Welcome to my life, tattoo

21:51 laprugna 4 Comments


No, quello in foto non è il mio braccio, ho decisamente meno peli e diciamo che è meno cotechiniforme. Salve, sono riemersa da un momento di isteria e crisi, di quelli canonici pre-esami. Oggi ho fatto un esame ed è andato bene bene, e non scriverò quanto ho preso perchè odio la piega del blog/facebook is the new libretto universitario. Comunque, detto tra noi, fottesega. Oggi vi parlerò di uno dei miei più radicati desideri, paure e cotillons: il tatuaggio. No, non vi aspettate una lezione su come nasce il tatuaggio o di cosa rappresenta culturalmente, per quello ci sono wikipedia e tanti blogger più portati della sottoscritta che, semplicemente, si ritrova a poter delirare online. Io non ho, ancora, un tatuaggio, seppure lo desideri da un paio d'anni. Ho 21 pacchetti da 365 giorni sul groppon e presto diventeranno 22, prima dovevo auto-regalarmelo per i 18 anni, poi di anno in anno mi dicevo "ormai dopo l'estate" e amenità simili, così che son passati 4 anni e ancora di tatuaggio, a parte quelli con la biro, nemmeno l'ombra. I fattori principali della mancata esecuzione sono fondamentalmente il cacazzo (also known as paura) che considero il fattore meno rilevante, l'indecisione sul cosa e quella sul dove. Rappresentando, per me, il ricordo di un periodo significativo, negli anni il "cosa" è mutato qualche volta, siamo passati da un simbolo ad una frase di una canzone (ovviamente non dirò quale e di chi finchè non si avvererà), dal polso -parte interna, come in foto- a "diamine, non lo so, mi hanno detto che fa malissimo e che non conviene perchè un eventuale datore di lavoro mi prenderebbe a pedate". Come vedete sono abbastanza decisa e convinta di sto par de balle. Non conosco molta gente che abbia esperienza in merito, per lo più conosco gente che s'è fatta tatuaggi a cazzo, orripilanti (non come significato e cazzi vari, parlo a livello di fattura proprio), e che m'ispirano quanto un dvd con "Non dirmi mai" di Gigi D'Alessio in loop per ore e ore. Se voi avete un po' di esperienza in merito, ogni commento è gradito, ovvio. Per ora son ferma, in stallo, la faccenda del lavoro mi pare una gran cagata, però visto che "sono giovane e non so nulla" (cit. genitori random) magari costituisce un problema reale di cui tener conto, soprattutto considerando la mia incapacità cronica che mi porterà a fare lavori poco inerenti a giurisprudenza. Per il dolore, amen, cioè è preventivato e lo do per scontato, è un tatuaggio non un massaggio con oli profumati in un centro benessere, anzi, detesto chi dice "lo vorrei fare, però non so se fa male", MA CERTO BEOTA, boh dai, la smetto, l'isteria residua comincia a farsi viva. Adesso fate un po' di esperienza sharing e ditemi "vai tranquilla che tanto il lavoro non lo trovi nemmeno a 90 anni e il polso è un posto come un altro". 

4 commenti:

  1. Allora, ti dico un po' la mia. In foggia di elenco che è più chic.

    1. Dolore: il dolore non è tanto. Il silk-epil fa molto più male. Contando che una parola/frase non prenderà molto tempo in termini di lavorazione non hai nulla da temere. Si resiste senza sforzo. Io ho iniziato ad accusare visioni verso la 3^/4^ ora per cui serena e vai con Dio in tasca.
    2. Io ho il polso e l'interno del braccio tatuati. Anche qui: di zone molto più dolorose ce ne sono ben altre. Non crucciarti.
    3. Lavoro: io ho un po' di tatuaggi, molti dei quali visibile. E ho anche le mani tatuate. Non sono mai, per fortuna, stata giudicata e/o respinta in ambito lavorativo. E conta che ho pure i lobi visibilmente dilatati. Certo ci sono certe professioni che richiedono maggior "decoro" ma nel tuo caso non è certo una frase sul polso a creare problemi. Anzi, io la trovo pure elegante. Lo stronzo che giudicherà da quello ci sarà sempre ma gli stronzi non muoiono mai.
    Io, attualmente, non lavoro ma non per via dei tatuaggi ma per il fatto che da un mese non riesco a trovare nessun lavoro di merda!

    Per il resto se hai dubbi chiedi pure!

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    1. Partendo dalla premessa che io non sento dolore con il silk-epil direi che possiamo star tranquilli, certo l'unica paura è che avendo le vene abbastanza "fuori" sul polso io possa accusare dolori strani e cretinate simili, ma è più una paranoia che una reale preoccupazione!
      Degli stronzi è pieno il mondo e già ho raggiunto il nirvana avendolo capito, amo molto vestirsi "alla cazzo", o come direbbe mio padre da hippie, ma amen, cioè, in realtà me ne sbatte poco di ciò che pensa il prossimo, era solo un po' di dubbio per quanto riguarda un eventuale bando di concorso (che spero non uscirà mai) che discrimina chi ha un tatuaggio.
      Ok, basta, prenoto almeno per chiedere quanti reni dovrò smerciare, ho deciso.
      (grazie <3)

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    2. Evvai! Brava! Per il resto, come ti dicevano saggiamente qui sotto, è una scelta con delle "conseguenze". Devi esserne consapevole e aver ben chiara la tua decisione. Se poi tu sei serena allora anche gli altri vivranno il tutto in modo meno traumatico. (es. scemo: la mia ex capa si è accorta delle mie mani tatuate dopo qualche mese che lavoravo per lei! A dimostrazione che se sei seria e brava a nessuno frega nulla!).

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  2. Secondo me il tatuaggio deve essere una scelta non dettata dalla moda... O dalla necessità. So che non è il tuo caso ma non farti venire la fretta. Io ne volevo fare uno, dopo un momento che ha sdegnato la mia vita, ho temporeggiato, non per il dolore, non per il soggetto, ma perché un tatuaggio è per sempre...

    La domanda da porsi è: Sono pronta a guardare il mio braccio da oggi finche sarò in vita e leggere questa frase o vedere quest'immagine?
    Credo che il punto sia solo questo. Per quanto riguarda il lavoro, si influenza è inutile fare i perbenisti, io non giudico dall'apparenza ma ad un colloquio di lavoro non ci vado con le infradito ed in costume. Concordo con Mareva un tatuaggio discreto ed elegante (senza teschi o serpenti intrecciati nelle spade con la rosa in bocca) potrebbe non essere poi così notato... se rimane uno!

    Buona fortuna ;)

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