque e in qualsiasi momento. Non m'interessa se state meglio canticchiando "le domeniche d'agosto quanta neve che cadrà" (anche se forse io se fossi in voi qualche domanda me la farei...), la cosa che conta è sentirsi meglio, ritrovarsi in una canzone, in un motivetto, ritrovarsi. Al momento, proprio per i motivi di cui non vi parlavo prima, ho un paio (alcuni GB, che vorrete che siano) di canzoni che mi stanno aiutando a sopportare me stessa in modo efficace. Se vi conoscessi tutti vi farei un bel cd (le mie compilation per le auto sono epiche) e vi direi di ascoltarlo mentre tornate a casa, mentre andate a lavoro (AHAHAHAH ma a chi?) o all'università, ma visto che ciò non è possibile e che spenderei troppo in cd o in spedizioni in Burundi e in Malesia (ehi ciao lettore della Malesia!), ho avuto un'idea geniale, ovvero creare una playlist. La playlist è QUESTA, nel caso non funzionasse fatemi sapere (ripeto che i commenti sono gratis) e se funziona fatemi sapere cosa ve ne pare. Ovviamente se mi diceste quali sono anche i vostri "rimedi musicali" mi farebbe piacere, nel caso in cui la risposta è sticazzi, va bene lo stesso. Scappo, mi dileguo, addieu.