Bella (figlia) ciao!

00:51 laprugna 6 Comments


Qualche giorno fa, chi mi follouuua su twitter magari lo sa già, mio padre ha capito/scoperto/sgamato che alle ultime elezioni comunali non ho votato il suo amico che aveva chiesto il favore di appoggiarlo per la sua campagna elettorale. Io, non perché ribelle o vaccate simili, mi son rifiutata categoricamente, sia perché il tipo in questione non lo conoscevo minimamente, sia perché messo sotto un partito che non voterei nemmeno sotto tortura e anche perché avevo già deciso a chi affidare la mia preziosissima X. Ho 21 anni, a gennaio saranno 22, e più che stupirmi del colpo apoplettico che quasi colpiva mio padre, mi son stupita di due cose: a) padre, ma non te la sgami che le idee politiche che abbiamo son diverse sin da quando invece di andare a ballare ti chiedevo il permesso per andare alle manifestazioni o alle feste dell'Unità? b) padre, ma perché dobbiamo pensarla uguale? 
Ora voi direte, forse, che potevo sforzarmi e farlo contento, votare il suo amico e lasciarlo in pace, altri mi diranno che mi sto stupendo per cagate (il che è vero), ma il punto è che un attrito di questo genere è di quelli che spuntano fuori ogni giorno, basti pensare le discussioni che portiamo avanti ogni giorno a pranzo. Da un lato la trovo una cosa bella perché  il confronto è sempre utile, a me piace spiegare le mie ragioni e magari delucidare i miei su aspetti giuridici della vita politica che loro conoscono solo per sommi capi e che io, mio malgrado, so perché studio giurisprummmerda o comunque perché, nonostante la demenza che mi caratterizza, son abbastanza curiosa e mi documento di più (sicuramente per via del fatto che non faccio nulla se non studiare e loro lavorano, ovvio). Partiamo dal fatto che mio padre è uno di quelli che ha votato il Berlu per anni e che ancora non ha capito quanto questo sia stato distruttivo, io, invece, sono una di quelle persone che (sicuramente giovane, senza esperienza, cazz e mazz) pensa che conti poco il colore politico, che non basti più affidarsi a ideali che lasciano il tempo che trovano, e che si debba guardare alla persona e a quello che concretamente fa. Certo, un minimo di idee le ho, non credo che mi troverete mai ad una festa ad Arcore o sul pullman dei giovani del PDL, però ecco, non credo di essere la nuova Marx, diciamo che pendo più da un lato dalla bilancia, forse anche perchè nell'immensità dello schifo di personaggi vedo meglio alcuni che sicuramente, per ora (non si sa mai), non stanno sul pullman sopracitato. 
Adesso in casa sono "LA COMUNISTA", tutto quello che prima facevo e adesso continuo a fare nel solito alone di goffaggine è "roba da comunista", vedi il mio povero piercing che è diventato "ferraglia da comunista". Dei concerti non stiamo manco a parlare che la cosa è lunga.
Proprio il giorno in cui la ministra Cancellieri ha detto che lo scioglimento del mio comune è in via di definizione, io mi chiedo perchè mio padre, che è una persona intelligente, per niente ignorante, pensi ancora così, perchè creda che qualsiasi cosa fuori dal suo campo visivo (politico) sia sbagliato e sia da additare come "comunista", "sinistroide", "mortadella", "bersani" ecc ecc. Del voto negato al suo best (?) friend posso pure capire che ci rimanga male, ma il fatto è che lui non digerisce il fatto che io abbia dato un voto al partito avverso. Che la pensassimo diversamente non era un mistero, ma adesso che, per lui le cose sono definite da "uno schieramento", boh, mi tratta come una demente (più di prima eh) e come una che non capisce, come una di quelle che, fino a prima della scoperta, chiamava "storte comuniste". Non ne sto facendo un caso, è che ci dovrò fare un po' l'abitudine, crescerà anche lui. I vostri papà/mamme/parentame sono come lui?

6 commenti:

  1. Di politica capisco poco , pochissimo e so che non è esattamente il massimo, ma me ne tengo fuori per povere ragioni, le uniche che ho in questo riguardo.
    Ma mio padre ci campa, quindi penso che diventerebbe come il tuo se votassi qualcuno che non dice lui .-.

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  2. Ci sarebbe da parlare delle ore. Del rapporto padri/figli, degli elettori dello psiconano e della politica in generale.
    Ti mando una mail? 📩

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  3. giurisprummerda ahaha XD
    cmq guarda, un pò ti capisco, ma più per via indiretta: mia nonna è una "Berlu a vita", che pure dopo tutti i casini che ci sono stati "Il Berlu" rimane sempre e cmq un mito, il vero presidente e l'unico politico decente. Mia mamma è una che fa le bancarelle, si veste da Hippie, si comporta da frikkettona, crede nella libertà e potrebbe essere facilmente etichettata come comunista, e in effetti la direzione del suo pensiero è quella. I miei zii sempre tendenti a sinistra ma non così clamorosamente. Inutile dire che mia nonna non è per nulla contenta di ciò. Io devo ancora decidere con chi sto, ma di una cosa sono certa: se passa il pulmino diretto ad arcore o la macchina di bossi, due uova ce le posso pure tirare ^_^

    bel blog! ti seguo ^_^

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  4. Immagino che tu abbia citato a tuo padre l'art. 48, anzi ne sono quasi sicuro. Perciò dovrebbe capire che il voto di scambio, per quanto possa essere accompagnato da buonissime intenzioni, è uno dei mali che ha ridotto la tua terra meravigliosa ad un campo minato, dove ogni passo civile è ostacolato dalle mine del malaffare.

    Berlusconi o non Berlusconi, Unità o piercing, l'importante è sapere esprimere le proprie idee con chiarezza e competenza, e non votare chicchessia solo perché fa bello votarlo/a/i.

    E poi ammettiamolo, tu sei una comunista. Ma sei simpatica, quindi ti salvi! :P

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  5. Che poi, diciamocelo, dove sono tutti questi comunisti? Dove sono? Io non ne vedo. E poi, diglielo al babbo, che parlare di comunismo è anacronistico quanto le spalline imbottite nelle giacche.
    Io di anni ne ho 29. Son cresciuta in una famiglia spiccatamente di sinistra, che credo mai voterà più in là del centro-sinistra (già la parola "centro" è un azzardo). Son cresciuta passando le mie belle fasi da "voto rifondazione" a "voto i verdi" a "ma dove cazzo sta la sinistra?" per approdare poi ad un pensiero molto simile al tuo. Guardare l'uomo/donna e non il suo colore, o il suo partito di provenienza. Ora, in questo momento storico, per me votare è davvero difficile perché non mi sento rappresentata da nessuno e fai te che a volte nell'ultimo anno mi son trovata a dar ragione a Fini! Mi sembra tutto un grande calderone. Un caos primordiale. Tutti parlano senza uno schema. E io, cittadina, di schemi ne ho bisogno.
    Con i miei di politica si parla tanto e nonostante una comunione di sentimenti ed intenti i divari ci sono. Ma credo che quelli siano generazionali. La loro politica era profondamente diversa dalla nostra. Non era così sporca, forse.

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    1. Aggiungo: mi sono appena letta tutto il tuo blog. Ti voglio già bene ahaha!

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