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Quello che non vi ricordate: EERIE, INDIANA (Gli acchiappamostri)




Spesso e volentieri tutto quello che riguarda la mia infanzia sta nella stanza, abbastanza frequentata, del "mi ricordo tutto", ma poi succede che diventi grande e per far spazio ad una minchiata vista su twitter, metti nel ripostiglio cose importanti, tra queste c'è la serie di cui vi DEVO parlare. Tutti i bambini fighi avevano Tele +, io ero sfigata (OVVIO) e avevo Stream. All'inizio quindi non avevo Disney Channel e ripiegavo sul canale per ragazzi di Stream: Fox Kids, canale amato e odiato perchè alle 21 finiva e potevi solo andare a dormire. Tra le varie cose che mandava questo canale (quanto amavo La vita con Louie e Piccoli Brividi ❤) c'era "Eerie, Indiana" da noi inutilmente tradotto in "Gli acchiappamostri" (viva la fantasia). Essendo una bambina che aveva la Fabbrica dei Mostri, lettrice e spettatrice di Piccoli Brividi, per me fu un invito a nozze. La serie ruota tutta attorno al piccolo protagonista, Marshall Teller (Omri Katz, sì, quello di Hocus Pocus) che con tutta la famiglia si trasferisce di malavoglia a Eerie, una cittadina che fa molto David Lynch e Twin Peaks (ehi, ricordatevi di vederla entro il 2017 se non l'avete già fatto). Qui fa amicizia con l'unica persona mezza normale, Simon Holmes (Justin Shenkarow) e inizierà la sua avventura in questa città di matti in cui i cani parlano, ci sono fantasmi fighi interpretati da Tobey Maguire, esiste BigFoot, Elvis è vivo e altri misteri che i due cercheranno di risolvere. La serie è dei primi anni '90 e consta di solo 19 episodi.  Purtroppo in rete non sono riuscita a ritrovarli per rivederli, ma ho scoperto che qui, su ebay, li vendono in versione completa, in lingua originale, of course. Se volete farmi un regalo, molto gradito, già sapete.
Voi eravate nella casta dei bambini fighi e non sapete di cosa parlo? L'intro su yotube vi sarà sufficiente per capire che DOVETE procurarvi (ehi, anche a me!) questa serie. Presto vi farò sapere come quelli di Netflix faranno un'ordinanza restrittiva nei miei confronti perché li pregherò di acquisirne i diritti, stay molto tuned.


Previously on #Homeland: 5x04




C'è vita oltre Homeland, ma da queste parti facciamo finta di no, dai. Vi potrei raccontare di tante cose, per esempio ho iniziato il corso di arabo, andrò ad un concerto bellissimo a Milano, ma questo è niente messo a confronto con la 5x04 di Homeland.
Visto che sono una brava persona, vi ricordo che sto per spoilerare la vita.
Sto per spoilerare, levatevi.
Dai, su.
Iniziamo.
Volendo fare una sintesi degli episodi 2 e 3, visto che del primo avevo già parlato qui , possiamo dire che la spedizione di Carrie in Libano non va come sperato, attentatone, inizialmente creduto nei confronti di Otto During, ma che poi si rivela essere un modo per uccidere la nostra beniamina. L'idea geniale è quella di smettere di prendere le medicine che la fanno sembrare una persona normale e iniziare a capire chi le stia dando la caccia. In tutto ciò verrà aiutata dall'utilissimo Jonas (?) che alla prima scusa (ti avevano solo rapito il figlio, sta calmo!1!1!!) se ne va e lascia Carrie impazzita nel bosco. Prima di tutto ciò, è doveroso menzionare un altro filone importante, quello di Peter Quinn (no, non solo perché è un figo). Del nostro zigomo-amico vediamo il suo modus operandi, cioè quella che è la famosa non - operazione che conoscono (AHAHAH) solo lui e Saul Stronsinson: uccidere degli obiettivi, i cui nominativi sono messi di volta in volta in delle cassette di sicurezza, in maniera "criptata" e per cui il poveraccio deve risolvere sette cruciverba, sei misteri della fede e quattro studi di funzioni per capire a chi si riferisca il prossimo omicidio. Il secondo episodio si conclude con un'immagine shock per tutti quanti: Quinn ha come prossimo obbiettivo Carrie. Da qui in poi posso dirvi che inizia Homeland come lo conoscevamo. Carrie senza medicine con un mega fucile in un bosco, Quinn che la rapisce e praticamente LA SALVA. Certo, vi pare che l'avrebbe uccisa? Tzè, la fa fingere morta, in una scena epica e le consiglia di scappare.
Siamo bellissimi, ma non saremo mai una coppia perché ShowTime è stronza.
OVVIAMENTE Carrie non è fessa, capisce subito che dovrà rinunciare alla sua vita, ma soprattutto a sua figlia e quindi BETTER CALL SAUL BELLO, ma proprio adesso iniziano i guai, Peter confessa che l'operazione è tutta opera di Saul, che sanno tutto solo loro due, quindi è lui che vuole Carrie morta, chiamarlo e fargli credere che lei sia ancora viva metterebbe solo a rischio la vita di BrodyFiglia, per cui, tra le altre cose, lei fa un video (ehi Franny, i tuoi genitori avevano il vizio di fare video a cazzo) in cui le spiega perché dovrà lasciarla. Lei, cvd, non ci sta e così Quinn capisce che fare il ragazzo alla pari per Carrie è proprio una rottura di palle, ma fanno giurin giurello: ti farò vedere che dopo che consegnerò la prova che sei morta, sarà Saul a venire a recuperarla e inserire il prossimo target. Si appostano, lei con la tipica parrucca improbabile, of course. Peter consegna la fakissima prova fotografica e mentre sta per tornare un macchina capiamo che qualcosa non va: il guardiano invia un sms, ricevuto da un russo a caso che si prepara la pistola. In mezzo secondo Quinn viene sparato, uccide il russo in macchina e Carrie lo recupera, ok, dopo aver fotografato e derubato il fu russo. L'altra storyline parallela è quella di Saul che fa l'Israele friendly e che s'improvvisa capo del mondo decidendo quale leader deve stare in Siria. L'operazione capo del mondo è coadiuvata dalla sua amante Eowyn del Signore degli Anelli (friendzonata della terra di mezzo) che si finge direttrice di una clinica dove un certo generale baffo deve fare operare la figlia. Il generale in questione dovrebbe diventare il nuovo leader siriano con l'appoggio della CIA e, suo malgrado, stringe un patto con Saul. Gli ultimi secondi dell'episodio mostrano questo simpatico gruppetto che si saluta prima di salire sull'aereo che porterà la famiglia baffo a casa, ma ovviamente:

La faccia da pesce lesso di Carrie non è dovuta al baffaereo, ma ad una chiamata piacevolissima che fa dal telefono del killer russo, all'unico numero in memoria: quello di quella bitch di Eowyn.
Il filone pallosissimo sul bordello hacker va un po' a puttane, Korzy che voleva fare lo splendido finisce ammazzato e il suo amico con la barba trova la ragazza morta a casa dell'amico, insomma, i russi in sto episodio hanno combinato il delirio.
Adesso la domanda è una: perché vogliono Carrie e Quinn morti? Saul lo sa? DarKazzal da gli ordini? Perché non capisco mai niente dai promo? Ai posteri l'ardua sentenza e stay tuned for the next episodes che commenterò con estrema eleganza e serietà, come mi compete.

Homeland è FINALMENTE tornato


Lo sapete bene, per quanto io ami altri 4000 telefilm, abbia come filosofia di vita Sons of Anarchy e giubbotti di pelle vari, Homeland è uno di quei telefilm che porto più nel cuore di tutti. Lunedì, dopo un'attesa di quasi un anno è tornato sulla tv di casa mia grazie all'internet. Grazie internet. Visto che lo dico sempre, ma non lo faccio mai, vorrei fare qualche riflessione sulla 5x01 prima che i soliti incompetenti dicano minchiate.


OVVIAMENTE se non avete visto l'episodio non proseguite, parlerò di quello che è successo e insomma, spoiler a go go.
L'ultimo episodio della quarta stagione aveva fatto capire che tutti gli equilibri della vita di Carrie si erano nuovamente andati a far strabenedire. Il tradimento di Saul, l'addio a Quinn, insomma, la nostra bipolar beniamina aveva perso tutte quelle certezze che aveva all'interno della CIA e con esse ha messo in discussione il senso stesso della sua presenza all'interno dell'Agenzia.
Non mi stupisce che la quinta stagione si apra dopo due anni dall'ultima scena. Iniziare da dove eravamo rimasti avrebbe reso la serie uno strazio, un pippone psicologico e da brava mammina romantica che non è per niente in stile Showtime. Di certo troviamo una Carrie cambiata che ha trovato un suo equilibrio e capito che magari la bambina non va affogata, ma coccolata, sta con un figone tetezco e lavora per un riccone a Berlino. Insomma, della CIA, per i primi cinque minuti, neanche l'ombra.  Dall'altra parte vediamo però due tipi loschi che per caso hackerano la CIA e quindi sappiamo già che Carrie è nella merda, perché qualsiasi cosa accada con la CIA di mezzo, lei è sempre invischiata in qualche modo. Ok, anche perchè il suo capo ha deciso che deve andare in una nazione martoriata dalla guerra. Spostiamoci però a cose altrettanto importanti: PETER QUINN.

Personalmente, sono molto interessata al suo personaggio, non solo perché Rupert Friend è un attore formidabile, ma perche Quinn è l'unico che sembra essere dentro la merda che ha vissuto senza possibilità di uscirne. Per quanto mi piacesse l'idea di lui e Carrie insieme, mi è sempre sembrata un'eventualità poco realizzabile, proprio per quello che ha in testa Quinn. Tuttavia, si presenta lucido nell'analizzare la situazione sul fronte di guerra davanti ai finanziatori. Per quanto dura e cruda, la verità è quella.
Il personaggio che sto odiando con tutta me stessa è Saul. Diciamo che non ho mai avuto una grande simpatia, ma ogni tanto apprezzavo il suo rapporto con Carrie, ma in questa stagione è chiaro, lo odio. Non ha fatto nulla di che per ora, sia chiaro, ma le premesse non sono positive. Comunque, non ti permettere a insultare Carrie bello, levati.
CAZZO HAI DETTO?
Lo snodo centrale dell'episodio è la vecchia vita di Carrie che torna a farsi viva. Rapimento, gente che nomina Abu Nazir a caso, insomma, tutta roba che a noi nostalgici di Brody piace molto. Adesso non resterà che vedere se Carrie si lascerà trasportare in quel vecchio mondo che le ha tolto, ma anche dato tanto.

Quanto un telefilm finisce per sempre: #REVENGE


La piega trash di questo blog è sempre più palese, ma non è colpa mia se l'abc è stronza e ha fatto finire il mio telefilm trash preferito. Ebbene sì, nonostante sia fan di serie di un certo livello (ehi, non lo dico io, lo dice l'internet), mi sono sempre concessa almeno un telefilm di quelli più leggeri, di quelli dove le domande "Ma la trama esiste? E un filo logico? E le leggi della fisica? E i marò?" erano una costante. Dopo aver trascorso un anno a pensare che la CW sia una fabbrica dei mostri, ben quattro anni fa ho detto basta ai fratelli Salvatore e ho detto sì ad Amanda Clarke.
Amanda è, ovviamente, la protagonista di Revenge, titolo che lascia poco all'immaginazione, visto che per quattro anni ce la fanno a pignolata con la vendetta. La nostra protagonista vuole riabilitare il nome del padre morto poichè ingiustamente accusato di strage e robette così, ma per farlo decide di rovinare la vita a lei e a tutti quelli intorno, cambia identità e inizia un casino inenarrabile che si ferma, praticamente, per la seconda stagione, fase in cui il telefilm ha preso una calata terribile, dimenticandosi della Revenge in questione. Tuttavia, non sono qui per farvi un sunto delle puntate precendenti, leggetevi le trame su wikipedia se volete quello, ma bensì perchè vorrei dirvi i miei #feels dopo il finale appena visto ed esaminare, da vera cretina, l'impatto psicologico dell'ennesimo series finale. Ve lo dico, spoilero dal rigo sotto, cazzi vostri.
Il finale è stato scontatello, ma niente che non fosse in linea con lo stile del telefilm. Son del parere che sia inutile pretendere finali alla Breaking Bad e Sons of Anarchy, capolavori veri e propri, l'importante è che il finale abbia senso per il contesto in cui è collocato, in questo caso il nonsense di quattro stagioni ha continuato ad essere anche nella 4x23, ed è giusto così. Finalmente Amanda/Emily si confronta con Victoria, Louise ha una minima utilità e capiamo che Margaux è un cessa e repressa della vita. Il personaggio, seppur assurdo, che amerò per sempre è quello di Nolan, se non ci fosse stato sarebbe mancato il 90% delle cose fantascientifiche impossibili accadute e quindi tutto il divertimento. Inutile Jack, ma sapevamo che avrebbe finalmente copulato con Amanda e l'avrebbe sposata, certo avrebbero potuto diluire questo amore in più di un episodio scarso su quattro stagioni, ma ehi, meglio tardi che mai. Inspiegabile l'esistenza di Ben, personaggio burattino, pure brutto, così come quella molto MEH di Courtney Love serial killer, ma ehi, la logica non è per loro. Apoteosi del trash la fintissima nevicata, struggente-un-corno scena in cui David muore, facendolo come io mi addormento sul divano. Speriamo che il mio ragazzo non mi consideri morta quando mi addormenterò guardando la tv, una sera di queste. Senza senso e assurde le scene tra Victoria e la madre, così come tutto l'incastro di fortuite coincidenze che fanno esclamare "dai cazzo, io che invento scuse per non uscire quando sto facendo la maratona di Homeland sono più credibile!", ma poi pensi che stai guardando Revenge, quindi è ok, quasi normale.
La morte di Victoria, sperata dall'inizio, è arrivata in un momento in cui pensi quasi che tutto non avrebbe senso senza lei e quindi litri di dispiacere che finiscono un secondo dopo, quando spara alla nostra revengeroina. Amanda ovviamente ha 49000 vite come la casa di una gattara, quindi sopravvive, assiste il padre fino alla fine e si sposa, guadagnando un figlio, una cane e poi boh, cioè sì, Jack. Nolan, che il lieto fine ha deciso che fa schifo, vuole revengiare qualche altra cosa, così un po' indeciso tra i marò e la sua estetista che gli ha fatto male durante la ceretta, decide di lasciar fare alla sua compagna di sventure, così vedendo nel suo futuro rosee occasioni di finire in mano ai federali, pazze psicotiche e grillini. Molto trash l'ultima scena con l'incubo di Amanda, per un momento ci avevo creduto, no, non che fosse vero, ma che Charlotte avesse almeno un briciolo di ruolo. Il nostro duo salpa per mete sconosciute alla menefotto e ci lascia così, per sempre, procurandoci una ferita che andrà rimarginata a suon di nuovo telefilm trash.


Matrimonio a prima vista: come sposare uno sconosciuto


Perchè lo faccio, vi starete chiedendo: ecco, non lo so. Forse è perché guardare programmi trash a volte è terapeutico, nel senso che in confronto a chi partecipa mi sento un genio e ne guadagno in autostima, forse è questo. Potrei parlare della 3x06 shock di House of Cards, invece no, mi butto in queste analisi pseudo - sociologiche da quattro soldi e vi informo di quanta follia alberghi in questo programma chiamato "Married at first sight - Matrimonio a prima vista". Dimenticatevi incontri romantici raccontati in modo spettacolare, qui è tutto calcoli e previsioni. Alcuni "esperti" (psicologi, sessuologi e altri qualcosologi) hanno combinato tre coppie studiandole, in base ai loro interessi, a quello a cui aspirano, il tipo di famiglia, il carattere e amenità varie. Questi individui hanno la possibilità di incontrarsi solo all'altare, momento in cui dovranno decidere se sposare o meno lo sconosciuto sulla base, fondamentalmente, del nulla. Tutte le coppie hanno detto sì, iniziando così un periodo di cinque settimane in cui hanno dovuto conoscersi e consolidare il rapporto appena nato, dopo il quale sono state chiamate a dire se intendevano o meno divorziare. Sì, avete capito bene, trashume che cola ovunque, ma presentiamoli.

La prima coppia è quella di Jaime e Doug.
Lei carinissima infermiera, lui tizio con molti soldi, pieno di strane escrescenze in faccia, ma fisico megapalestrato. Lei, vedendolo all'altare ha cominciato a piangere, ma non di gioia, lo reputava brutto e non sapeva che farsene, tuttavia poi si è convinta e nonostante non si sia fatta neanche abbracciare per i primi 456456 giorni la situazione si è addolcita, con il tempo lei e il suo chiuaua hanno cominciato a mettere in conto che in casa ci fosse anche questo tipo con i bubboni. Jaime veniva da un passato sicuramente difficile, mamma alcolizzata, i suoi fratelli super grezzi e tragedie del caso, lui invece il tipico bambino che suo padre chiamava "campione" senza apparenti meriti sportivi, famiglia del mulino bianco e lavoro ben retribuito. Insomma, sarà che poi lei lo ha visto in costume o perchè con lui aveva finalmente trovato una famiglia degna di tale nome, son rimasti insieme. La mia opinione in merito è INSOPPORTABILI.
La seconda coppia è composta da Monet e Vaughn.
Dopo 30 secondi dopo le nozze erano avvinghiati come dopo una pioggia di Super Attack, litigano come dei dannati, ma si danno a intense sessioni di fiki fiki. Sinceramente non so perchè il team di espertoni li abbia messi insieme, visto che, a parte l'attrazione fisica, sti due erano pronti a maledirsi in tutte le lingue del mondo. Inutile dire che si son lasciati dopo 5 settimane. PER FORTUNA.
L'ultima coppia è quella di Courtney e Jason.
I più carini, secondo me, subito hanno cercato di lavorare sodo per capirsi, per immaginare un futuro insieme, capendo di piacersi. Non brilleranno per intelligenza, ma tra tutti sembravano i più sinceri.

Penso che, nonostante il trash che trasudi da ogni cosa, il programma abbia un suo perchè. Certo, non avrei partecipato mai e poi mai, non solo adesso che ho un ragazzo, non lo avrei pensato neanche nel mio periodo da gattara, ma con la loro logica, se ci pensate, è una prova, il divorzio te lo paga la produzione e chiaramente ci saranno accordi per non rivalersi di mantenimenti e cazzi&mazzi, quindi, se la disperazione (e la voglia di finire a tutti i costi in tv) è tanta, capisco il motivo. Conoscere qualcuno, in fondo, non significa necessariamente conoscerlo da tanto, tuttavia, la fiducia, per me, non si crea in così poco tempo e scegliere di trascorrere la vita con un perfetto sconosciuto, su due piedi, è veramente difficile. 

La fase Sailor Moon


Tutti, ma proprio tutti, a meno che non abbiate vissuto in una comunità amish negli anni '90, hanno avuto/continuano ad avere una fase Sailor Moon. Per comodità la chiameremo fsm, che non ho voglia di schiacciare troppi tasti, già è tanto che io stia  pubblicando una delle mie millanta bozze. Torniamo al nocciolo della questione. Sono nata nel lontano 1991, quindi quando verso metà degli anni '90 è esplosa la nipponicissima moda della combattente vestita alla marinara ero poco più che una spugna, amavo tutte le cose con cuori, lune, gemme, scettri e giapponesate del caso:Sailor Moon fu una specie di divinità da adorare e seguire ogni sera su Game Boat, sì, perchè la prima volta che fecero Sailor Moon Petali di Stelle era lì, ed è la parte che ricordo meglio perchè ero alle elementari. Inutile dire che avessi quasi mandato la mia famiglia in rovina perchè volevo la penna lunare, il cristallo d'argento, il cofanetto con gli anelli, gli scettri, le bambole... Insomma, avete capito. Per tutte le persone normali questa cosa è finita con il raggiungimento della maggiore età, dell'adolescenza  e momenti consoni, per me, invece, NO. Ho continuato a guardare i vhs di Sailor Moon anche mentre frequentavo il liceo, l'ho rivisto ogni volta che lo hanno riproposto in tv e ho continuato a cercare scan decenti del manga originale. Sì, ho avuto una fase da giappominkia, ma tralascerei, perchè l'amore per le faccette di Bunny va al di là della giappominchieria. Quello che secondo me cattura anche i più grandi (facciamo finta che ci siano altri col mio problema) è il misto tra vita reale e robe magiche-lunari. Bunny è sia alle prese con i problemi quotidiani che con i cattivi di turno. La cosa ancor più bella però è il merchandising per "grandi" che si è sviluppato specialmente negli ultimi anni. Lo premetto: NON MI PAGANO, NON MI REGALANO NULLA (ma se volete regalarmi queste io non mi offendo). Un sito dove ho visto cose bellissime è sicuramente Shop Jeen, inizialmente cercavo un borsellino della Sirenetta (no comment) della Loungefly, ma ho trovato una carrellata di cose fighissime, anche un pochino trash, ma noi siamo qui per questo. Un'altra cosa per cui ho dovuto lottare contro la mia sopita dignità è lo zainetto - Luna, di cui abbiamo una diapositiva
Sì, è bellissimo, lo trovate su ebay cercando "sailor moon backpack", lo hanno tanti venditori, anche a 20 euro, quindi quando casualmente romperò l'eastpak saprò come rovinarmi la reputazione passata-presente-futura, andando in giro con questo musetto da gatto sulla schiena. Attualmente so che anche Primark sta facendo qualcosina con Sailor Moon, ma a meno che non viviate in uno di quei paesi fortunati, dovrete accontentarvi di sbavarci su solo se qualche anima pia rivenderà su ebay. Su buzzfeed hanno fatto anche un articolo in merito, ve lo piazzo qui, così non sarò la sola a rovinarmi perchè nel mio cervello Sailor Moon è ancora una cosa socialmente accettabile.